Immagini su gentile concessione di Christian Dior 

La Dior Uomo A/W 22 celebra l'eleganza della tuta grigia

Per festeggiare il 75° anniversario di Dior, il designer è tornato alle origini del brand, dando vita a una nuova versione del New Look.

di Osman Ahmed; traduzione di Carolina Micella
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25 gennaio 2022, 12:23pm

Immagini su gentile concessione di Christian Dior 

Kim Jones non è un estraneo alle collaborazioni, ma la sua ultima—ideata per la A/W 22 della maison—è forse la più ovvia, e di conseguenza anche la migliore, quella con l’eredità di Christian Dior. “Monsieur Dior!” si meraviglia Stephen Jones durante un’anteprima; era stato proprio lui ad affermare che sarebbe diventata LA collaborazione per eccellenza. E, fatalità, la collezione A/W 22 si sovrappone al settantacinquesimo anniversario di Christian Dior—e al venticinquesimo anno da quando Stephen Jones varcava per la prima volta i gradini di moquette grigia delle scale del numero 30 di Avenue Montaigne. Circondata da immagini di modelle con vitino da vespa e gonne a ruota, la collezione offre un contrappunto a quelle che Monsieur Dior chiamava le sue “flower women” con una visione contemporanea degli “flower men” firmati Kim Jones. In altre parole, una nuova visione del New Look, pieno di quella semplicità e comfort che ci ha vestito negli ultimi due anni (c’era una collaborazione con Birkenstock, giusto per dire)—e dunque l’antitesi delle silhouette ingombranti del dopoguerra di Dior.

La sfilata si è svolta in un set che emulava l’ambientazione di una mattina invernale sul Pont Alexandre III, con la Senna che scorreva dolcemente sullo sfondo. Sì, siamo a Parigi e il ponte (quello vero) si trovava esattamente qualche centinaio di metri più in là—ma Dior è Parigi, e questa è stata l’occasione di portare Parigi al resto del mondo. Non la Parigi di Emily in Paris—ma la Parigi dei nostri sogni più reconditi, in cui i ragazzi indossano berretti e portano in mano mazzi di fiori freschi, l’aria è inebriata dall’odore del pane appena sfornato e luogo in cui, chissà, potresti innamorarti su un ponte durante il tramonto.

Ovviamente, anche la collezione era bella quanto una cartolina del 1950, con delicati ricami in stile giapponese su piumini ricoperti di organza e nelle fodere dei risvolti, damaschi leopardati in stile Mitzah Bricard in azzurro polvere e senape scuro, berretti sbarazzini in raso di Stephen Jones, scarpe derby tempestate di gioielli e cappotti con la stessa trapuntatura cannage della borsa Lady Dior (datemi un “flower man” che non ami la principessa Diana). Christian Dior amava i giardini e i fiori, e Kim ha quindi realizzato anche pantaloni da giardinaggio, borse in feltro e persino delle Saddle bag in pelle progettate per poterci portare al loro interno mazzi di rose rosa scuro. Yoon Ahn ha creato splendidi fili di perle grigie di acqua dolce e pendenti di smeraldo, e c’erano anche veri diamanti, tutti raccolti in un bracciale tennis in stile decò realizzato da Victoire de Castellane (l’artista realizza un pezzo di alta gioielleria per Dior Uomo a stagione). 

Ah, l’ottimismo del romantico! È il motivo per cui così tante persone gravitano attorno al mondo della moda—insomma, anche se odiamo ammetterlo, c’è un po’ di Emily in ognuno di noi. Anche in Kim Jones, che è forse lo stilista più stacanovista della moda di oggi e dovrebbe quindi essere anche il più stanco. E invece, è sempre pronto a sfidare se stesso fino al limite. Ogni direttore creativo che abbia preso le redini di Christian Dior sa che c’è un pezzo che riassume tutta l’eredità della maison: la Bar jacket. Kim ha sempre evitato di riproporla, limitandosi a prendere in prestito i suoi iconici bottoni rivestiti per le giacche da uomo. A quel tempo, il New Look di Dior era percepito come una silhouette nostalgica, teatrale e immorale (il razionamento dei tessuti e la carenza di cibo erano ancora presenti, quindi veniva percepita come uno spreco senza paragoni) e nonostante Monsieur Dior abbia introdotto anche molte altre silhouette—la Ligne Princesse (a vita alta), la Ligne Coupole (a forma di botte), la linea ad A, la linea ad H, e la Sack—il suo lavoro sarà per sempre associato al New Look del 1947, quello che ha elevato le donne, il loro corpo e gli abiti che intendevano indossare. E, alla fine, anche i critici più accaniti hanno imparato ad amarlo: il glamour tende ad avere la meglio sull’animo delle masse, soprattutto nei momenti di incertezza.

E anche se sarebbe sciocco cercare di trovare dei parallelismi con l’oggi, in un momento come questo, circondato dall’oscurità, c’è qualcosa di commovente nel vedere del romanticismo sulla passerella. Kim ha introdotto giacche Bar scolpite su misura utilizzando un miscuglio di tessuti—denim stonewashed, quel feltro che si trova solitamente sul retro dei colletti, crêpe-de-chine, jersey pesante—ognuna delle quali è stata realizzata piegando un blazer maschile e creando quindi una sorta di pence attillata sulla vita. Ogni Bar jacket era completamente ricoperta di tela fino all’orlo per creare un richiamo alla forma di clessidra, ma senza alcuna imbottitura alle estremità, dettaglio che appartiene davvero al passato. Alcuni dei blazer più setosi erano realizzati con drappeggi scanalati sul davanti che si avvolgevano e annodavano in vita “quasi fosse una Bar jacket DIY,” ha sottolineato qualcuno nello studio.

DIOR UOMO A/W 2022-2023 - LOOK 12

Se le metà superiori dei look erano estremamente eleganti, un tributo all’impressionante capacità sartoriale degli atelier Dior, quelle inferiori erano decisamente più casual—risultati, forse, di troppe call Zoom. La maggior parte dei pantaloni erano pantaloni di tuta in jersey di cashmere elegantemente bordati, con calzoni in stile Charvet che sbucavano dal punto vita. È l’antidoto alla formalità obsoleta della sartoria, una maniera per farla sembrare più contemporanea e più alla nostra portata. In più c’era anche la collaborazione con Birkenstock, contraddistinta da delicati ricami e dai preziosi tessuti della collezione.

Guarda caso, la collezione arriverà nei negozi in tempo per la Grey Sweatpants Season. Se non sai cos’è, in breve è l’epoca delle tute calde da casa, il segnale dell’autunno che avanza, un equivalente sartoriale alla sensazione di quando cammini sulle foglie secche e bevi la cioccolata quando fuori fa freddo. Christian Dior amava il grigio—un grigio tortora provenzale molto specifico, del diciottesimo secolo— che usava all’interno dei suoi saloni al numero 30 di Avenue Montaigne. Durante la nostra anteprima, per pura coincidenza, Kim indossa un completo in jersey grigio (sì, con i pantaloni della tuta) e sottolinea che la sua famosa collezione A/W 2005 è stata un primo passo verso questo mix tra sportswear e alta moda. Il cerchio quindi si chiude, e non potrebbe essere più appropriato per gli sbalzi d’umore e il lavoro da casa del 2022. “Sono molto fiero di tutto ciò,” dice Kim con un sorriso. E chissà, forse lo sarebbe anche Monsieur Dior. 

DIOR UOMO A/W 2022-2023 - LOOK 1
DIOR UOMO A/W 2022-2023 - LOOK 2
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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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