Chi è la MUA dietro il beauty account più odiato di Instagram, @makeupbrutalism

Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, giusto?

di Roisin Lanigan
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14 maggio 2020, 9:45am

Immagini via Instagram

Se finisci sull'account Instagram di Eszter Magyar sperando di trovare un tutorial per lo smoky eye perfetto o sulla linea d'eyeliner impeccabile, la delusione è dietro l'angolo. Questa make-up artist pubblica infatti solo "creazioni estreme," come le definisce lei stessa. Nel 2018, questi artwork le hanno fatto guadagnare il titolo di "beauty account più odiato dell'anno”. C'è una cornea completamente coperta di un liquido giallo fluo, ciglia che colano di abbondante gel glitterato, denti ricoperti di acrilici colorati e unghie intinte in smalto gocciolante. In un'immagine, una modella indossa un eyeliner su cui si legge la frase "spero che tu diventi cieco." Insomma, sono davvero difficili da guardare senza impressionarsi.

Eszter chiama il suo stile di makeup brutalista. E ha ragione, in effetti. “Sono ossessionata dalle brutte estetiche, sia nell'architettura che nella fotografia," afferma l'artista nata a Budapest e ora basata a Berlino. Descrivendo il suo stile come "controverso, concettuale e grezzo," Eszter si è ispirata dall'estetica futuristica ed incompresa del brutalismo, infondendo di questo stile i suoi beauty look. “Le persone considerano il brutalismo brutto,” dice. “Ma questo è solo perché non lo capiscono, o non capiscono i ragionamenti che stanno dietro a quel concetto. Invece, è proprio lì dove io trovo la connessione con il mio lavoro.”

La strada verso il successo per molti MUA di Instagram è lunga e tortuosa. Crei un account. Posti dei tutorial. Ottieni un seguito, ma prima di trasformare questo seguito in una fonte di reddito dignitosa deve passare un bel po' di tempo. Proponi un'estetica sempre iper-curata, luci e sorrisi, senza alcun tipo di imperfezione all'orizzonte. Questi canoni di bellezza sono esattamente l'opposto di ciò che sta alla base della pratica di Eszter, una vera e propria “attivista del make-up," come ama definirsi lei stesa. Scardinando gli stereotipi del mondo beauty e abbracciando tutto ciò che è considerato brutto ed osceno, celebra i tratti tipicamente considerati ripugnanti da un'industria alla continua ricerca della perfezione. “I trend di make-up monopolizzano e strandardizzano il nostro concetto di bello," riflette. "Io lavoro contro tutto questo. La nostra società è ossessionata dalla perfezione e la gioventù eterna, e io vado contro tutto questo."

A un certo punto, Eszter ha notato che se da una parte il suo account stava crescendo a vista d'occhio, stavano aumentando anche i commenti d'odio sotto ad ogni suo post. “Quando ho postato l'immagine dei miei denti, le persone mi hanno accusato di voler promuovere problemi di salute," afferma. “Le gente ha iniziato a giudicarmi e a chiamarmi 'disgustosa', dicendomi che avevo una brutta influenza sulle persone. Uno mi ha detto di mettermi la candeggina negli occhi.” Questi commenti, però, sono stati l'ispirazione di alcuni dei suoi look più assurdi. Il commentatore della candeggina, per esempio, ha innescato l'idea di uno dei suoi ritratti più famosi: l'eyeliner “spero che tu diventi cieco". Un altro commentatore, che ha scritto “QUESTO NON È MAKEUP” ha ispirato un post influenzato dal rinomato dipinto di René Magritte Il Tradimento delle Immagini (“Ceci n'est pas une pipe“). “L'essere aggressivi mi ha sempre impressionato molto," afferma Eszter. “Così ho iniziato da subito a selezionare e a collezionare i commenti. Ora li posto sulle mie storie per entrare a patti con il fatto di essere l'account più odiato di Instagram.”

Il tempo libero concesso dal lockdown causato dal coronavirus ha permesso ad Eszter, che prima lavorava come make up artist a tempo pieno, di dedicarsi completamente al suo progetto online. “Sono una one-man-show ora,” dice. “Ho fatto un respiro profondo e deciso di non abbandonare la mia carriera. È davvero difficile fare dei piano futuri, visto che non sappiamo che cosa ci aspetterà nel campo dell'industria del beauty. O forse il mio è solo un meccanismo di difesa rispetto a quello che sta succedendo nel mondo.”

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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