Gli abiti-origami del brand emergente SETCHU

Ispirandosi al proprio retaggio culturale, il designer giapponese Satoshi Kuwata sovverte i classici della sartoria occidentale creando capi ibridi e multiformi.

di Giorgia Imbrenda
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20 maggio 2022, 10:24am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di SETCHU, giovane brand nato dalla mente creativa del designer giapponese Satoshi Kuwata.

Dopo aver girato il mondo per acquistare più esperienza possibile nella moda, Satoshi ha deciso di fondare un proprio progetto personale che potesse esprimere la sua visione di moda contemporanea. Partendo dall’intenzione di mixare il proprio retaggio culturale giapponese a un’estetica e a un approccio prettamente occidentale, il designer realizza capi ibridi e senza tempo, espressione di funzionalità e purezza formale, ma anche estremamente versatili e sperimentali. Interpretando indumenti classici della tradizione sartoriale occidentale, il brand ne sovverte le linee e le pieghe prendendo ispirazione dalle tecniche dell’origami. Il risultato sono abiti in continua trasformazione, sinonimo della fluidità estetica che contraddistingue questo progetto all’avanguardia.

Per saperne di più sulla storia del brand, sui valori che incarna e sui processi che lo contraddistinguono, abbiamo intervistato direttamente Satoshi per fargli qualche domanda su SETCHU.

rebel label intervista di moda SETCHU

Ciao Satoshi! Raccontaci un po’ del tuo background e di come hai deciso di fondare il tuo brand.
Ho avuto la fortuna di vivere a Londra, Parigi, New York e Milano dopo aver vissuto in Giappone, dove sono nato. Fin da bambino ho sempre sognato di avviare SETCHU, ma sentivo di aver bisogno di imparare e raccogliere i fondi per realizzare ciò che avevo in mente. Per questo ho seguito un percorso piuttosto unico, con esperienze eterogenee come lavorare per Savile Row, brand street e alta moda: volevo imparare tutto ciò che ci fosse da sapere della moda. Mi sono accorto che, ovunque tu vada, ciò che funziona è uno stile senza tempo, una nuova idea di moda classica. Ed è ciò che sto cercando di creare con il mio brand.

Che cosa significa SETCHU e come definiresti in tre parole il tuo brand?
La parola deriva da WA-YO-SETCHU, un termine utilizzato nell’architettura che incarna l’unione dello stile giapponese e uno stile prettamente occidentale. La fusione di due culture diverse, della loro estetica e dei loro concetti, crea qualcosa di nuovo da oggetti familiari. Le parole WA (ACQUA) e YO (OLIO) indicano l’unione di elementi diversi e scissi, mentre SETCHU significa come l'essenza di ogni elemento viene fusa per creare qualcosa di inedito. Il DNA di SETCHU è semplice: ispirandosi a elementi primigeni come il viaggio, il senza tempo e l’artigianato, crea capi semplici e funzionali attraverso questa fusione.

rebel label intervista di moda SETCHU

Il tuo brand mixa lo stile giapponese con elementi occidentali. Come riesci a mantenere un equilibrio tra queste due visioni?
La chiave di SETCHU è quella di trovare il giusto equilibrio. Vivere in tante città diverse, viaggiare in molti paesi e immergermi in culture diverse è stato essenziale per questo processo. Ma c’è sempre il rischio di perdere la tua identità culturale, quando ti approcci a un progetto con questa intenzione. Mi vedo come un “vagabondo internazionale” e per me è essenziale sentirmi libero, ma anche ricordare chi sono e da dove vengo. Partire dalle mie radici ed estendermi oltre, senza mai lasciarle andare, è ciò che io intendo come equilibrio.

La filosofia di SETHCU può essere racchiusa nella cura dell’artigianalità, della funzionalità e della sartorialità. Qual è il processo di progettazione e sviluppo che utilizzi per le tue collezioni?
Mi trovo in un momento in cui sto costruendo le fondamenta del brand, sto impostando le basi della sua identità, così che possa essere compreso al meglio dalle persone e da chi lo vuole indossare. La prima stagione è stata ispirata dall’artista Rosanjin, poiché la sua pratica scultorea è simile a ciò che compio per i miei abiti come la giacca Origami, che mixa il Kimono alle giacche sartoriali occidentali e che sta diventando la giacca SETCHU. La seconda stagione mi ha dato la possibilità di parlare di come il design giapponese abbia influenzato il design occidentale, un processo che mi ha portato a disegnare un vestito Origami e a riflettere sull’impatto della ceramica giapponese. Dopo l'introduzione della cerimonia del tè giapponese a Parigi nel 1854, infatti, la ceramica giapponese divenne famosa in tutto il mondo ed era avvolta da carta riciclata, su cui era disegnato il motivo UKIYOE, disegni che divennero importanti nell'evoluzione dell'arte nei paesi occidentali. L'ultima collezione è sviluppata invece attorno al concetto di Mottainai e di giocattolo. Mottainai significa “Che spreco!” e i capi della collezione possono essere aggiornati dai clienti attraverso nuovi dettagli e accessori comprati e applicati in seguito, allungandone la vita e dando la possibilità di indossarli più a lungo. Come in un gioco di trasformazione, i capi possono cambiare, dunque evolvere e aumentarne il raggio d’azione.

rebel label intervista di moda SETCHU

Parliamo delle etichette del brand. Disegni e scrivi le informazioni a mano, specificando le istruzioni su come creare un origami partendo dall’abito. Raccontaci di più su questo aspetto della tua pratica. 
Vorrei che le persone amassero di più gli indumenti, che non li considerassero solo capi da indossare. Vorrei che apprezzassero la storia che c'è dietro ogni capo, in modo da percepirne in maniera profonda il valore. L'abito è ispirato all'origami e a Mariano Fortuny—conosciuto per aver introdotto il plissé in Italia nel 19° secolo, realizzando escamotage innovativi come una scatola per ogni capo che mantenesse le pieghe dell’abito. Così, ho pensato di preparare le istruzioni su come piegare i capi, così che, se necessario, potessero anche essere replicati da chi li indossa. Sono abiti con cui si può interagire, e questo rende i capi oggetti vivi.

Parlando di sostenibilità, in che modo credi che un brand possa ridurre il proprio impatto ambientale?
Tutto parte dal senso di responsabilità del progettista. Si sprecano quantità spropositate di prodotto e si acquistano troppi tessuti. Da parte mia, cerco sempre di riflettere accuratamente su quello che faccio, così da non comprare troppi tessuti che non ho intenzione di usare.

rebel label intervista di moda SETCHU

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero?
Madeleine Vionnet, Azzedine Alaia e Madame Gres.

Qual è stato il momento più difficile della tua carriera finora?
Decisamente quello attuale. Amo ciò che faccio ma è così difficile farlo da solo! Progettare, produrre, sviluppare, reperire materiali… La moda è un lavoro di squadra, infatti piano piano sto costruendo un team che possa aiutarmi a far crescere SETCHU.

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?
Non esistono limiti, e se esiste il detto “the sky is the limit”, quello che vorrei è vedere SETCHU atterrare su Marte!

rebel label intervista di moda SETCHU
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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Fotografia: Lorenzo Marzi

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