Immagini per gentile concessione di Kenzo 

Nigo, il padrino dello streetwear, ha debuttato per Kenzo

Nella sua prima collezione per LVMH, il designer giapponese ha celebrato l'eredità di Kenzo Takada, la English tailoring e il workwear americano.

di Osman Ahmed; traduzione di Carolina Davalli
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25 gennaio 2022, 5:00am

Immagini per gentile concessione di Kenzo 

Ebbene sì, il leggendario designer di streetwear Nigo ha fatto il suo debutto per Kenzo, la casa di moda fondata nel 1970 da Kenzo Takada (esattamente lo stesso anno in cui Nigo nasceva a Maebashi, Giappone). Più di 50 anni dopo, il suo debutto per la maison ha avuto luogo nella location dove Mr Takada ha aperto il suo primo negozio parigino, Jungle Jap, alle Galerie Vivienne. Il suo arrivo nelle fila di LVMH segna un altro passo verso quel cambiamento cruciale per il gruppo—ma anche per la moda di lusso, in generale—che vede le star dello streetwear prendere le redini cultura couture francese. Lo streetwear è un mondo progettuale molto denso e stratificato, specialmente quando posto nei saloni di Parigi, dove spesso è stato descritto come “non francese, non bianco.” Ma Kenzo è un brand radicato nella cultura delle strade, dei negozi e del ready-to-wear, ed è una delle poche maison di moda fondate da una persona di colore, parte di una generazione di marchi rivoluzionari come Comme des Garçons e Yohji Yamamoto

Fondatore di A Bathing Ape, co-fondatore di Human Made e Billionaire Boys Club, membro del collettivo musicale giapponese Teriyaki Boyz e fondatore della propria etichetta discografica a Tokyo—Nigo è un vero pioniere della street culture. Vi risparmieremo l’intero albero genealogico, ma state pure certi che senza Nigo, la moda, la musica e la cultura contemporanea sarebbe molto diversa da quella che conosciamo oggi. Pharrell o Kanye West non sarebbero le icone di stile che veneriamo oggi e non ci sarebbero stati Tyler, the Creator o Virgil Abloh, che Nigo ha presentato per la prima volta a Silvia Venturini Fendi, un incontro che ha portato allo stage di Virgile e Ye per la maison romana. Il resto è storia.

Kenzo AW22

Senza Nigo, non ci sarebbe Kim Jones, che ha scoperto il lavoro del designer alcune decadi fa decidendo di infondere il suo modello di streetwear nelle proprie collezioni. Non ci sarebbe nessuna T-shirt da $500 nelle boutique di lusso. E, ovviamente, senza Nigo non ci sarebbero testate come Hypebeast o Highsnobiety, o piattaforme di retail come Grailed. Se Hiroshi Fujiwara è il padre fondatore dello streetwear contemporanei, Nigo è il suo padrino, figura che ha trasportato questo fenomeno nella musica e nella moda di oggi, ispirando una generazione di dandy ossessionati dallo stile.

Quello che lo ha reso così influente è il fatto che ha guardato agli spostamenti dello stile americano e li ha resi migliori, in Giappone. C’è sempre un legame tra questi due paesi che deriva dalla loro relazione nell’epoca post-bellica, fenomeno che ha portato denim, giacche varsity, sportswear e workwear americano a diventare la spina dorsale dello streetwear giapponese di oggi—“gli anni ‘50 osservati dagli anni ‘80—e scattati nel 2022,” come ha affermato Pharrell prima della sfilata. Alla fine degli anni ‘90, questo ha portato una generazione di artisti hip-hop americani ad aprire le proprie linee di moda ispirate dalla scena skate e dai look sempre più freschi di Tokyo. Pharrell ha anche incluso Nigo nel suo iconico videoclip del 2003 Frontin’! 

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La sua prima collezione era un omaggio all’eredità di Kenzo infusa delle sue ossessioni del workwear americano, la sartoria inglese e dello stile Ivy league, alcune stampate con alcuni degli sketch originali degli anni ‘70 firmati Kenzo Takada. Stampe floreali dall’archivio mostravano i papaveri simbolo della collezione (e leitmotif di Flower, l’iconico profumo Kenzo), e la tigre simbolo della maison che direttori creativi Humberto Leon e Carol Lim hanno resto la star delle loro leggendarie felpe, è stata reinterpretata come patch su guanti, fumetti, sciarpe in stile kidcore e applicazioni multicolor in pelliccia finta.

La soundtrack è stata presa dall’album in uscita dell’artista, I Know Nigo, in collaborazione con A$AP Rocky, Kid Cudi, Pharrell Williams, Pusha T, Teriyaki Boyz, Tyler, the Creator e Lil Uzi Vert, per nominarne alcuni. “Nuova musica, nuovi abiti,” ha osservato Benji B nel backstage. Nigo lancerà la collezione in drop a edizione limitata a scadenza mensile. È un modello di business che ha utilizzato per anni con i suoi brand, ed è anche molto più simile a quello che faceva originariamente Kenzo con la sua linea.

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Molti dei pezzi che ci si aspetterebbe da Nigo—T-shirts e baseball cap—sono stati evitati interamente. Invece, si è concentrato nel creare dei legami tra il suo stile e quello del fondatore, immaginando una collezione di capi semplici—una combinazione tra i pezzi preferiti di Nigo e il lascito multicolor di Kenzo. C’erano anche fiori di ciliegio e giacche a kimono, forse una riverenza auto-referenziale. Dopotutto, quando Kenzo ha fondato la propria linea, era un’ibridazione tra lo stile francese e quello giapponese. Ha anche creato delle giacche souvenir—quel tipo che storicamente erano fatte confezionare con tessuti kimono dalle forze americane che occupavano il Giappone—reversibili: la lana interna mostra un ricamo della mappa della Francia, mentre il lato in seta è abbellito con la mappa del Giappone.  

Sicuramente il suo debutta segna un cambiamento, ma anche un ponte, tra le forze dentro a LVMH. Anche se non si sono mai incontrati e fanno parte di due generazioni ben diverse, Nigo e Kenzo hanno entrambi studiato al Bunka Fashion College di Tokyo e hanno poi donato le proprie idee al resto del mondo. Ora, due generazioni di visionari giapponesi sono unite sotto una stessa maison. Finalmente!

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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Crediti

Fotografie su gentile concessione di Kenzo

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