Da sinistra a destra, Miragal indossa abito Marni, accessori Makeda&Kitsune. Laila indossa cappotto MSGM, orecchini e anelli Voodoo Jewels. Maryam indossa camicia Acne Studios, bridge earring Makeda&Kitsune. LNDFK indossa top e calze Prada, accessori Makeda&Kitsune. LaHasna indossa top e calze Prada, headpiece e body jewel Makeda&Kitsune, orecchini Voodoo Jewels, durag della talent.

Ecco le artiste di seconda generazione araba che stanno rivoluzionando la scena italiana

Vi presentiamo Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK, i nuovi volti della scena, pronti a prendersi tutto quello che meritano.

di Amanda Margiaria
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16 ottobre 2020, 12:19pm

Da sinistra a destra, Miragal indossa abito Marni, accessori Makeda&Kitsune. Laila indossa cappotto MSGM, orecchini e anelli Voodoo Jewels. Maryam indossa camicia Acne Studios, bridge earring Makeda&Kitsune. LNDFK indossa top e calze Prada, accessori Makeda&Kitsune. LaHasna indossa top e calze Prada, headpiece e body jewel Makeda&Kitsune, orecchini Voodoo Jewels, durag della talent.

A inizio ottobre, quando pensavamo l’estate non sarebbe mai finita e il cielo era di un azzurro così limpido da sembrare finto, abbiamo passato una giornata in compagnia di cinque artiste italiane di seconda generazione che stanno rivoluzionando la scena musicale del nostro paese.

Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK sono giovani, determinate e uniche grazie alla loro estetica che fonde mondi diversi. Pronte a prendersi tutto quello che meritano, le abbiamo intervistate per parlare di rappresentazione, difficoltà e carriera.

Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Cappotto MSGM

Laila Al Habash

C'è una nuova generazione di artiste italiane che sta spaccando e di cui tu stessa fai parte. Secondo te state ricevendo l'attenzione e il riconoscimento che meritate?
Attenzione sì, riconoscimento dipende. A volte sento le persone parlare più del fatto che siamo donne piuttosto che della nostra musica. Espressioni frequenti come “cantante donna” o “musica al femminile” sono espedienti, per quanto usati in buona fede, figli di una mentalità che rischia di fare il giro e diventare ghettizzante. È giusto dare peso al fatto che siamo sempre di più nel panorama musicale, ma spero che in futuro potremo concentrarci esclusivamente sulla musica che viene prodotta e su ciò di cui parla.

La tua più grande soddisfazione in quanto artista italiana di seconda generazione qual è stata?
Vedere il mio nome scritto correttamente su internet. Scherzi a parte, sono orgogliosa di come le mie origini miste mi permettano di entrare in empatia con persone e realtà distanti dalla mia dimensione quotidiana. Sono sempre stata abituata a farlo, nella mia famiglia mia madre e mio padre sono di due religioni diverse—cristiana e islamica—e mi hanno sempre insegnato due culture in parallelo, senza che una predominasse mai sull’altra, trasmettendomi una naturale apertura mentale che pone tutte le culture, anche quelle diverse dalla mia, sullo stesso piano.

E invece, qual è stato l'ostacolo maggiore che hai dovuto affrontare nel tuo percorso artistico?
Mettere in chiaro che facevo sul serio.

Come vuoi raccontarti tu al tuo pubblico?
Come sto facendo: con sincerità, prendendo solo scelte che mi mettano a mio agio, sia nell’immagine che nelle canzoni. Sembra scontato, ma è importante. Essere a tuo agio ti aiuta a fare i conti con te stessa, senza mentire o cercare vie più convenienti che non ti appartengono fino in fondo. Mi piace fare arrivare la mia visione, sia estetica che mentale, i miei interessi, le mie battaglie e la mia attitudine romana verace (che, anche se volessi, non credo riuscirei a tagliare fuori).

Identità e rappresentazione: cosa sbagliano i media nel raccontarti?
Fino a ora si sono comportati bene. Sono una persona diffidente e rissosa, quindi per adesso è andata meglio a loro che a me.

@lailaalabastro

Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Total look Prada, bridge earring Makeda&Kitsune

LaHasna

Identità e rappresentazione: cosa sbagliano i media nel raccontarti?
Classificando la mia musica come trap, quando sono molto più vicina al pop. Che poi, in realtà, il mio genere è qualcosa di completamente nuovo nella scena musicale, e non solo italiana.

La tua più grande soddisfazione in quanto artista italiana di seconda generazione qual è stata?
La mia più grande soddisfazione è quella di essere me stessa finalmente! Italiana o di seconda generazione che sia, sono parte di un mondo che mi ha insegnato ad essere quella che sono oggi.

