Ascend Beyond, il brand che mixa pratica, progetto e pensiero

Il giovane marchio milanese utilizza la moda come timone per navigare le torsioni (e distorsioni) dei processi creativi.

di Giorgia Imbrenda
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29 aprile 2022, 11:07am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Ascend Beyond, il marchio nato nel 2021 dai creativi Emanuele Abbondanza e Marco Grossi.

Amici di lunga data—si conoscono dall’età di 8 anni—e uniti da una passione comune per la progettazione, l’arte e la cultura, Emanuele e Marco decidono di inserirsi nel mondo del design prendendo direzioni differenti studiando chi Fashion Design e chi Design del Prodotto. Condividendo la stessa impronta progettuale, anche se declinata in discipline diverse, la coppia decide nel 2021 di fondare un brand che potesse mixare e sublimare i loro interessi, pratiche e visioni con il comune obiettivo di indagare le potenzialità dei processi creativi ed esprimere il proprio mondo interiore al tempo stesso.

Tra collaborazioni, progetti paralleli, capsule e la loro collezione di debutto “Nothing Happens Overnight”, il brand ha già delineato un’identità forte, autentica e improntata alla sostenibilità, inserendosi nel panorama di brand emergenti che stanno smuovendo i processi e le intenzioni dell’industria di moda. Ispirate da questo progetto, abbiamo voluto parlarne direttamente con i fondatori per saperne di più sulle finalità e la filosofia che lo contraddistinguono.

intervista di moda rebel label Ascend Beyond

Ciao Emanuele e Marco! Partiamo dall’inizio. Raccontateci del vostro background, di come vi siete conosciuti e di come siete arrivati a fondare il vostro brand.
Ciao! Siamo entrambi di Milano, abbiamo 26 anni e ci siamo conosciuti facendo Scout all’età di 8. Da allora, abbiamo vissuto assieme un gran numero di esperienze, condiviso amici, posti, situazioni e soprattutto interessi ed influenze di ogni tipo. Il mio interesse per i vestiti è nato quasi per necessità, quando ero molto piccolo balbettavo e così ho trovato nella progettazione di abiti la modalità più comoda per esprimermi—una t-shirt di un brand di skate comunicava subito cosa mi piacesse o chi fossi.

Appassionandomi proprio della cultura skate e dei graffiti ho anche avuto modo di immergermi in culture per le quali il modo di vestire e il concetto di stile è di estrema importanza. Col passare del tempo, il problema della balbuzie si è risolto, ma i vestiti sono rimasti il mio modo di raccontare chi sono. Così ho studiato Design della Moda e ho iniziato a occuparmi dello sviluppo prodotto per un brand di moda milanese. Marco, a differenza mia, ha uno sguardo decisamente più tecnico—infatti dopo il liceo ha studiato Design del Prodotto specializzandosi in Progettazione. A maggio dell’anno scorso abbiamo capito che avevamo voglia di creare qualcosa di nostro, di raccontare una storia e collaborare con altri progetti, così abbiamo ideato Ascend Beyond. Io mi concentro sul design e la direzione creativa, mentre Marco segue la produzione e lo sviluppo.

intervista di moda rebel label Ascend Beyond

Qual è il concetto alla base di Ascend Beyond? Perché avete deciso di chiamarlo così?
Ho sempre voluto realizzare un progetto che mi desse la possibilità di esprimermi in maniera libera, ma ho sempre fatto molta fatica a capire quali fossero i passi da compiere per riuscirci. Io e Marco abbiamo riflettuto molto su questo tema. In un’epoca come quella contemporanea, in cui siamo costantemente aggiornati su ciò che fanno le altre persone, è complesso capire davvero chi siamo e cosa vogliamo dire. Il nome del brand vuole essere proprio uno sprono ad “andare al di là” di queste difficoltà, provare a fare quello che si desidera e superare le proprie indecisioni e insicurezze. Ci è molto cara la frase di Rick Rubin che dice: “Take the first step and see where it leads,” noi abbiamo provato a farlo e cerchiamo di mantenere questa rotta.

Parlateci della vostra ultima collezione. Quali sono i riferimenti e le influenze da cui avete tratto ispirazione?
La nostra ultima collezione ruota intorno all’interazione tra i pensieri e gli stati d’animo che si provano quando si inizia a fare qualcosa che si desidera davvero. Volevamo comunicare una sensazione di calma e accettazione, spostando l’attenzione sul concetto di darsi del tempo per far fiorire i propri progetti. Da qui il titolo Nothing Happens Overnight, che popola parte delle grafiche dei nostri capi. Accanto a questo messaggio, la collezione trae ispirazione sia dal mondo del workwear che a quello del formalwear, il taglio di un pantalone da carpentiere incontra una lana gessata come quella di un completo, i tirazip delle giacche in velluto sono ricavati da cucchiaini da caffè dei corredi di amici e familiari, creando così un legame con quell’immaginario mediterraneo che ci appartiene. Quello che cerchiamo di fare è progettare capi in cui le persone possano sentirsi bene e tentiamo di farlo raccontando una storia personale, raccontando ciò che ci circonda e appassiona.

