Non possiamo fare sesso, ma continuiamo a sentirci: pro e contro del dating online

Paradossalmente, Tinder & co. hanno registrato una crescita esponenziale dall'inizio del lockdown. Qui riflettiamo sul perché.

di Mary Retta
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22 aprile 2020, 4:00am

Ora che il distanziamento sociale è diventato la norma e il coronavirus intanto continua a mietere un alto numero di vittime in numerosi paesi del mondo, non stupisce il fatto che siamo diventati tutti sempre più solitari e soli. Nonostante in Italia sia impossibile vedere amici e parenti dal vivo da quasi due mesi ormai, le persone hanno trovato ben più di un modo per mantenersi in contatto e combattere la solitudine dilagante, tra chiamate FaceTime con la famiglia, aperitivi su Zoom e film su Netflix visti in condivisione. E così come per tutti gli altri tipi di legami sociali, anche quelli sentimentali non sono di certo magicamente scomparsi: semplicemente, le persone hanno trovato anche modi alternativi per provarci con perfetti sconosciuti in giro per il mondo nonostante il distanziamento sociale.

A un incremento della domanda corrisponde sempre un aumento della risposta, e così nel giro di qualche settimana sono esplose in ogni dove dell'internet molte nuove app di dating online, create appositamente per le persone in quarantena.

Le app di incontri più usate (tra cui Tinder, Hinge, Bumble, Lex e Her) hanno registrato una crescita esponenziale nella quantità del tempo che gli utenti vi passano dall'inizio del distanziamento sociale. Alcune app si sono adattate alle nuove regole sociali, creando nuove feature che rispecchino i bisogni degli utenti: League Live ha aggiunto un'opzione di chat, mentre Tinder ha creato il Tinder Passport, che permette di matchare persone in ogni parte del mondo, non solo nelle proprie immediate vicinanze. Ma ovviamente a un incremento della domanda corrisponde un aumento della risposta, e così nel giro di qualche settimana sono esplose in ogni dove dell'internet molte nuove app e siti di dating online, creati appositamente per le persone in quarantena.

Love Is Quarantine è un account Instagram che, ispirandosi al reality show di Netflix Love Is Blind, organizza incontri virtuali tra utenti via FaceTime. Attualmente ha superato i 17.000 followers su Instagram e fa incontrare nuove coppie virtuali ogni giorno. Qualche giorno fa, uno dei suoi utenti ha postato un video in cui racconta la sua esperienza e dice di aver avuto "un altro incontro meraviglioso" con il suo match di quarantena Roy, in cui hanno parlato dei loro cibi preferiti e di giochi da tavolo per "più di un'ora." Ma c'è anche Zoom University, piattaforma creata da tre studenti dell'University of Southern California che ha fatto incontrare migliaia di studenti del college nelle scorse settimane, attirando l'attenzione di più di 5.300 studenti di oltre 70 college americani—o almeno così dichiara il sito.

"Ho appena finito di guardare Love is Blind e sto seriamente pensando di iscrivermi a qualche sito per incontri virtuali,” afferma Ines Purcell, che sta per laurearsi alla Bryn Mawr University e ha iniziato a frequentare gente nuova proprio attraverso Zoom. “Anche se probabilmente non le incontrerò mai dal vivo, è bello conoscere persone di di altre università. Stiamo vivendo un periodo davvero strano e ho molto più tempo libero, quindi non vedo perché non dovrei innescare nuove conversazioni con qualcuno al di fuori della mia solita cerchia sociale."

Ci ripetiamo di non aver bisogno di un motivo per lavarci i capelli e vestirci decentemente, abbandonando la tuta per una sera. Diciamo che dobbiamo farlo "per noi stessi." Ma vogliamo ammettere che a volte è bello anche avere una ragione per mettersi in ghingheri e tirar fuori la parte migliore di noi?

Le persone hanno anche iniziato ad usare servizi online che ufficialmente non sono stati creati per far incontrare romanticamente le persone. A parte gli ovvi messaggi in DM, altri potenziali luoghi d'incontro sono TikTok, Animal Crossing e Glimpse, un'app originariamente creata per live di due minuti e videochat come mezzo di speed dating. La co-fondatrice Helena Merk ha raccontato ad i-D che dopo aver pubblicato una pubblicità per l'app in un gruppo di meme su Facebook qualche settimana fa, è velocemente diventata sempre più popolare tra gli studenti universitari, tanto che alcuni degli utenti tornano tre o quattro sere di fila sulla piattaforma per incontrare potenziali spasimanti. "Il fatto che le videochiamate possano durare al massimo due minuti fa sì che le persone mettano giù con il desiderio di saperne di più sull'interlocutore," ci spiega Helena. "Dall'inizio della pandemia da COVID-19, Glimpse ha avuto un'impennata di utenti e attività. Certo, è triste che le persone siano così sole, ma è consolatorio saper di poter fornire loro un servizio utile."

