Dalle lotte anni '70 al porno online: breve storia della rivoluzione sessuale in Italia

Una nuova mostra a Milano indaga il percorso verso la liberazione sessuale del nostro Paese, raccontandone momenti bui e i traguardi più importanti.

di Benedetta Pini
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11 febbraio 2020, 12:50pm

Kiss in Piazza Scala - ARCIGAY, immagini su gentile concessione dell'Associazione Culturale Dioniso

Possiamo parlare oggi di liberazione sessuale?

Non abbiamo una risposta, ma una nuova mostra a Milano vi darà gli strumenti per costruire la vostra personale posizione in merito.

Fumetti, fotoromanzi, riviste, fanzine, video, installazioni, articoli di giornale, passaggi letterari (Rocco e Antonia, Porci con le ali, 1976), spezzoni di film (Comizi d'amore), illustrazioni (Guido Crepax, Pablo Echaurren, Filippo Scozzari, Cinzia Leone, Franco Saudelli, Andrea Pazienza, Leone Frollo, Paolo Eleuteri Serpieri), poesie erotiche (Patrizia Valduga), scandali (il caso della Zanzara del Liceo Parini), inchieste (Melissa P.), raduni hippie di Re nudo, Pride, campeggi gay, annunci cartacei "AAA" vietati ai minori (online e cartacei), icone del cinema porno come Moana Pozzi, interventi censori (Ultimo tango a Parigi, Il diavolo in corpo), televisione, fotografie (di Paola Mattioli e Carla Cerati), performance.

Questi, a grandi linee, i materiali raccolti di Sexxx & Pop - L'immaginario erotico in Italia dalla rivoluzione sessuale al porno digitale, curata da Pier Giorgio Carizzoni e organizzata dall'Associazione culturale Dioniso, visitabile presso la Fabbrica del Vapore di Milano dal 14 febbraio al 25 maggio 2020.

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Mulieris n. 1

La vita della mostra, però, iniziava due anni fa, precisamente nella primavera del 2018, quando la stessa associazione aveva lavorato a Sex and Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), un'esposizione a Reggio Emilia che voleva analizzare il fenomeno della rivoluzione sessuale negli Stati Uniti e in Europa durante gli anni '60 e '70. "I materiali raccolti per raccontare un arco temporale che andava dai Moti di Stonewall fino alle manifestazioni sull'aborto sono stati la base di partenza dell'esposizione di Milano," ci ha confermato il curatore.

"Così abbiamo deciso da un lato di ridurre il raggio d'azione geografico, limitandoci alla realtà italiana, ma dall'altro abbiamo ampliato invece il periodo storico, che va dagli anni '70 a oggi. La ricerca di materiali fotorafici, video e audio si è insomma concentrata su documenti che raccontassero gli stessi temi della mostra di Reggio Emilia, ma con un accento nazionale, vedendo il nostro Paese come uno specchio dei tempi e delle rivoluzioni in atto."

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Erre Sulla Luna, "Chuli Paquin"

"Volevamo raccontare il passaggio dalla fase politica degli anni ‘70—legata al cambiamento della società in senso generale—a quella di internet, passando attraverso il momento intermedio degli anni '80 e '90, determinato dall’intervento di VHS, DVD e cinema, caratterizzato da una parte dalla commedia sexy all’italiana con le famose attrici del tempo, come Edwige Fenech e Gloria Guida, dall’altra dal cinema d’autore che ha provocato scandalo, come Ultimo tango a Parigi (1972) di Bertolucci e Il diavolo in corpo (1986) di Bellocchio."

"Fin dall’inizio ci siamo posti il problema di come introdurre nel discorso la tecnologia, che ha segnato un passaggio cruciale. Abbiamo interpellato una quindicina di giovani artisti tra i 25 e i 40 anni per capire come esprimono la loro visione della sessualità attraverso la loro produzione artistica, anche in rete. Ognuno di loro ha creato una o due opere ad hoc per l'ultima parte della mostra, e sono tutte molto diverse per stile, tecnica e materiali; si va da installazioni luci (Davide Cesaria) alle sculture in plastilina (Tatiana Brodatch, allieva di Cattelan), fino a video, fotografia, illustrazione, fumetto, fanzine," racconta il curatore. Quella di oggi può essere infatti considerata una pornografia “espansa”, intesa come la macroscopica manifestazione di quel regno dell’immagine che caratterizza la società globalizzata e telematica.

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Ossì n. 2

Attraverso un percorso espositivo strutturato in otto box, ognuno con un titolo specifico e una propria personalità dettata dal medium utilizzato dai documenti, Sexxx & Pop ripercorre le tappe salienti che hanno contrassegnato l'immaginario erotico in Italia.

L'approccio è dunque multimediale e non cronologico, perché l'obiettivo è quello di instaurare un dialogo serrato tra passato e presente, tra medium e contenuto, e solo alla fine avrete il mosaico completo di quasi mezzo secolo di storia, composto dai frammenti di quei mutamenti radicali che hanno sconvolto il “comune senso del pudore” e modificato gli stili di vita in larghi strati della popolazione.

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Erika Pellicci, "Golden Pussy"

Sexxx & Pop è un dialogo tra epoche e medium che si rivela a volte sconvolgente, altre esilarante, e altre ancora preoccupante, permettendoci di ricostruire un quadro dell'evoluzione dei gusti e degli interessi sessuali dei giovani italiani, cercando di restituire un'immagine oggettiva, storicamente fondata e quindi demitizzata della rivoluzione sessuale.

Se aveva infatti aperto la strada a conquiste civili, culturali e politiche, e con lo sviluppo della tecnologia digitale degli anni '90 è stata avviata una nuova, dirompente rivoluzione, tuttora in corso, gli effetti a lungo termine sono inimmaginabili, ma sicuramente c'è ancora tanto lavoro da fare, e questa mostra è un punto di partenza ma anche uno strumento fondamentale per iniziare a riflettere in modo più consapevole.

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David Cesaria, "Uniporn"
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Ceci n'est pas un porno - Edoardo Stein
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La Zanzara del Liceo Parini
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Giuliana Maldini "SEXXX POP"
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Cristina Portolano, "Mea Vulva"
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Clauria Mori, "Chi non lavora non fa l'amore"
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Giuliana Maldini, "Energia"
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"Fuori!" - ARCIGAY
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Sofia Scandurra, "Io sono mia"
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Greta Eta, "Autoerotismo rosso"
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Marco Cirulli, "Un patto è un patto"
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Bernardo Bertolucci, "Ultimo tango a Parigi"
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Rosangela Betti, "N. 13"

La mostra Sexxx & Pop - L'immaginario erotico in Italia dalla rivoluzione sessuale al porno digitale sarà visitabile presso la Fabbrica del Vapore dal 14 febbraio al 25 maggio 2020. Qui puoi acquistare il biglietto.

Crediti

Testo di Benedetta Pini

Immagini su gentile concessione dell'Associazione Culturale Dioniso

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