Foto da tutto il mondo che raccontano l'esperienza della fede oggi

La serie "Believe" della fotografa argentina Barbara Arcuschin è uno studio antropologico sul concetto di spiritualità, tra tradizioni secolari e borse Vuitton.

di Carolina Davalli
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31 dicembre 2021, 5:00am

Da Londra a Tel Aviv, da Marrakesh a Tokyo, le percezioni e le esperienze della fede cambiano spostandosi nel mondo, accomunate da un processo di codificazione di tradizioni, costumi e abitudini. E sono proprio questi elementi estetici ad avere attirato l’attenzione della fotografa argentina Barbara Arcuschin, portandola a realizzare la serie fotografica Believe.

Già conosciuta per il suo sguardo antropologico e per l’ossessione nell’individuare fili conduttori che riuniscano sotto uno stesso progetto community, culture e gruppi sociali dai background più disparati, l’artista ha scelto il concetto di credenza e fede come tematica cardine della sua serie più recente, dando forma a una rassegna di volti, personaggi e situazioni spesso al limite del surreale.

Il risultato è uno studio ampio e stratificato su cosa significhi credere e avere fede al giorno d’oggi, un viaggio che spazia tra paesi e continenti e che vede nel mix and match di influenze—dettate da un mondo globalizzato ma ancora saldo a determinate tradizioni—uno dei tratti fondamentali. Noi abbiamo voluto parlare direttamente con la fotografa per saperne di più su questo ambizioso progetto.

donna vestita tipici vestiti dell'est neri

Ciao Barbara! L’ultima volta che ti abbiamo intervistato ci hai presentato il tuo lavoro Eternal Youth, una serie sull'esperienza adolescenziale ripresa da zoomer di diverse regioni e paesi. Cosa hai imparato sul mondo e sulla tua pratica grazie a questo progetto?
Ciao! Sulla mia pratica ho imparato che mi interessa molto l’aspetto antropologico della fotografia, il suo valore idiosincratico. Mi piace osservare come un archetipo umano possa ripetersi all'interno di diverse società oppure come si riveli in accezioni completamente opposte in altre culture. Su di me ho imparato che le regole devono essere messe in discussione, che la freschezza e la spontaneità sono il mio linguaggio primario ed è questo il mio scopo finale, quando scatto le mie fotografie. Mi piace vedere quell'atteggiamento davanti alla macchina, perché mi permette di vivere la mia libertà attraverso le persone che scatto e le loro azioni.

La tua fotografia è cambiata in questi ultimi mesi? 
Le mie serie fotografiche prendono forma principalmente durante i miei viaggi; è lì che trovo gli aspetti che mi incuriosiscono di più. L'anno scorso ho trascorso molto tempo nella mia città natale, dove invece lavoro principalmente nella fotografia di moda e come stylist.

uomo asiatico con kimono a righe blu e borsa louis vuitton

Secondo te qual è il ruolo di unǝ fotografǝ? E come lo applichi nel tuo lavoro?
Secondo me unǝ fotografǝ deve fornire un punto di vista specifico, permettendo così alle persone di passare dal guardare all’osservare. Personalmente, voglio offrire alle persone la possibilità di ricordare qualcosa di improvviso ed effimero. Lavoro in modo molto intuitivo, mi piace "evidenziare" ciò che genera in me un qualche tipo di emozione e renderlo visibile al resto del mondo. Il mio obiettivo è elevare situazioni ordinarie che potrebbe passare inosservate e dargli uno status più sacro.

Parlaci del tuo nuovo progetto, Believe. Com’è cominciata questa serie e qual è il suo scopo?
Sono convinta che la fede sia un atto magico. Le credenze possono anche cambiare, ma l’atto di avere fede ci unirà sempre in quanto esseri umani. Ogni comunità ha le proprie credenze, e mi interessa esaminare quelle diversità mantenendo comunque un fattore unificante che accomuna diverse culture. Il mio obiettivo è quello di esplorare le comunità e le loro differenze. Nel futuro, mi piacerebbe portare questo studio anche tra le tribù animiste dell’Africa.

donna con burqa integrale nero

Il fulcro di questa serie è l'esperienza delle tradizioni religiose da diversi punti di vista, quali sono gli elementi che legano i diversi soggetti che hai ripreso? 
La fede.

