I ritratti di Pieter Hugo ti guardano dritto negli occhi

La nuova serie (in corso) del fotografo sudafricano in collaborazione con l’agenzia di casting Midland, indaga la forza magnetica e disarmante del contatto visivo.

di Ryan White; traduzione di Diletta Culla
|
15 novembre 2021, 11:14am

Solus Vol. I一 il progetto continuativo su cui Pieter Hugo lavora, a fasi alterne, da circa due anni一non è in cima alle sue più grandi preoccupazioni la mattina in cui parliamo. Durante una telefonata da Città del Capo, ci racconta come i ladri hanno fatto irruzione la scorsa notte nella casa in cui abitano lui e la sua famiglia e che, per questo, ha dormito pochissime ore. Ma entusiasta di discutere dei suoi progetti inediti, si lancia subito sull’intervista: "Dai, proviamoci! E vediamo come va.”

Composto interamente da ritratti realizzati in studio一per lo più volti, anche se alcuni soggetti vengono rappresentati a figura intera, e completamente nudi一a prima vista questo progetto potrebbe sembrare un cambiamento radicale per la fotografia di Pieter. O, almeno, un perfezionamento. Qui troviamo poco più di una macchina fotografica, unə modellə e uno studio. Non ci sono paesaggi drammatici o simbolismi latenti, come quelli che contraddistinguono La Cucaracha—il progetto fotografico, esposto poco prima della pandemia, in cui mette in scena la sua indagine sulla vita e la morte in Messico—, o la maggior parte del suo archivio.

Eppure tutti i suoi soggetti incarnano lo sguardo tipico di Pieter Hugo, una lente penetrante che colpisce nel profondo e che trova spazio ovunque lui giri il suo obiettivo: negli incantatori di serpenti messicani, neə pornostar giamaicanə, negli attori di Nollywood, nə suə bambinə e in lui stesso. E guardando il volto dei suoi soggetti一modellə rappresentatə dall'agenzia Midland di Parigi, Londra, New York, Cape Town e Johannesburg一e sostenendo il loro sguardo disarmante, questo effetto è ancora più sorprendente.

Un giovane uomo a petto nudo con tatuaggi sulle braccia e sul torace
DONOVAN, NEW YORK, 2020

Con un background giornalistico alle spalle, durante la sua carriera Pieter ha presto abbracciato il ruolo di fotografo professionista, e gli incarichi da parte di marchi di moda e riviste—nonché la conseguente popolarità in cui questi progetti lo hanno proiettato—lo hanno colto di sorpresa solamente qualche anno fa. Osservando i progetti a cui si rivolge la moda oggi, per esempio quello di Kyle Weeks, Rahim Fortune, Kristin Lee-Moolman, Sam Rock, Jackie Nickerson, sembra persistere una forte tensione tra realtà, sogno e finzione. Dal canto suo, Pieter, che ha iniziato a scattare nei primi anni '90, si è interrogato diverse volte su questo processo di creazione delle immagini. Quindi Solus Vol. I potrebbe forse essere visto come una versione ridotta ed essenziale di ciò che Pieter ha sempre cercato di comunicare con il suo lavoro. Come afferma lui stesso, "Mi interessano le persone e il loro aspetto. Sono un ritrattista. Quello che le persone indossano e il modo in cui si presentano è al centro del mio lavoro.”

Scattato tra il 2019 e il 2021, questo progetto è stato concepito per la prima volta due anni prima, sul set di uno shooting di moda commissionato da M, Le magazine du Monde. Guardando le polaroid də modellə appese alla parete del set, Pieter rimase colpito dal fatto che i volti davanti a lui fossero molto più interessanti di quelli che erano passati attraverso le "macchinazioni" dell'industria della moda一quindi i capelli, il trucco e lo styling一e che erano finiti poi davanti alla sua macchina fotografica. Da lì, lui, Walter e Rachel di Midland, con cui aveva organizzato il setting di M, iniziarono a discutere sul possibile sviluppo di questa idea. "In un certo senso, credo che il progetto fosse proprio davanti ai miei occhi,” racconta Pieter. "In quel momento, stavo ancora cercando di assestarmi, perché avevo l’impulso di portare subito a termine il progetto, ma non riuscivo ancora a capire come renderlo davvero avvincente e cosa intendessi veramente comunicare. Così, abbiamo iniziato a fotografare e basta."

Un uomo a petto nudo con ciocche di capelli bionde che indossa una catena al collo
ALAN, PARIS, 2019

Pieter ha iniziato a Parigi, poi Londra e a New York. Ma, come per qualsiasi progetto in corso, il Covid ha fermato tutto. Nello stesso periodo, Pieter ha iniziato a mettere in discussione il proprio ruolo e il rapporto di scambio e condivisione che esiste tra fotografo e modellə, il tutto in un momento estremamente teso, sia socialmente che politicamente. La pandemia era in ascesa e "le proteste di Black Lives Matter stavano prendendo forma,” afferma Pieter. "In quanto maschio bianco, sentivo che era un buon momento per stare zitto e ascoltare, e non un momento per lavorare. Ho preso una lunga pausa, una pausa da questa serie, e quando mi sono sentito un po' più più centrato, ho contattato Rachel e Walter e ho detto: “Penso che dovremmo ricominciare a lavorarci su.” Viaggiare era ancora impossibile a causa della rigida politica di confine del Sudafrica e dello stato di zona rossa ancora in corso, ma la risposta è stata positiva. Il duo ha risposto dicendo: “Beh, a quanto pare, anche uno dei nostri collaboratori è bloccato in Sud Africa.” E ho pensato, ok, espandiamo questo progetto fino a Cape Town e Johannesburg. Spostiamo il focus dai centri della moda più ovvi."