intervista di moda rebel label Ascend Beyond

Parlando di sostenibilità: perché è importante e in che modo si può ridurre l'impatto ambientale di un brand?
La sostenibilità è un tema che ci è molto caro, vogliamo avere il minor impatto possibile sul nostro pianeta. Essendo alla nostra prima collezione, ogni giorno capiamo come migliorare la nostra produzione facendo nostra la cultura del riciclo e del riutilizzo: è un processo in perenne evoluzione. La grande maggioranza di quello che produciamo è realizzata a partire da tessuti di recupero, andiamo a utilizzare risorse pre-esistenti senza produrre nuovo materiale—da qui l’idea dei tirazip creati dai manici dell’argenteria. Quando non ci è stato possibile utilizzare tessuti deadstock, abbiamo selezionato i materiali in base a criteri di sostenibilità ambientale, prestando attenzione anche al packaging degli abiti, eliminando completamente la plastica e creando delle buste in canvas di cotone riutilizzabili da chi acquista i nostri capi.

Cosa pensate degli NFT e cos’è per voi il Metaverso?
Ho pensieri contrastanti sul Metaverso. Mi affascina, ma al tempo stesso sono concentrato a vivere il presente e cercare un ritmo il più umano possibile anche nel lavoro. Penso che possa essere un’opportunità interessante che come brand potremo valutare nel futuro, quando avremo trovato l’approccio più autentico per noi. Per quanto riguarda gli NFT, entrambi pensiamo che sia un modo nuovo per artisti e progettisti di creare ed esprimersi, e questa è sempre una cosa positiva. Ogni nuova modalità di condivisione del proprio lavoro è interessante se utilizzata in maniera sincera.

intervista di moda rebel label Ascend Beyond

Se doveste scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
Questa domanda è davvero difficile! Dovendo scegliere, ci piacerebbe invitare a cena a casa e cucinare per Emily Bode di Bode, Martin Margiela e Ben Gorham di Byredo. Siamo partiti da una lista molto fitta e sono rimasti fuori per un soffio anche Samuel Ross e Jony Ive. Abbiamo scelto però questi tre designer perché ci affascina come siano stati capaci di creare non solo dei prodotti di alta qualità, ma anche un vero e proprio universo incredibilmente immersivo e curato in ogni singolo dettaglio. Ogni azione, ogni elemento comunicativo, il packaging, dall’arredamento fino al profumo dei loro store, tutto è coerente e sincero ed è quello che ci piacerebbe fare con Ascend Beyond.

Parlatemi del vostro collettivo e della serie di episodi chiamati “In My Room” che avete creato? Da dove e perché nasce questo lavoro?
Il collettivo di creativi che ci aiuta a dare forma a quello che immaginiamo è una delle evoluzioni del brand di cui siamo più fieri. È nato tutto in maniera molto organica, quando abbiamo deciso di coinvolgere persone che ci ispirano e dare loro uno spazio per esprimersi, ognuno nel proprio ambito. Lasciare loro questo grado di libertà creativa ha davvero alzato la qualità del lavoro, da soli non ne saremmo stati capaci—è bello poter condividere un percorso con persone che stimi. La serie “In My Room”, invece, è un progetto che nasce dal nostro maniacale interesse per il processo creativo e la sua relazione con la nascita e lo sviluppo di un’idea: che sia un libro, un abito o un disco, cerchiamo di indagare come queste intuizioni interagiscono con lo spazio creativo. Abbiamo scelto di iniziare dalla camera, essendo lo spazio dove prendono forma le nostre idee. Ci piacerebbe portare avanti questo progetto di pari passo con la crescita del brand e analizzare nuovi spazi creativi.

intervista di moda rebel label Ascend Beyond

A cosa state lavorando attualmente e cosa ci sarà nel futuro di Ascend Beyond?
Attualmente, oltre a lavorare alla prossima collezione, stiamo lavorando alla produzione di contenuti e al lancio di una capsule a giugno. Sarà una cosa speciale e collaborativa, che prenderà forma nello spazio di Volta Footwear a Milano. Per il lungo termine, riteniamo sia molto importante per noi riuscire a raccontare sempre meglio, stagione dopo stagione, il nostro immaginario, arricchendola di dettagli che la rendano sempre più espressiva, pur rimanendo coerenti a ciò che siamo. Desideriamo crescere al nostro ritmo, senza correre, e facendo il migliore lavoro possibile. Per ora, alzarci ogni giorno e fare quello che ci piace è una grande fortuna e vogliamo continuare a celebrarla.

intervista di moda rebel label Ascend Beyond

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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Fotografie: Claudia Professione
Stylist: Elena Pacino
Talent: Rufus Brown, Monica Biseo

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