La maglieria radicale del brand emergente MTOF

Per founder e designer, il riutilizzo di materiali di scarto diventa un’opportunità per progettare capi secondo un modello consapevole e sostenibile.

di Giorgia Imbrenda
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26 novembre 2021, 5:00am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di MTOF, brand di maglieria in cui convivono artigianalità, sperimentazione e ricerca, in un connubio di tecniche, policromie e progettazioni. Fondatori del progetto sono Mario e Paola Foroni—proprietari del maglificio MF1—che hanno deciso di affidare la direzione creativa del marchio a due designer: Eleonora Abbate (Polimoda di Firenze) e Alessia Beraldin (IUAV di Venezia).

Le designer utilizzano la maglieria come fosse un tessuto, sperimentando con jacquard, intarsi, punti mossi, stampe, ricami e applicazioni. L’obiettivo che sta alla base dell’intero progetto è quello di diminuire gli sprechi di produzione, mantenendo intatta la natura di MTOF, ossia quella di una progettazione di moda innovativa e sperimentale. Nelle collezioni del brand non troveremo palette colori prestabilite: ogni tessitura è infatti frutto di un processo inedito e irripetibile.

Incuriosite dalla loro visione, abbiamo deciso di intervistare il duo di designer per farci raccontare la loro esperienza e il loro punto di vista rispetto a ciò che sta accadendo nel mondo della moda contemporanea.

MTOF brand emergente maglieria sostenibile

Ciao Eleonora e Alessia, raccontateci di MTOF. Come è nato il progetto e che ruolo avete all’interno del brand?
Ciao! Ci teniamo sempre a specificare che i fondatori del brand sono Mario e Paola Foroni—proprietari del maglificio MF1—che nel 2017 hanno deciso di immaginare un metodo innovativo per smaltire gli scarti delle materie prime presenti nel loro magazzino. Così nasce MTOF, come piattaforma per rimettere in circolo tessuti o materiali di scarto. Entrambe ci siamo conosciute lavorando in MF1 e con il tempo siamo diventate le direttrici creative del brand. Il nostro compito è quello di ricercare ogni giorno nuovi metodi per sfruttare tutte quelle rimanenze di filato che altrimenti sarebbero destinate al macero. 

Quanto c'è di voi in MTOF? 
MTOF contiene molte delle nostre visioni. Ognuna di noi offre il proprio punto di vista che è sempre diverso eppure, spesso per nostra sorpresa, complementare. Ci siamo subito innamorate del progetto e ne abbiamo percepito le immense possibilità. Questo entusiasmo ha avuto la propria manifestazione nel lavoro che facciamo da MTOF. E se oggi i nostri amici riescono a vederci e riconoscerci nei capi che creiamo, è perché abbiamo delineato in maniera netta la strada che abbiamo in mente per il bran, e siamo molto fiere di come si sta evolvendo.

MTOF brand emergente maglieria sostenibile

Come definireste in tre parole il vostro brand?
Provare, fare e rifare.

Da dove deriva invece la scelta di concentrarvi esclusivamente su una maglieria prodotta e confezionata in Italia? 
La nostra non è stata una scelta, ma una strada da cui non potevamo toglierci. Entrambe siamo ingegnere e designer di maglieria e i fili, i punti e le tirelle sono elementi che fanno parte del nostro quotidiano. Era fondamentale poter usufruire del know-how italiano costruito da Mario e Paola per dargli un nuovo valore. Gli uffici creativi di MTOF sono a Valeggio sul Mincio, all’interno dei laboratori di MF1, e questo particolare aspetto è parte integrante dell’identità del brand. Infatti, le mani, i volti e le personalità dei progettisti che stanno dietro al brand, diventano la narrazione che lega tutta la realtà di MTOF. Ognuno di loro segue quotidianamente le fasi di sviluppo e realizzazione delle collezioni, e per questo sono stati coinvolti per reinterpretare il nostro nuovo progetto What a messy surprise!