Sarah, una ragazza di 19 anni, ha iniziato ad usare Glimpse e altre app d'incontri come Lex e Bumble per conoscere persone nuove durante la quarantena. "Molta più gente sta usando queste app dallo scoppio della pandemia, e questo mi ha fatto pensare che, se mi collego adesso, ho molte più possibilità. Ci si sente più invogliati a chiacchierare ed aprirci, perché non c'è la pressione di dover programmare un'uscita vera e propria nei primi 10 minuti di conversazione. Dalla mia prospettiva la scena è molto più attiva e popolata del periodo pre-quarantena," afferma. “Certo sono contenta essermi fatta nuovi amici, ma vorrei trovare qualcuno con cui poter uscire davvero una volta che tutto questo finirà. Sarebbe davvero bello avere una relazione."

A primo impatto può sembrare strano che così tante persone si affidino al dating online in questo momento storico, ma è un comportamento perfettamente legittimo. Un appuntamento online è pur sempre un appuntamento, qualcosa da segnare in agenda insomma, e non è che i nostri calendari siano esattamente straripanti al momento. Si dice spesso che non serve alcun motivo per doversi vestire decentemente e magari truccare, che dobbiamo farlo "per noi stessi," ma vogliamo ammettere che a volte è bello anche avere una ragione per metterci in ghingheri e tirar fuori la parte migliore di noi?

Un'emergenza sanitaria globale e il conseguente dilagare incontrollato della solitudine non sono esattamente una sciocchezzuola da digerire. E il minimo che ci spetta in questo momento di merda è un po' di innocuo romanticismo online.

Per assurdo, da quando siamo socialmente isolati, ognuno chiuso nel proprio appartamento, ci sentiamo più liberi di parlare apertamente della nostra solitudine ed essere più onesti sulla voglia di compagnia, romantica o platonica che sia. Le ricerche dimostrano che un preoccupante numero di americani si consideravano già estremamente soli anche prima della quarantena, in particolare i Millennial e la Gen Z, che sperimentano burnt out, depressione e solitudine a livelli senza precedenti. Il coronavirus dunque non ha causato un'epidemia di solitudine, ma ha portato alla luce un problema preesistente, dando lo spazio alle persone di esprimere questa solitudine con meno stigmi e meno vergogna.

E se la solitudine è una conseguenza secondaria dei tempi che stiamo vivendo, il distanziamento sociale è nato invece come soluzione diretta per abbassare la curva dei contagi e diminuire il numero dei casi. Questa la premessa dietro Quarantine Together, un'altra app di incontri molto popolare creata negli ultimi due mesi. Il funzionamento è tanto semplice quanto geniale: l'app ogni giorno ti ricorda di lavarti le mani e una volta confermato di averlo fatto, ti organizzerà un incontro al buio virtuale per la serata. "Volevamo aiutare le persone a stare a casa e al sicuro, ricordando loro di lavarsi le mani e mantenere le pratiche d'igiene consigliate dall'OMS, ma allo stesso tempo volevamo anche ricompensarle con un incontro online," afferma Daniel Ahmadizadeh, uno dei fondatori dell'app. "Ci sentiamo tutti soli e sì, vogliamo incontri e match con altre persone, ma non solo. Ciò che gli utenti vogliono davvero è una connessione umana."

Un'emergenza sanitaria globale e il conseguente dilagare incontrollato della solitudine non sono esattamente una sciocchezzuola da digerire. E il minimo che ci spetta in questo momento di merda è un po' di innocuo romanticismo online. Yume, una ragazza di 22-anni americana che usa Tinder con assiduità dall'inizio dell'epidemia COVID-19, riassume questa dinamica con sincerità: "Sono sempre online perché mi annoio, è vero, ma anche perché mi manca il contatto umano. La quarantena mi ha fatto sentire molto sola, provo una forte nostalgia per l'intimità e le interazioni con le altre persone. Essere online e messaggiare con gente nuova mi riporta a quel tipo di emozioni che pensavo di aver perso a causa della pandemia."

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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