Sinistra: artwork di Noelia PerdomoLeyla Degan, destra: progetto visuale di Diavola

Persona x i-D #5: clausura, misticismo e destini incrociati

Senza che ce ne accorgessimo, hanno iniziato a persistere in qualsiasi discorso una versione "prima​" e una "poi​." E ora, a quale versione dovremmo credere?

di Carolina Davalli
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22 maggio 2020, 2:01pm

Sinistra: artwork di Noelia PerdomoLeyla Degan, destra: progetto visuale di Diavola

PERSONA x i-D Italy è la rubrica di quarantena in cui vengono pubblicati gli artefatti dei collaboratori di PERSONA, realtà milanese che si occupa di street casting e art direction. Per questo progetto, abbiamo chiesto loro di riflettere periodo storico che stiamo vivendo, come ci sta cambiando e in che modo rivoluzionerà le tematiche di identità, affetti e comunità, offrendo fermimmagine della quarantena e delle sensazioni innescate da essa, attraverso le lenti e il linguaggio visuale di ciascun creativo.

Possiamo dirlo? Lo diciamo: la quarantena innescata dall'epidemia di coronavirus sembra essere temporaneamente finita in Italia. Così, oltre a riprendere alcune delle nostre attività quotidiane, negli ultimi giorni abbiamo iniziato a osservare con sguardo critico il periodo appena trascorso, cercando di capirci qualcosa in più.

Subdolamente, senza che ce ne accorgessimo, hanno iniziato a persistere in qualsiasi discorso una versione "prima" e una "poi." Concetti come quelli di casa, solitudine, lavoro e salute hanno acquisito nuovo significato, perché interpretati in maniere nuove e diverse, a volte totalmente slegate da tutto ciò che credevamo giusto, o possibile.

E ora, a quale versione dovremmo credere?

Non possiamo conoscere ancora quali cambiamenti porteranno questi slittamenti di percezione, ma possiamo concederci finalmente il lusso di guardarci indietro, cercando negli anfratti di tutto quel tempo libero e in quella paralizzante stasi generale, quali sono state le occasioni in cui abbiamo potuto elevarci e migliorarci, quali invece i trigger che ci hanno fatto sprofondare. Tirare le somme di tutto quello che abbiamo vissuto non è cosa da poco, ma qualcuno potrebbe dire che è una nostra responsabilità, sia come individui che come collettività.

I collaboratori dell'ultima uscita di Persona x i-D hanno documentato alcuni di questi cambiamenti, e forse abbiamo scoperto che il misticismo può diventare parte integrante di una quotidianità contemporanea, perché così è stata la nostra quarantena: immersa in mani giganti, cocci sparsi e quei rumori che sono diventati metafora di una grande sofferenza.

[Puoi trovare tutti i WIP e i lavori integrali di tutte le uscite qui, NdA]

Ratematica - IL MONDO BRUCIAVA E IO ME LA DORMIVO

È un mese che sto facendo questo disegno. Inizialmente il corona nemmeno c'entrava. Anzi, era un disegno di ispirazione fantasy, proprio perché volevo prendere un po' le distanze da tutti i problemi e moti interiori che mi stavano facendo digerire male la quarantena. Ma alla fine, come da sempre accade, anche cercando di distrarsi ci ritroviamo obbligati a confrontarci con quello che inevitabilmente ci aspetta: il mondo là fuori.

E quindi un'opera per nulla collegata si è ritrovata a essere una sporca metafora di quello che succede e sta succedendo. Già nelle passate tre settimane ero stato impegnato a sgraficare copertine e registrare pezzi per il klentape vol.0 col mio coinquilino Maggio e tutta la gang del klensheet, per sbollire e sopportare la convivenza e la noia. In mezzo a questo tape mi sono diretto a Torino (poco prima dell'inizio della quarantena, il 26 febbraio) per vedermi con alcuni amici di lì. Kenshiro Caravaggio Carena mi ha ospitato sul divano e assieme abbiamo girato e siamo andati a cenare a casa dei ragazzi del brand TTA1EE, ci siamo detti "siamo qui, tutti nello stesso posto per chissà quale strano caso del destino, l'emergenza sanitaria che si avvicina. FACCIAMO UNA MAGLIA."

Butto giù uno schizzo di un personaggino simile al bacillo del corona. Ci piace. Torno a Milano. Prima zona rossa Lombardia, Padova e Pescara. Poi Italia. Non è facile comunicare così. Ci ritroviamo dopo una decina di giorni e decidiamo di unire l'illustrazione al progetto delle maglie e nasce la collaborazione. Subentra anche un mio amico di EUCARESTIA che realizza la scritta sopra. Il progetto esce. I ragazzi realizzano anche un'animazione 3D del personaggio dell'illustrazione con tanto di ambientazione.

