8 brand italiani, cool e sostenibili

La moda sostenibile esiste eccome, anche in Italia. Se vogliamo dire basta alla fast-fashion, qui ci sono alcuni marchi italiani da cui possiamo iniziare ad acquistare capi sostenibili.

di Carolina Davalli
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28 luglio 2020, 4:00am

Immagini via Instagram: sinistra @garbagecore, destra @studiosartoriale

Cosa significa, veramente, sostenibilità? È una domanda a cui si tende a rispondere grossolanamente, prediligendo narrazioni già stanche (pelle vegana, anyone?) e dimenticandoci passaggi essenziali che includano non solo il rispetto per un pianeta già al collasso, ma che prendano in considerazione anche l’etica e la salute di chi quel pianeta lo abita, umano e non.

Sostenibilità sembra essere diventato sempre più un termine vacuo, per la sua capacità di poter voler dire tutto e proprio niente allo stesso tempo, ma che se analizzato nel profondo diventa la matrice da cui si diramano progetti, processi e azioni circolari che hanno in sé e la chiave di volta per definire il futuro e renderlo degno di essere vissuto.

Un termine che indica non solo una scelta cosciente di materiali e fibre, il che include anche un’attenzione verso le metodologie di coltivazione e di raccolta, ma che abbia a mente anche i processi di lavaggio e di tintura, fino ad arrivare alla decisione rispetto ai tagli nel tessuto, al riutilizzo dei materiali in eccesso e infine alla confezione del capo, in che ritmi e in quali condizioni. E questo senza contare la quantità esorbitante di abiti che già esistono, e di cui non sappiamo che farcene.

Come utilizzare i capi già esistenti e destinati al macero? Da consumatore: è possibile ottenere un makeover del proprio armadio, senza il bisogno di comprare nulla di nuovo? Esistono delle nuove strategie di acquisto e nuovi comportamenti, che siano alternativi ad un tipo di shopping experience ormai obsoleto e dannoso? Per capire effettivamente quanto multiforme e vario può essere un approccio sostenibile, abbiamo indagato chi questo approccio lo conosce e lo applica al meglio, tracciando 8 definizioni di sostenibilità attraverso 8 brand emergenti ed indipendenti.

Vincitrice del Franca Sozzani GCFA Award come il miglior designer emergente del 2019, flavialarocca è un brand emergente paladino della moda modulare. Lavorando su design composti appunto da moduli interscambiabili, flavialarocca ha definito un nuovo tipo di vestiario cosciente, sia dal punto di vista della produzione, che dalle norme e pratiche d’acquisto. L’obiettivo del marchio è quello di offrire la possibilità di definire un guardaroba senza limiti, un vestiario del futuro che non sia racchiuso all’interno di silouhette stabili e prefissate, ma che espanda il proprio raggio d’azione attraverso giustapposizioni fluide e spontanee, opera di chi si trova a comporre (letteralmente) i propri look. Flavia e un suo look modulare, ricavato da fibre riciclate e indossato dalla modella Rose Greenfield, sono apparsi sulla copertina “END OF TRASH” del National Geographic, come testimonianza di come gli scarti di produzione possano ottenere una nuova vita, grazie ad un progetto di moda sostenibile ed eticamente cosciente.

Brand italiani sostenibili: Flavia Larocca

“Il contrasto è il mio punto di partenza, per questo riciclare è il processo perfetto per il mio stile,” afferma il giovane designer italiano, neodiplomato allo IED di Milano: Marcello Pipitone, mente creativa dietro al suo omonimo brand, che si è fatto un nome grazie ai suoi pantaloni intarsiati. Il processo che il designer utilizza per creare capi custom-made è l’emblema del concetto di “custom”. Marcello infatti chiede ad ogni suo cliente un paio di vecchi jeans, oggetto che verrà poi reinventato e decostruito dal designer. Il makeover parte infatti da un nuovo cartamodello, che inserisce all’interno dell’oggetto più di 60 intarsi di tessuti di provenienze, misure e forme diverse. I tessuti, già presenti nell’archivio, sono recuperati sia dai capi portati da altri clienti, sia dagli scarti di aziende tessili. Il risultato di questo processo sono oggetti intricati, in cui il tessuto originale viene integrato dalla presenza di infiniti altri tessuti, giustapposti in modo da creare motivi complessi e in linea con l’estetica dinamica e fluida del brand.

Brand italiani sostenibili: Marcello Pipitone

Nato nel 2016, il brand OOFWear ha subito chiarito le propria intenzioni: definire un tipo di moda che sia sempre più etica e sostenibile, senza compromettere la propria visione estetica innovativa e sartoriale. Ispirato alla geometria optical e all’esuberanza della Pop Art, OOF apporta un approccio street a capi dal gusto sartoriale, in cui, più che dalle forme, l’eccesso deriva dall’uso sfrenato e libero dei colori più accesi e vibranti. OOF utilizza sia per i propri capi che per il packaging dei propri prodotti materiali sostenibili, come nel caso delle imbottiture SORONAⓇ, una fibra interamente ottenuto da bottiglie di plastica riciclate, utilizzata per imbottire dai piumini alle borse. L’impegno per le prossime collezioni sarà quello di confezionare capi prodotti con tessuti e filati totalmente riciclati.

