Immagini su gentile concessione di 

Simona Vanth

Simona Vanth, brand sperimentale e stella nascente del design di calzature

Con collaborazioni che annoverano nomi del calibro di Off-White, Camperlab e SUNNEI (per citarne alcuni), Simona Vanth sta riscrivendo le regole del shoe design.

di Giorgia Imbrenda
|
11 agosto 2020, 4:00am

Immagini su gentile concessione di 

Simona Vanth

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Simona Vanth, conosciuta per il suo brand di calzature innovative, sperimentali, che puntano all’artigianalità di qualità, senza compromettere la sua estetica forte e narrativa. La sua ultima collezione si intitola “The Adolescent Dracula” ispirata al film “Dracula di Bram Stoker”, ai ritratti femminili di Balthus e, in particolare, al cult di George Romero, “Martin”. Ogni scarpa e ogni collezione incarnano l’attenzione verso dettagli unici e la ricerca dei materiali, che definisce e alimenta la potenza del brand.

Così, abbiamo deciso di intervistare la designer e fondatrice del brand, per scoprire di più su di lei e su come è nato il suo marchio.

Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label

Ciao Simona, raccontami di te. Chi sei e da dove vieni?
Originaria di Amalfi, sono cresciuta nella provincia di Varese, e ora abito a Milano da molto tempo, anche se ad un certo punto ho vissuto a Londra per qualche anno. Ho sempre avuto molti ruoli diversi nel settore della moda: ho tenuto un negozio di abbigliamento a Milano per dieci anni e da ancora più tempo disegno scarpe. Ho realizzato molti design per diverse aziende, iniziando nel 2002 con D&G, Bottega Veneta, per poi lavorare con Opening Ceremony, MSGM, Off-White e Sunnei, per citarne alcuni. Nel 2012 ho aperto il mio studio di consulenza Grand Tour Studio e nel 2011 ho fondato il mio brand, Simona Vanth. Recentemente, ho rilanciato il mio marchio attraverso la collezione SS20, The New Arabian Nights, e la FW20, The Adolescent Dracula. Per ora la vendita è legata direttamente all’ecommerce, ma a settembre aprirò un negozio fisico a Milano, in Via Maiocchi 16b.

Quand'è che hai capito che la tua strada sarebbe stata quella di disegnare
scarpe?
Ho iniziato a disegnare scarpe per puro caso. Fin dai 14 anni, volevo fare la designer di moda, e durante il periodo del liceo ho frequentato dei corsi estivi di design alla Central Saint Martins. Quei corsi e quell’Università sono stati una rivelazione per me, dato che arrivavo dalla provincia e da una famiglia non creativa. La passione per le scarpe è nata in particolare quando sono andata a vivere stabilmente a Milano, avendo trovato come prima occupazione nella moda un lavoro presso uno studio di consulenza di calzature. I proprietari erano professionisti fantastici, da cui ho imparato molto e a cui sono ancora molto legata.

Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label

Qual è stato il primo pezzo in assoluto del tuo brand?
La prima collezione Simona Vanth si chiamava Primitive Plastique, una collezione molto complessa con diverse categorie narrative e di design. Erano presenti molte scarpe iconiche, ma forse il design più forte era quello di una scarpa flat ballerina, ispirata ad una classica Porselli ma con la sezione della punta storta e in un pellame fantastico, laminato blu notte con gocce di silicone.

Come descriveresti la tua estetica?
Creativa, sperimentale, letteraria e gangster.

Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label

La tua ultima collezioneThe Adolescent Dracula,” a cosa si ispira nello specifico?
The Adolescent Dracula è ispirata a Dracula di Bram Stroker, ai ritratti delle giovani donne di Balthus e, in particolare, al film cult di George Romero, Martin. Il film di Romero raffigura un giovane di nome Martin, che crede di essere un vampiro e vive in una città isolata della Transilvania, mentre si trova a lottare con i suoi demoni interiori, come ogni adolescente del mondo. Ogni scarpa presenta un piccolo gioiello a forma di aglio con uno zircone, per proteggersi dai vampiri assettati di sangue. Mi sono divertita molto a giocare con questo immaginario, e per il lookbook ho coinvolto Marta Marinotti, Anna Carraro, Giulia Cigarini e Caterina Barbieri, creative fantastiche che hanno interpretato e arricchito la mia idea originale.

Parlaci della scelta dei materiali e del tuo processo creativo. Inoltre, quanto conta per te l’aspetto artigianale di un prodotto e il Made in Italy?
La scelta dei materiali è importantissima per me, perché è da li che parte la mia narrazione e ricerca. Attraverso i materiali mi piace spingere i limiti della calzatura e cercare di trovare nuove soluzioni estetiche e sperimentazioni visive. Tutte le scarpe giovano del mio ricco network di artigiani e collaboratori che sono vari e diversi fra loro, da un gioielliere senegalese che abita vicino casa mia, fino ad un carrozziere di Monza. Per me il Made in Italy è estremamente importante, specialmente perché mi permette di avere più controllo sula produzione. Le scarpe che disegno, per esempio, sono realizzate da una piccola azienda specializzata in produzioni ridotte, e questo mi permette di realizzare scarpe 'made to order', con una tempistica di consegna di massimo 6 settimane, che mi consente di essere più sostenibile ed evitare stock inutili e sprechi.

Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label

Qual è la tua opinione sulle collaborazioni tra brand?
Le collaborazioni fra brand sono molto interessanti quando c’è una reale condivisione di metodologie e processi, dove si vedono varie interpretazioni, o c’è l’intenzione di unire comunità diverse. Le collaborazioni sono un’ottima strategia di marketing, ma sono anche un’occasione per imparare qualcosa dal modo di lavorare degli altri brand.

C'è un personaggio, reale o inventato, del presente o del passato, che credi incarni i codici estetici del tuo brand?
Le mie collezioni si ispirano sempre ai personaggi dei libri che leggo e quindi sono spesso di fantasia, ma incarnano principalmente degli stati di animo o gusti passeggeri. L’unica persona che credo rappresenti i miei valori come designer è Salvatore Ferragamo, mi ispiro molto a lui e al suo lavoro, e il mio sogno sarebbe che Simona Vanth diventasse un Salvatore Ferragamo moderno!

Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label

Cosa c'è nel futuro del tuo brand? E dove ti vedi tra 5 anni?
Fra 5 anni mi vedo sempre presente nel mondo della moda come brand piccolo, ma sicuramente molto meglio strutturata e capace di stare in piedi da sola. L'obbiettivo è vendere e lavorare solo con persone che siano affini alla mia estetica e al mio modo di lavorare, costruendo così un progetto continuativo e duraturo che mi permetta di sperimentare costantemente, e coltivare direttamente il rapporto con il cliente finale, che è per me è la cosa fondamentale.

Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label
Intervista al brand italiano Simona Vanth per la rubrica Rebel Label

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche:

Crediti


Testo di Giorgia Imbrenda
Design di Simona Vanth

Tagged:
Fotografia
Moda
simona vanth
brand emergenti
giovani emergenti
design delle calzature