Persona x i-D #5: mappa individuale e collettiva
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Roberta Netto - Paesaggi Invisibili

Milano in questi giorni è apparentemente deserta. Le strade sono vuote, non si sente la puzza di smog e cʼè silenzio. Siamo stati costretti a reinventare il lavoro e lo studio da casa ma al tempo stesso abbiamo trovato del tempo per noi e per creare.

Si potrebbe supporre erroneamente che Milano sia vuota, ma non è così. Il terreno, gli alberi, le case pullulano di esseri viventi e il movimento non muore mai. In questa serie di video, rifletto sulla percezione antropocentrica dellʼessere umano attraverso uno slittamento di punti di vista con lo scopo di mostrare paesaggi invisibili.

Unu - every man as an island

La prima mancanza che sentii all'inizio della quarantena non furono le persone, non furono i contatti. D'altronde abbiamo tutti trovato un modo per sopperire agli eventi mondani con video-aperitivi e chiamate, perché in fondo adattarsi è la natura di ogni organismo.

Sorprendentemente, mi sono trovato a rimpiangere di più gli oggetti, i materiali che mi sono lasciato dietro prima di rinchiudermi con la famiglia, ciò che prima era il mio mezzo preferito per sfuggire alla noia e colmare il bisogno di creare. Le edicole sono chiuse, le cartolerie pure: vallo a dire a Conte che la colla vinilica è un bene di prima necessità, pensai.

Il quarto giorno a mia nonna cadde un piatto. Era bello, non era granché prezioso, bensì solo parte di un vecchio servizio da tè ereditato tempo addietro da qualche lontano parente – ed ho pensato: il periodo storico che stiamo vivendo ci ha rotto, frammentato e sparso tutti nei propri metri quadrati abitativi.

Con questo collage composto dai materiali trovati in giro per casa ho dimostrato che un vincolo non è sempre qualcosa di negativo, ma anzi può rivelarsi un ottimo stimolante per l’inventiva.

Persona x i-D #5: mappa individuale e collettiva

Maura Bongianni - IL RUMORE DELLA VITA

Stiamo vivendo un momento storico molto difficile da tutti i punti di vista. Io in quanto infermiera di rianimazione, questa situazione la sto vivendo in prima persona, direttamente sulla mia pelle. Ho voluto descrivere uno spaccato del mio lavoro parlando di me e dei miei colleghi in quanto professionisti, sì, ma più che altro persone che si sono ritrovate ad affrontare un compito più grande di quanto avessero mai immaginato e che come sempre si sono rimboccate le maniche e hanno fatto il loro dovere.

Ci sono cose che sappiamo tutti, perché la TV e gli altri mezzi di comunicazioni ne parlano costantemente tutti i giorni. Attraverso questo monologo ho voluto descrivere più che altro quello che sento io, le emozioni che da quando è scoppiata questa epidemia accompagnano la mia vita come se fosse un suono di sottofondo.

Irene Barcarolo - CLAUSURA

Un monastero con una piazzetta di massetti e mozziconi, Antonio di guardia, il balcone al terzo piano con il Bomba, un terrazzo e un quadrato di cielo 30x30 sopra la testa. Una vita ritirata, arretrata dietro le finestre, una vita di poca avventura, un brulichio dentro al formicaio, sulle scrivanie, in testa. Poche persone che entrano ed escono, sempre quelle in un valzer un po’ annoiato ma coinvolgente, un po’ struggente. sfuggente.

Una vita monacale, misurata, rumorosa quando nessuno sente, assente per chi è fuori. La messa alla TV sono i nuovi decreti imparati a memoria come i comandamenti, io ubriaca di pane e vino zappo i campi di Netflix. Guanti che non stringono mani, visi senza baci, una vita senza eccessi, senza amplessi, sobria e pudica, con i desideri sottomessi alla realtà di un Dio epidemico che non è la causa ma la lente che rende visibile ciò che già era in decomposizione.

Ritaglio pezzi di vialetto da mettere sotto i piedi fino agli alberi viola davanti alla statua di Indro Montanelli che sta seduto solenne ed elegante da davvero un sacco di tempo e non si lamenta della sua noia. Metto gli occhiali da sole e con la sua stessa sicurezza vado a buttare le birre di ieri sera. Se in questi mesi le avessi tenute tutte, avrei potuto fonderle e farmi il Cristal Palace.