Inizialmente partito come progetto di tesi della designer di moda Giuditta Tanzi, Garbage Core è presto cresciuto in un brand a tutto tondo, facendosi strada internazionalmente ed entrando a far parte delle fila di retailer del calibro di Café Forgot. Un brand che non segue stagioni o collezioni, ma che si rifà ad un processo intimo, che confonde la memoria e la storia di oggetti esistenti, giustapposti tra loro creando silhouette fuori dal comune. Tutti i capi di Garbage Core sono unici e fatti a mano, composti da tessuti e abiti acquistati in mercatini, o donati alla designer da amici, parenti e sostenitori del progetto. Successivamente, questi abiti vengono scomposti ed uniti tra loro, con un’attenzione a salvaguardare la storia, la vita e l’anima precedente di ogni oggetto, definendo un ciclo continuo di upcycling, evoluzione estetica e riutilizzo dei materiali.

Brand italiani sostenibili: Garbagecore

“Compra meno, compra meglio.” Questa è la filosofia di ARTKNIT STUDIOS, brand di maglieria nato nel 2019 che vuole definire un nuovo tipo di esperienza d’acquisto. ARTKNIT non manda direttamente in produzione le proprie collezioni, ma aspetta che siano le richieste da parte dei clienti a decidere il numero di capi da creare, in modo tale da non generare sprechi e invenduto. Questo sistema di produzione permette al cliente di interagire direttamente con l’azienda di produzione, evitando i costi aggiuntivi di eventuali intermediari o retailer. ARTKNIT offre dunque la possibilità di far realizzare capi in maglia di prima qualità, utilizzando filati naturali e ottenuti con il minor impatto ambientale possibile, sostenendo allo stesso tempo piccole aziende famigliari italiane con cui il cliente ha la possibilità di interfacciarsi direttamente.

Brand italiani sostenibili: Artknit studios

Nato nella primavera del 2020, ossia in pieno lockdown, il giovane marchio Festa Foresta è un progetto incentrato su una moda genuina, trasparente ed etica. Ogni step della produzione del brand di costumi marchigiano avviene infatti in Italia, sostenendo piccoli laboratori e prediligendo l’artigianalità e il fatto a mano, seguendo una linea di produzione 100% plastic free. Il nome Festa Foresta incarna lo spirito del brand, un’attitudine cosciente ed eticamente attenta verso l’ambiente, che però non comprometta la voglia di divertirsi e la necessità di una leggerezza di spirito, forse ora più necessaria che mai. Attraverso la comunicazione, Festa Foresta promuove corpi diversi e imperfetti, dimostrando la propria trasparenza come brand anche nelle scelte di promozione.

Brand italiani sostenibili: Festa Foresta

“Vogliamo salvare il Pianeta? Iniziamo dallo slip!​" ecco il motto del brand Maniere Italiane, nato dall’esigenza di creare un prodotto difficile da reperire sul mercato, ossia un intimo maschile che sia di prima qualità, ma soprattutto sostenibile e prodotto eticamente. Nato nel 2018 dalla mente di Nicola Lamberti, studente di Ingegneria Ambientale e attivista green, il brand è un progetto totalmente Made In Italy, dalla ricerca dei materiali, alla produzione, fino all’imballaggio. Con una forte attenzione alle condizioni di lavoro della propria catena di produzione, e al sostegno delle piccole imprese, l’intimo e lo swimwear di Maniere Italiane è il risultato di una stretta collaborazione tra il fondatore e un’azienda a conduzione famigliare italiana, che utilizza solamente fibre di cotone certificato OEKO-TEX®, totalmente privo di agenti chimici inquinanti o dannosi per l’ambiente e la pelle di chi le indossa.

Brand italiani sostenibili: Maniere Italiane

Studio Sartoriale è un marchio indipendente basato a Verona, la cui missione è quella di creare abiti sartoriali interamente confezionati da tessuti provenienti dalle rimanenze di magazzino dei laboratori Italiani. Il riutilizzo è alla base del processo creativo e la produzione è totalmente fatta a mano in Italia, infondendo all’interno di questi oggetti un nuovo sistema di valori che rispecchi appieno la filosofia del brand. Le collezioni vengono dunque progettate senza la necessità di reperire o produrre tessuti nuovi, alimentando una macchina ed un ciclo di scarti senza fine, al contrario scaturisce e prende forma da tessuti già esistenti e considerati inutilizzabili. Ogni capo ha come scopo quello di riconoscersi sulla pelle di chi lo indossa, “incoraggiando le donne ad accettare e amare i loro corpi,” slegandosi da stereotipi e preconcetti, definendo un nuovo tipo di femminilità che sia tanto elegante quanto consapevole di se stessa e del pianeta.

Brand italiani sostenibili: Studio Sartoriale

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