Quando avevo parlato con Pieter l'ultima volta in merito a una storia che aveva raccontato sulla sua famiglia in isolamento durante il suo periodo di inattività, le preoccupazioni per il suo ruolo come fotografo erano particolarmente presenti. Così ho voluto chiedergli se fosse in grado di rintracciare quelle riflessioni all’interno di questo lavoro. "Non so se questa serie incarni appieno i cambiamenti avvenuti durante quel periodo,” confessa. “Ma questa serie dice qualcosa sul mio passato e su come, una volta, guardavo il futuro,” aggiunge. "Durante il 1994, quando il Sudafrica si è liberato, c'era questo incredibile e ingenuo ottimismo che si stava progressivamente sgretolando. Penso che in questo progetto, in questa epoca di liberazione e inclusività, sia semplicemente una reiterazione di tutto questo. In un certo senso, mi ha ricordato ciò che mi rappresentava quando ero più giovane e le mie idee di come volevo che fosse il mondo.”

Una donna a petto nudo con lunghi capelli neri e la fangia
KAREENA, NEW YORK, 2020

Alla domanda su come ci si sente ora a vivere in Sudafrica, Pieter fa riferimento al paese come parte di un "Nuovo Mondo.” "Non possiede lo stesso bagaglio storico di paesi come il Regno Unito o la Francia,” afferma. "Quando ci sono state le elezioni, a livello globale e locale c'era un’autentica volontà di far funzionare davvero le cose, nell’essere persone più inclusive, più aperte all’altro e ai diritti civili. Sai, è stato un esperimento incredibilmente liberale. Tuttavia, per quanto condivida questi ideali, non credo abbiamo preso realmente piede nella società. Ma la premessa rimane giusta e io continuo a identificarmi in questo tipo di visione."

"Sto ancora cercando di comprendere appieno questo progetto,” aggiunge Pieter. "Per quanto sia così semplice一in fin dei conti, sono solo ritratti di persone su uno sfondo bianco一sto ancora cercando di capire di cosa si tratti realmente." C'è molto altro da dire su queste immagini, oltre a ciò che è già stato detto: "sull'ibridazione, o la convergenza, del patrimonio culturale e identitario delle persone che può essere esaminato attraverso un ritratto,” ad esempio, "o come l'ambiente, che sia attraverso fattori fisici o estetici, si imponga sui corpi delle persone." Una citazione in apertura del libro, che mette in discussione la funzione e lo scopo esistenziale di scattare la foto di qualcuno, solleva alcune domande interessanti su questo progetto.

Ma in realtà, ciò che davvero definisce questa serie è il potere che sprigiona l’atto di guardare negli occhi una persona, e sapere di essere ricambiati. Come dice Pieter: "Nel mantenere il contatto visivo con una persona c'è qualcosa di bellissimo, qualcosa di vitale.”

Un uomo nudo con capelli rossi, tatuaggi sulle braccia, sulle gambe, sull'anca e con indosso due calzini sportivi
EDWARD, LONDON, 2020
Una donna in topless con capelli corti castani e diversi tatuaggi sul corpo e sul viso, oltre al sangue, che indossa lingerie nera, orecchini a cerchio d'argento e grossi girocolli a catena, giarrettiere trasparenti e imbracature e bracciali in pelle bondage
DIMITRA, NEW YORK, 2020
Un uomo con lunghi capelli neri spostati dietro le orecchie che indossa una sottile catena d'oro e un gilet in maglia rosso.
NIKITA, NEW YORK, 2020
Una donna a petto nudo con i capelli rossi e tatuaggi sulle braccia
EMMA, NEW YORK, 2020
Una donna nuda con capelli ricci neri e ciocche rosse
NEEMA, LONDON, 2020
Un uomo a petto nudo con lentiggini sul viso, la testa rasata e un orecchino a cerchio
CAM, NEW YORK, 2020
Un uomo a petto nudo con capelli neri mossi, la frangia, tatuaggi sul petto e su un braccio che indossa una collana di perline e una catena d'oro con un ciondolo 21.
ALEX, LONDON, 2020
Un uomo con lunghi capelli rossi che indossa una t-shirt bianca
GABRIEL, NEW YORK, 2020
Un uomo a petto nudo con la testa rasata che indossa una collana di perle e un orecchino a cerchio
JAMES, LONDON, 2020
Una donna con le lentiggini, un piercing al naso, con i capelli a caschetto biondi che indossa una polo a stampe bianca
ALIS, CAPE TOWN, 2021
Una donna con lunghi dreadlocks neri che indossa una veste retata nera
TAMARA, JOHANNESBURG, 2021
Un uomo con lunghi dreadlocks che indossa una maglia nera e una collana d'argento
LUCA, CAPE TOWN, 2021
Un uomo a petto nudo con i capelli a scodella che indossa una catena argentata al collo
JEREMY, CAPE TOWN, 2021
Una donna a petto nudo con i corti capelli biondo platino, piercing sui capezzoli e una collana con un ciondolo
SHAE, CAPE TOWN, 2021
Un uomo a petto nudo con i capelli neri e con un tatuaggio sul petto e sul braccio
SAM, LONDON, 2020

Questo contenuto è comparso originariamente su i-D UK.

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Crediti:


Fotografie di Pieter Hugo

Tagged:
Pieter Hugo
ritratti
nudità