MTOF brand emergente maglieria sostenibile

Parlateci delle tecniche che utilizziate per creare la vostra maglieria.
Tanta pazienza, amore e tatto. La maglieria è mutevole, e per questo è essenziale osservarla in ogni suo stadio per capirla, riconoscerne i pregi, i difetti e i limiti, per poterla sfidare continuamente! In ogni capo ci piace unire tecniche diverse come jacquard, intarsi, punti mossi, stampe, ricami e applicazioni. Solo attraverso una conoscenza profonda della maglieria si possono creare e inventare nuovi punti maglia—anche partendo da un errore di programmazione.

Se doveste scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
Probabilmente ci troveremmo sedute allo stesso tavolo allestito per l’occasione nel retrobottega di un pastificio Valeggiano, avvolti dall’odore di pasta fresca e dai racconti della leggenda del nodo d’amore. Un pranzo esperienziale in cui arte, design e tradizione si amalgamano.
Eleonora: Io inviterei Raf Simons e Phoebe Philo. 
Alessia: Io Francesco Risso e Katie Stout.

MTOF brand emergente maglieria sostenibile

Parlando di sostenibilità: perché è importante e in che modo si può ridurre l'impatto ambientale di un brand? Volete raccontarci anche del vostro progetto “What a messy surprise!”?
Non possiamo fingere di vivere su un altro pianeta e dobbiamo essere consapevoli dell’urgenza di contrastare la crisi ambientale. Con MTOF cerchiamo di realizzare delle collezioni contenute: l’idea è di progettare capi che possano far parte del nostro guardaroba per anni e che successivamente possano essere indossati da qualcun altro. Acquistiamo meno, impariamo a conoscere quello che indossiamo e se poi non ci piace più, giochiamoci, scambiamoci i vestiti e contribuiamo al loro ricircolo. Un capo non dovrebbe essere vecchio dopo una stagione!

Con What a messy surprise! ci impegniamo a parlare di sostenibilità, divertendoci nel frattempo. Il nostro mantra è: ROCCHE, ROCCHE, ROCCHE. Ogni giorno, come due esploratrici, selezioniamo questi coni di carta ricoperti di filato dentro a scatole e container, rocche che si trovano lì perché troppo piccole per essere usate dalle aziende. Vogliamo creare una capsule seasonless, e ad oggi uno dei pezzi più iconici del progetto è il girocollo reversibile caratterizzato da uno jacquard esplosivo con colorazioni e artwork sempre diversi, che vuole enfatizzare il concetto di meraviglia per porre sempre più attenzione ai valori che ci stanno a cuore. La parola chiave di WAMS è tramandare. Tramandare il savoir-faire, tramandare capi che hanno storie da raccontare e soprattutto tramandare il rispetto per il pianeta in cui viviamo.

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Il progetto si espande anche attraverso la vostra rubrica “WAMS BY”, dove create delle connessioni con artisti emergenti e non. Raccontateci più nel dettaglio di che cosa si tratta.
WAMS BY è una rubrica nata spontaneamente, è stata un bisogno necessario. Scoprire, selezionare e dare voce ad artistз giovani e talentuosз ci ha sempre emozionato. Vedere come identità diverse tra loro reinterpretino e rielaborino i nostri capi secondo la propria visione è un processo che ci affascina ogni volta. Ci sentiamo rappresentate da una community che condivide i nostri stessi valori e come brand crediamo nel sostenere giovani emergenti per poter cambiare attivamente le attuali dinamiche che dominano sul fashion system.

Cosa c’è nel futuro del vostro brand?
Eleonora:
Da parte mia, sempre più sperimentazione, tanto divertimento e moltissimo impegno. Con MTOF, vorrei contribuire sempre di più a un sistema che possa gestire al meglio il problema delle rimanenze di magazzino, creando un piano di riutilizzo interno, strutturato e semplice. Per questo è importante che all’interno di un sistema ognuno faccia la sua parte, seppur piccola.
Alessia: Condivido quello che ha detto Eleonora, e vedo anche un futuro ricco di avventure e cambiamenti per MTOF. Voglio impegnarmi per sviluppare un concept di ufficio stile sempre più dinamico e una direzione creativa attenta a far emergere tutte le personalità che fanno parte del team.

MTOF brand emergente maglieria sostenibile
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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa MTOF

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