C'è una nuova generazione di artiste italiane che sta spaccando e di cui tu stessa fai parte. Secondo te state ricevendo l'attenzione e il riconoscimento che meritate?
Sì, penso che ogni artista nel proprio piccolo abbia avuto le giuste attenzioni e i giusti meriti, alla luce del percorso che sta affrontando.

E invece, qual è stato l'ostacolo maggiore che hai dovuto affrontare nel tuo percorso artistico?
Esclusivamente io.

Come vuoi raccontarti tu al tuo pubblico?
Vorrei non raccontarmi al pubblico. Vorrei piuttosto che ognuno si costruisse un immaginario proprio a partire della mia musica.

@lahasna__

Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Abito Marni, finger-cuffs Makeda&Kitsune, anello Voodoo Jewels

Miragal

C'è una nuova generazione di artiste italiane che sta spaccando e di cui tu stessa fai parte. Secondo te state ricevendo l'attenzione e il riconoscimento che meritate?
Penso che l’attenzione sulla mia generazione sia concentrata principalmente sugli artisti di sesso maschile. Quella che riceviamo noi è spesso strumentale, un mezzo per chi vuole cavalcare l’onda dell’inclusione, ora che è più che mai un hot topic; raramente è focalizzata sui contenuti che esprimiamo e sulla realtà che viviamo, e ancora più di rado ci vengono riconosciuti l’impegno e la caparbietà che servono per generare quei contenuti e convivere con quella realtà.

La tua più grande soddisfazione in quanto artista italiana di seconda generazione qual è stata?
Credo sia prematuro parlare di soddisfazione, il mio percorso è appena cominciato. Sono orgogliosa dell’interesse che suscitano le mie canzoni.

E invece, qual è stato l'ostacolo maggiore che hai dovuto affrontare nel tuo percorso artistico?
Il mio background familiare, che è estremamente distante e spesso in antitesi con la realtà occidentale in cui sono immersa, e che a mio modo sto interpretando e vivendo.

Come vuoi raccontarti tu al tuo pubblico?
Per quella che sono. Attraverso i miei testi e le mie melodie voglio illustrare un percorso di crescita come donna poc italiana. Riuscire a trasmettere l’insicurezza di non rientrare nei canoni e nelle categorie esistenti, la difficoltà nel crearmi uno spazio che non sia definito da ciò che la mia cultura si aspetta o da ciò che una società che ancora fatica a rappresentarmi mi impone.

Identità e rappresentazione: cosa sbagliano i media nel raccontarti?
Generalmente non raccontano la realtà che appartiene a me e a tante altre ragazze, ma si concentrano sulla strumentalizzazione di un tema che suscita in questo momento storico molto interesse e dibattito, ma senza dare davvero uno spazio alle persone e ai contenuti.

@miragemiragal

Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Total look Acne Studios, bridge earring e body jewel Makeda&Kitsune

Maryam

C'è una nuova generazione di artiste italiane che sta spaccando e di cui tu stessa fai parte. Secondo te state ricevendo l'attenzione e il riconoscimento che meritate?
Ci vuole tempo per “spiccare” nell’industria musicale italiana, è normale. Ma non nego il fatto che aiuterebbe creare un po’ più di spazio per le artiste di seconda generazione.

La tua più grande soddisfazione in quanto artista italiana di seconda generazione qual è stata?
Un ragazzo di origini ghanesi mi ha rivelato di aver fatto coming out con i genitori musulmani sentendosi “ispirato dal mio coraggio” di rivendicare la mia identità artistica nei confronti di mio padre, a cui non va molto a genio la strada della musica.

E invece, qual è stato l'ostacolo maggiore che hai dovuto affrontare nel tuo percorso artistico?
Ce ne sono stati tanti e ce ne saranno tanti altri, ma andare contro la mia famiglia, dover lottare contro i miei cari per qualcosa di così naturale e puro come la musica è stato uno dei peggiori. Due anni fa ho smesso di “nascondermi”, di assecondare il parere degli altri e ho iniziato a far capire che la musica è il mio modo di affrontare i problemi quotidiani.

Come vuoi raccontarti tu al tuo pubblico?
Nel modo più reale possibile. Tengo molto alla mia autenticità, mi piace essere trasparente. Spero di poterlo trasmettere anche con i miei futuri brani.

Identità e rappresentazione: cosa sbagliano i media nel raccontarti? 
Sbagliano nell’identificarci come straniere. Ho avuto strane esperienze con i media nel periodo di X-Factor, leggendo articoli con titoli del tipo: “La marocchina di Bergamo ha...” Sono nata e cresciuta in Italia e ancora non vengo considerata italiana. C’è ancora tanto lavoro fare. E, chissà, magari io e le altre ragazze potremmo davvero innescare il cambiamento italiano di cui abbiamo bisogno. È successo così per Ghali e Mahmood: solo quando hanno conquistato le classifiche hanno zittito tutti. Io ambisco a fare lo stesso.