Un po’ San Francesco ho messo delle mangiatoie sul balcone e i merli sono arrivati, un passero è zampettato in camera, commovente in questa vita dalle poche emozioni! Mi esplode negli occhi e nelle ovaie questa primavera, un profumo nell’aria che mi giro a cercare. Siamo tutti un po’ più terra quando viviamo senza poter fare programmi, un po’ più come le piante sul balcone. Una vita appartata, ripiegata, incassata tra le pieghe del divano, revocata, disdettata, solitaria.

Sant’Agostino ci direbbe che tanto più ricco sei quanti meno bisogni hai. Noi poverissimi in gabbia, forse più prima che oggi in questo spazio pieno di nuove reliquie e cumuli di cose sacrificabili. I momenti di cui potevo fare a meno si sono addormentati mentre li scarrozzavo in giro per la mia vita come la coda di trenino in curva, staccati, lanciati via.

Suor Virginia aveva la mia età quando venne “murata viva” in una stanzetta 2,5x3,5 per quattordici anni per aver avuto una tresca con un Conte prima di diventare la Monaca di Monza. Io la capisco e se c’è da dirlo a qualcuno, chiedo a lei di non far appassire il frutto dei venticinque anni. Il tempo fugge e si appassisce velocemente.

San Girolamo stava lì chino sul suo mac a fare ricerca immagini e scrivere mail guardando fuori dalla finestra fiumi azzurri e colline ma anche solo Milano con il sole alle 7 di sera, quando stai solo bene e faresti cento cose. Anche lui forse sarebbe uscito dalla sua gabbia dorata ma se ne è stato lì fermo, buono a fare le sue cose e non ci pensava.

Esco in missione per comprare abbastanza birre per affrontare anche questa sera di pioggia a Milano che tutto lava, ci lava i piedi e la testa, ci benedice ci maledice tutti.

Persona x i-D #5: mappa individuale e collettiva

Dounia Filali - Tigre Blu

Con questo video vorrei trasmettere la modalità con la quale ho cercato di fronteggiare questo particolare periodo. Ho avuto il privilegio di passare del tempo con me stessa, riscoprendo la mia vera essenza, senza nessuna esagerazione. Ed è anche per questo che la mia tigre è potuta restare calma.

L’inquinamento mondiale si è ridotto, dando una tregua di quasi due mesi ad un ambiente che sfruttiamo senza sosta dalla prima Rivoluzione Industriale. Vorrei invitare a riflettere sull’impatto che abbiamo su questa Terra, a prendere coscienza della nostra esistenza come singoli individui e come parte di una moltitudine, l‘umanità.

Noelia Perdomo e Leyla Degan - Imprinting

Un richiamo profondo unisce due giovani donne verso la scoperta di un amicizia che le porta a percorrere un viaggio, lungo la luce e le tenebre. L’unione mistica dei loro nomi apparentemente diversi e distanti, si riscopre come una magica fusione, tratta dal significato simbolico del nome di una, notte e quindi di un imminente giorno e quello della nascita dell’altra, protesa verso una rigogliosa crescita verso un nuovo mondo ancora da scoprire ed esplorare.

Possiamo scorgere una donna seduta, che intuiamo porti con sé pensieri, emozioni e preoccupazioni di due bimbe, le due giovani donne. Ha un volto assente ma porge il viso verso uno specchio incantato che le mostra un futuro luminoso, ricordandole l’importanza della connessione alle proprie radici: un ore speciale che arriva direttamente da una duna del deserto Somalo incorniciato da palme che un tempo ti accoglievano all’entrata di una piccola casetta in campagna, nella Repubblica Domenica.

Lei è le giovani, lei è il vincolo e la riuscita di entrambe, lei è le diffcoltà e la poca costanza a volte, lei è l’abbraccio che urge ad entrambe in questo periodo di distacco per tutti. Mama dicono si chiami, perché l’una è la madre essenziale dell’altra.

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Diavola - mi manki

In questa serie di autoritratti e collage mi sono raffigurata con mani di grandi dimensioni, che rappresentano la disperata mancanza di contatto umano durante la mia quarantena.

Persona x i-D #5: mappa individuale e collettiva
Persona x i-D #5: mappa individuale e collettiva
Persona x i-D #5: mappa individuale e collettiva

Crediti


Testo: Carolina Davalli
Editor: Amanda Margiaria
Curatori: Enrico Cestaro, Alma Malara e Giulia Sgobba (PERSONA)
Talenti: Diavola, Dounia Filali, Noelia Perdomo e Leyla Degan, Irene Barcarolo, Maura Bongianni, Roberta Netto, Unu, Ratematica
Progetto Imprinting: i timbri presenti nel riquadro sono stati creati dall’artista Enrico Degan

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