Ho chiesto a 2 designer e 2 epidemiologi se gli scudi facciali sono davvero un'alternativa alle mascherine

Le cose si stanno muovendo nel mondo degli accessori di protezione personale, anche grazie ai designer indipendenti che stanno usando la loro creatività per trovare soluzioni sempre più innovative.

di Laura Pitcher
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25 maggio 2020, 10:05am

Fotografia su gentile concessione di Yi Fei.

Da Berlino a New York, passando ovviamente per Milano, le mascherine per il volto sono diventate un simbolo di rispetto verso la collettività, una vera e propria norma sociale a cui attenersi in un momento di emergenza sanitaria globale. A causa di questo fenomeno, sono nate numerose conversazioni sul futuro di questo oggetto, con particolare attenzione al modo migliore per provvedere velocemente al bisogno di mascherine di enormi masse di persone. C'è anche chi ha iniziato a suggerire scudi facciali, disegnati per prevenire la diffusione del coronavirus nel momento in cui si procede verso un allentamento delle restrizioni in tutto il mondo.

Questo articolo, pubblicato da The Journal of the American Medical Association, sostiene che alcune grandi aziende, come Apple e Nike, abbiano già iniziato a produrre scudi facciali, la cui disponibilità sarebbe addirittura maggiore di quella delle mascherine. Anche i designer emergenti stanno iniziando a immaginare nuovi tipi di mascherine per il mercato del lusso, con l'intenzione di rendere gli "accessori di protezione personale" (PPE) più portabili e confortevoli.

Uno studio pubblicato sul Journal of Occupational & Environmental Hygiene ha analizzato il potenziale rischio di contrarre il virus attraverso l'inalazione di particelle di saliva (i famosi droplets). Nella simulazione, gli operatori medici hanno indossato scudi facciali e sono stati a contatto con i pazienti a una distanza di 45 centimetri circa. I risultati suggeriscono che tali dispositivi di protezione potrebbero ridurre il rischio di contagio del 96 percento. In ogni caso, è però importante che vengano presi in considerazione tutti gli studi rispetto a questo tipo di protezione personale, prima di spostarci collettivamente dall'uso di mascherine a quello degli scudi facciali, ed è essenziale seguire sempre e comunque le indicazioni fornite dagli organi competenti.

Uno dei designer che si è inoltrato nella progettazione di questo tipo di oggetto è Joe Doucet, presidente del Joe Doucet x Partners di New York, il quale alla fine del mese scorso ha postato su Instagram una preview del design del suo nuovo scudo facciale. Il prototipo ha toni decisamente existential chic e si indossa come fosse un paio di occhiali da sole, seppure l'oggetto copra l'intero volto con lastre semi-trasparenti. L'idea sta già diventando realtà intanto, e la produzione è stata avviata "con la collaborazione di un partner importante," spingendoci ad ipotizzare che in futuro esisterà un mercato di lusso dei dispositivi di protezione facciale che comprenderà gli scudi per il volto. “Come possiamo incoraggiare l'utilizzo di un dispositivo obbligatorio, ma indesiderato?" si chiede Doucet. E la risposta sembra essere composta da tre elementi: comodità, portabilità e durevolezza.

scudi facciali nuove mascherine
Fotografia su gentile concessione di Joe Doucet.

“Al di fuori del mondo medica, non esistono precedenti d'uso massiccio degli scudi facciali da parte di intere comunità. Ecco perché ho scelto di adattare questo oggetto in modo che fosse associabile a comportamenti preesistenti nella nostra società,” spiega Doucet. “Voglio che le persone pensino a questo oggetto come a occhiali da sole modificati, non come a degli strambi scudi facciali.” Dotati di un filtro anti-appannamento, questi "occhiali da sole modificati" saranno modellati in policarbonato, proprio lo stesso materiale di cui sono fatti gli occhiali da sole. Doucet sta pensando di metterli sul mercato ad un prezzo abbordabile, in modo tale che possano essere acquistati "da più persone possibile."

Sempre con la speranza che venga utilizzato da ampie porzioni della popolazione, la designer concettuale taiwanese Yi Fei Chen spera che il design del suo scudo facciale possa facilitare l'assimilazione di questo oggetto nella vita quotidiana da parte della collettività. “Le società occidentali valorizzano l'individuo e l'espressione personale attraverso la moda,” spiega. “La trasparenza dello scudo facciale è un'alternativa alla mascherina che può minimizzare l'impatto di questi nuovi dispositivi.” Durante la progettazione del prototipo, Chen ha riservato particolare attenzione alle tecnologie per il riconoscimento facciale, così che anche indossando uno scudo facciale si possa sbloccare il proprio iPhone.

Basata in Olanda, Chen ha iniziato a progettare lo scudo subito dopo la diffusione del virus in Europa. “Io vengo da Taiwan, un paese che ha avuto a che fare con numerose epidemie, tra cui la SARS e la H1N1,” afferma. “Le mascherine sono utilizzate da tutti quanti, non solo dalle persone affette dai virus, e non riuscivo a spiegarmi perché in Occidente fossero così riluttanti ad indossarle.” Chen afferma anche che la sua priorità sia quella di spingere verso "l'accettazione culturale" di tali dispositivi, tenendo però conto del fatto che sia quasi impossibile mettere sul mercato un prodotto sicuro al 100 percento, sopratutto perché l'effettivo livello di sicurezza dipende da come si utilizza l'oggetto. Per questo motivo, Chen ha in mente di spedire insieme al prodotto una "spiegazione il più esaustiva possibile su come mantenere una routine igienica e sicura."

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Fotografia su gentile concessione di Joe Doucet.

Per Eleanor J. Murray, Assistant Professor di Epidemiologia alla Boston University, una delle preoccupazioni sui nuovi design di scudi facciali deriva invece dal fatto che "invece di bloccare le particelle di saliva, finiscono per cambiare solamente la loro direzione." Saskia Popescu, epidemiologa ed esperta di infezioni, condivide una preoccupazione molto simile: “In questo momento non abbiamo dati sufficienti per spostarci dall'uso di mascherine a quello degli scudi facciali. È un discorso che sta prendendo sempre più piede, ma dobbiamo studiare e approfondire la copertura di questi prodotti, e capire i benefici ed i rischi prima di consigliare un cambio del genere”.

Popescu, però, riesce comunque ad intuire quali possano essere i benefici legati all'uso di scudi facciali, incluso il fatto che possono essere riutilizzati e che permettono la comunicazione non verbale. “Da un punto di vista della sostenibilità, della manifattura e dei sistemi di rifornimento, credo che la pandemia da COVID-19 abbia messo in luce quali sono le problematiche rispetto agli accessori di protezione personale," afferma. “Gli scudi per il volto stanno diventano un argomento sempre più importante all'interno delle conversazioni sulla vendita di mascherine e lo spreco che ne deriva. E visto che possono essere un mezzo per non entrare in contatto con i microbi, gli scudi facciali [che coprono anche gli occhi] potrebbero offrire una buona protezione."

La discussione accademica va dunque avanti, ma al momento gli scudi facciali non sono ancora consigliati come sostituto delle mascherine. Allo stesso tempo, è chiaro però che qualcosa si stia muovendo nel mondo degli accessori di protezione personale, anche grazie ai designer indipendenti che stanno usando la loro creatività per trovare soluzioni sempre più innovative. Intanto, un mondo alla Black Mirror, in cui tutti abbiamo il volto coperto da uno scudo futuristico, diventa un'opzione sempre più plausibile.

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Ma prima degli scudi, occupati delle tue mascherine:

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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