Quali nazioni hai visitato per questo progetto?
Sono stata in Marocco, Corea, Giappone, Stati Uniti, Francia, Uk, Israele, Russia, Turchia. In particolare a Istanbul, Marrakesh, Seoul, Tokyo, New York, Parigi, Tel Aviv e Londra. 

donna in spiaggia con vestito bianco

C'è un'esperienza, una conversazione o un evento accaduto in questa serie che ricordi particolarmente e che ti ha colpito?
C'è un ritratto di una donna che indossa una veste bianca in spiaggia. Questa immagine mi ha colpito particolarmente perché era una celebrazione della dea Candomble Iemanja, una divinità presente nella religione praticata in Brasile che getta le sue radici nella diaspora africana. Conoscevo questa dea perché vengo da un paese lì vicino, ma è stato estremamente curioso vedere questa celebrazione a Coney Island. La festa è molto bella e consiste nel lanciare offerte di fiori al mare, una scena molto comune da vedere a ridosso del nuovo anno sulle coste brasiliane.

La tua fotografia vuole catturare le somiglianze e differenze tra persone che vivono in contesti diversi e che hanno background estremamente vari. Perché questo concetto è importante per te?
Nonostante la differenza di background, tradizioni o culture, esistono sempre dei fili conduttori che legano le persone appartenenti a un gruppo di credenze o ideali, che sia una religione, una tribù urbana o una tradizione.

mea shearim bambino con cappuccio foderato

Qual è il tuo scatto preferito della serie e perché? 
Credo il bambino a Gerusalemme… per il suo sguardo.

Sei una persona religiosa? E perché eri interessata a esplorare come diverse culture fanno esperienza della spiritualità? 
Non penso si tratti solo di spiritualità, ma soprattutto di credenze e di fede. Queste persone potrebbero non essere tutte spiritualmente attive, ma sicuramente hanno convinzioni diverse e con questo intendo di qualsiasi tipo, non solo quelle religiose, ma anche quelle legate al loro background culturale.

uomo asiatico con fascia rosa e azzurra in testa

Affermi che "fotografia vuol dire scoprire il mondo". Cosa intendi con questa dichiarazione e quali sono le ultime scoperte che hai fatto?
Mi lascio trasportare da ciò che mi piace, che mi serve e mi nutre perché mi dà una sensazione piacevole, ma ciò che amo più di ogni altra cosa è ciò che imparo dalle persone che fotografo. Alcune persone scrivono e immaginano luoghi, persone, personalità. Io prendo personaggi esistenti e li rendo eterni immortalandoli. È questa la “scoperta” di cui parlo. È un processo soggettivo e personale, ma attraverso le fotografie scopro una parte implicita al di là del luogo, tempo o stile che immortalo. Questo significa conoscere, scoprire e viaggiare con la fantasia, raccontando delle storie a cui si può credere.

Le tue fotografie hanno del documentaristico e del reportage, ma alcuni degli scatti sono davvero surreali (parlo dell’immagine della suora con gli occhiali da sole). Cerchi elementi surreali/ironici/weird nelle tue foto? E nel caso, perché?
Non è l’elemento principale che cerco, ma aiuta a migliorare il soggetto. Non tutte le suore mi interessano, quella donna in quello sfondo pastello con quegli occhiali lo rende peculiare al mio sguardo, e mi fa pensare che vale la pena ritrarla.

suora con occhiali da sole

So dovessimo ascoltare della musica guardando la tua serie fotografia, quale musica suggeriresti? 
Saint Germain, Lou Reed…

Stai lavorando a nuovi progetti? 
A breve andrò in Brasile per iniziare una serie sui concetti di fantasia e sessualità.

persone in tempio asiatico coreano
uomo davanti a tappeto arancione
donna con tunica blu e uomo con completo color panna
persone con tuniche rosa e blu
monaco ortodosso per strada con cellulare e saio e barba lunga
monaci tibetani che attraversano la strada
tre donne asiatiche velate con hijab
donna e uomo con turbante bianco
giovane ragazzo ebreo ortodosso
persone nere che camminano
donne con tuniche colorate in un attraversamento pedonale
donna con tunica rosa
donna con kimono a quadretti
donna asiatica con kimono verde smeraldo ricamato e borsa hermes kelly
ebrei ortodossi vestiti di nero
donna con gonna rosa e hiab bianco
uomo con cappellino verde e barba
donne con hijab nella città antica di gerusalemme
uomo che si tocca cappello
persona con turbante arancione smartphone e vestiti di denim
donna con occhiali con catenina da rottermeier
mea shearim ebreo ortodosso con cappello nero e giacca nera
prete cattolico con colletto bianco davanti a un cancello
ragazze in riva al lago una con maglietta gialla e coda di cavallo l'altra con hijab color smeraldo
signore con hijab che mangiano a una fiera
signore con burqa che fanno shopping con pellicia
donna con burqa viola e signore seduto per strada
signora con tunica arancione e grigia sulla sabbia
gerusalemme santo sepolcro donne ortodosse cattoliche con croce in mano
yafo tel aviv persone che camminano ebrei ortodossi

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Crediti:

Fotografie: Barbara Arcuschin

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