@maryam

Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Per LNDFK: top e calze Prada, accessori Makeda&Kitsune Per LaHasna: top Prada, headpiece e body jewel Makeda&Kitsune, durag talent’s own, orecchini e anello Voodoo Jewels

LNDFK

C'è una nuova generazione di artiste italiane che stanno spaccando, di cui tu stessa fai parte. Secondo te state ricevendo l'attenzione e il riconoscimento che meritate?
In quanto musiciste? Credo che per quanto diffidi da una classificazione in base al genere e favorisca una prospettiva più fluida, sarebbe comunque necessario assecondarla per stabilire un target e quindi per poter valutare se “l’attenzione” che stiamo “ricevendo” sia quella “meritata”. In questo senso è difficile rispondere in maniera oggettiva a questa domanda non essendoci una “giura” generica. In un senso più soggettivo io non faccio musica per ricevere “riconoscimento” tantomeno “attenzione” ma, qualora fosse possibile individuare un senso, l’unico possibile è un senso esistenzialistico che ha degli scopi edonistici. L’esigenza di esprimermi è mossa dal tentativo di sgravarmi di quello che provo e ambire ad una sacralità che possa rendere la mia povera esperienza di essere umano più edificante.

Qual è stato l'ostacolo maggiore che hai dovuto affrontare nel tuo percorso artistico?
Il sessismo nel mondo del lavoro. La tendenza alla discriminazione di genere, una vera e propria consuetudine, ha radicato la convinzione che la donna sia innanzitutto un corpo e poi—forse—una figura professionale. Oltre a quello di dover lottare quotidianamente per affermarmi, ed essere riconosciuta, in un ruolo che è ordinariamente rappresentato dal “sesso forte” che è la figura del producer. Condivido con voi un piccolo aneddoto: nel mio ultimo live gestivo il mio set da Ableton, quindi avevo di fronte il Mac, scheda audio, l’APC per controllare le sequenze, il synth per suonare e un multieffetto per la voce, con il quale attivavo stanze differenti di riverbero e armonizzazioni. Alla fine del live il commento più quotato è stato: “che brava la cantante.” Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che non importa quanti strumenti imparerai a suonare,  quanto possa evolversi la tua ricerca artistica, quanto tempo tu possa dedicare alla tua ricerca, quante responsabilità assumi in un live, quali beat farai e quali artisti produrrai, perché, nella peggiore delle ipotesi, sarai riconosciuta come la “cantante”. L’evoluzione da questi pregiudizi è molto più lontana di quanto percepiamo.

E come vuoi raccontarti tu al tuo pubblico?
Io non intendo raccontare “me” stessa, ma rappresento solo un mezzo. L’arte è priva di ego. Fellini aggiungerebbe: “Non voglio dimostrare niente. Voglio mostrare.”

Identità e rappresentazione: cosa sbagliano i media nel raccontarti?
Fin ad ora mi hanno sempre raccontato con le mie stesse parole.

@lndkf

Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Accessori Makeda&Kitsune
Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Total look Prada per tutte le talent. Per Laila: collana della modella
Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Per LaHasna: top e calze Prada, body jewel e headpiece Makeda&Kitsune, orecchini e anello Voodoo Jewels, durag talent’s own Per LNDFK: top e calze Prada, accessori Makeda&Kitsune, scarpe talent’s own Per Maryam: total look Acne Studios, bridge earring Makeda&Kitsune Per Laila: cappotto e stivali MSGM, orecchini e anelli Voodoo Jewels Per Miragal: abito Marni, finger cuffs Makeda&Kitsune, scarpe Buffalo
Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Per Miragal: camicia oversize Acne Studios, headpiece Makeda&Kitsune Per Maryam: abito e maglione oversize Marni, ear-cuff Makeda&Kitsune
Intervista a Laila Al Habash, LaHasna, Miragal, Maryam e LNDFK: le artiste italiane di seconda generazione
Per LaHasna: total look Prada, bridge earring Makeda&Kitsune Per Laila: total look Prada, collana talent’s own Per Maryam: abito e maglione oversize Marni, scarpe Buffalo Per Miragal: camicia oversize Acne Studios, headpiece Makeda&Kitsune Per LNDFK: total look Prada

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Crediti

Editor Amanda Margiaria
Fotografa Giulia Frigieri 
Stylist Serena Belcastro  
Assistente allo Styling Francesca Cavalcanti 
Producer Cecilia Linares 
MUA Camilla Romagnoli 
Hair Stylist Francesca Maffi
Un ringraziamento speciale a Makeda&Kitsune per gli accessori, Denny e Matteo per la location

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