Fondazione Forma per la Fotografia non farà più mostre fisiche a Milano

Da quasi due decenni è al centro del panorama artistico italiano, e ora ha deciso che il futuro della sua programmazione sarà digitale.

di Carolina Davalli
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21 dicembre 2020, 12:17pm

Tra le docce fredde che ci hanno travolto durante questo 2020 ormai agli sgoccioli, c’è stata la scoperta che dimensione, percezione e valore di uno spazio fisico possono essere ridefiniti all’infinito.

A Fondazione Forma per la Fotografia è successo esattamente questo: rifugio sicuro e accogliente per più di 120 mostre fotografiche, ha oggi deciso di staccarsi dalle contingenze fisiche per immergersi nell’universo digitale.

Una decisione che tende a rendere il progetto della Fondazione sempre più fluido e dinamico, che però non escluderà il formato in presenza quando vi sarà l’occasione di riproporlo, sperimentando nel frattempo con nuove tipologie di aggregazione e di presentazione.

Attualmente chiusa per le direttive di contenimento per la pandemia da Coronavirus, La prossima immagine, sarà dunque l’ultima mostra fisica nella sede milanese della Fondazione Forma per la Fotografia, una mostra il cui titolo diventa involontariamente il sigillo di una nuova direzione e di un nuovo inizio.

E se le fotografie appese alle pareti di Fondazione Forma sono sempre state finestre su altri mondi—con la pratica analogica dell’allestimento che si estendeva sulle superfici, inglobava i vuoti e si infrattava dentro agli angoli delle sale apparentemente spoglie di Via Meravigli—l’idea sembra ora essere quella di creare spazi di connessione esclusivamente virtuali.

Attività didattiche, corsi, workshop, incontri e occasioni di ricerca degli archivi Berengo Gardin e Branzi prenderanno una forma esplicitamente digitale, così come il lavoro di affiancamento alle mostre di altri enti museali come il Palazzo Reale di Milano e il Museo MAXXI di Roma.

Allo stesso modo, saranno privilegiati i canali social già popolati dai critici, fotografi e ricercatori che fanno parte del ciclo di incontri Leggere la fotografia, progetto che ha già trovato spazio nelle pagine del libro pubblicato da Contrasto, Nuove visioni.

Inoltre, tra i progetti per il futuro, Forma metterà al primo posto la realizzazione della Biblioteca dell’immagine, una selezione di libri che coinvolge e celebra il patrimonio fotografico della città di Milano.

Un cambiamento, un compromesso che sappiamo sarà sicuramente fruttuoso e proficuo, anche se dimostra quanto il mondo dell’arte sia stato costretto a tirare le somme di fronte di una crisi come quella della pandemia.

E se riconoscere che un luogo può non essere eterno è una presa di coscienza difficile da digerire, lo è ancor più per chi alcuni spazi li abita, li frequenta e li cura da sempre, rendendoli portali e dispositivi immaginifici che da sempre alimentano la nostra cultura.

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