Fotografia di Spike Jonze

Leggi la nostra intervista a Travis Scott sul suo nuovo album "Utopia" 👀

Travis è la prima cover star del nostro nuovo numero "The Utopia In Dystopia Issue", e qui trovi una lunga intervista in cui parla di paternità, musica in uscita e pandemia.

di Danil Boparai; foto di Spike Jonze; traduzione di Carolina Davalli
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04 settembre 2021, 4:00am

Fotografia di Spike Jonze

Questo articolo è apparso originariamente sul numero di i-D “Utopia in Dystopia Issue”, n. 362, Primavera 2021. Ordina la tua copia qui. Oggi, in occasione dell’anniversario dell’album “Rodeo”, ve lo riproponiamo.

Durante un periodo in cui ci siamo trovati a mettere in discussione praticamente tutto ciò che ci circonda, dal nostro intero sistema sociale alle quattro mura nelle quali viviamo, Travis Scott era impegnato a costruire il suo personalissimo mondo dei sogni. In poco più di un decennio, il 28enne originario di Houston–all’anagrafe Jacques Bermon Webster II–è passato dall’essere il tipico studente che abbandona gli studi a leader indiscusso della sua generazione, soddisfacendo, senza mai mancare il colpo, un’incessante domanda di contenuti istantanei, provocatori, innovativi e, soprattutto, autentici. La sua straordinaria capacità di ibridare gli ambienti della musica, dell'arte e della moda, e il suo desiderio impellente di creare e collaborare, hanno portato Travis a dominare la scena dell'hip-hop, spingendolo verso nuovi luoghi, e nuovi suoni.

In parte rockstar, in parte magnate dell'hip-hop, l’artista sembra seguire le orme di predecessori iconici come Pharrell Williams e Kanye West, allontanandosi al tempo stesso da quei modelli per offrire qualcosa di più nuovo, più moderno, più fluido. Rinunciando i tropi del rap lirico tradizionale, Travis Scott ha definito un immaginario di paesaggi sonori atmosferici e sfacciati, ambientazioni lo-fi dominati dall’autotune–mescolando un’energia psichedelica ad una più punk, ottenendo così l'approvazione del suo ormai fedelissimo seguito. E il suo approccio apparentemente rivoluzionario e innovativo, sembra aver a tutti gli effetti previsto il futuro della scena musicale, e non solo. Le sue personali interpretazioni dello streetwear sono oggi imitate da intere masse, desiderose di mettere le mani su qualunque cosa lui progetti o indossi, che sia un colore specifico di una felpa Supreme, o un paio di sneaker della sua collaborazione con Air Jordan. Non c’è rischio che l’artista non corra, e spesso le sue idee finiscono sempre per avere ripercussioni a livello globale.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Travis indossa un maglione Marni. Camicia Prada. Gioielli dall'archivio del modello.

È stato proprio nel 2012, mentre lavorava con Kanye sia alla compilation Cruel Summer di GOOD Music che al suo mixtape Owl Pharaoh, che Travis ha catturato l'attenzione dei fan dell'hip-hop, che lo hanno subito proiettato direttamente al top della scena. Così, nel 2015, ha pubblicato il suo primo album in studio, Rodeo, ma è stato solamente a partire da Birds In The Trap Sing McKnight del 2016, che ha iniziato a tracciare la sua cifra distintiva; collaborando con i pesi massimi dell'hip-hop come Kendrick Lamar e Young Thug, lavorando con Nick Knight per scattare l’iconica copertina e spiccando il volo su un uccello animatronic durante i suoi live, ormai leggendari e intrisi di sudore–dove la sua fedele legione di fan adolescenti dava inizio a pogo a comando, perché Travis voleva che si sfogassero e infuriassero al suo fianco.

Ma non esiste nulla di tutto questo che possa paragonarsi al fenomeno Astroworld del 2018, il progetto che ha fatto letteralmente breccia e sfondato la barriera del mainstream. Più che un album, questo era un vero e proprio manifesto; del tipo che dà forma ad un proprio festival e che ha prodotto il suo primo singolo numero uno "Sicko Mode", che ha spazzato via critici, aspettative dei fan e tendenze di mercato, per posizionarlo come la rapstar più emozionante, fluida, multi-platino e pluri-Grammy della scena. Da lì, sono seguiti altri tre singoli numero uno. E poi? Milioni di fan in tutto il mondo hanno trascorso gli ultimi due anni all’assidua ricerca di più dettagli sul futuro musicale dell’artista, ma tutto quello che ci è concesso sapere finora è il titolo del nuovo album: Utopia.

Travis Scott e Stormi scattati da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Pantaloni Rick Owens. Scarpe Nike.

In questo lasso di tempo, Travis si è sempre più avvicinato alla figura di una divinità contemporanea, apparendo ovunque sui nostri schermi ed essendo onnipresente nelle sfere dei più grandi marchi e case di moda del globo, i quali hanno tutti, in un modo o nell’altro, cercato di accaparrarsi la sua immagine. Ha lavorato con Nike, McDonalds e Playstation, pur avendo costruito un capitale culturale sufficiente per poter inserire sé stesso direttamente nel mercato internazionale.

In qualche modo, sembra strano che Travis ci appaia ancora così enigmatico, timido di fronte ai media e riservato nelle interviste, nonostante sia un maestro indiscusso delll’arte dell'autopromozione.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Pantaloni Raf Simons vintage da Artifact NY. Boxer Calvin Klein. Calze dall'archivio del modello.

Dunque, chi avrebbe potuto intervistarlo, se non qualcuno che gli è pari? Magari, proprio un architetto di personalissimi e complicatissimi universi? Qui, Robert Rodriguez–l’acclamato regista di From Dusk Till Dawn, Spy Kids e Sin City–pone a Travis tutte le domande a cui i suoi fan pregano di avere una risposta: dalla creazione dell'album più atteso dell'anno, a quali sfide ha incontrato in studio mentre una vera e propria distopia sembrava dilagare al di fuori di esso, fino a come è cambiata la sua percezione della vita da quando è diventato padre.

Robert: Ei, ciao Travis.
Travis: Ciao! Buon anno!

Buon anno anche a te. Sono ad Austin, in Texas. Tu, invece? Sei a Los Angeles?
Sono a Houston.

A Houston. Bene, anche tu sei tornato a casa. Bene.
Sì, sono qui. Ho appena visto la partita dei Rockets contro i Lakers.

È bello sentirti, davvero.
Veramente, mi manchi un casino. Come sta andando quella roba di The Mandalorian?

Sta andando bene. È uscito il mio episodio di Boba Fett e poi abbiamo annunciato che avremmo fatto tutta una serie su Boba Fett, e ora sto lavorando su quello. Tutto ciò che dovevo tenere segreto è uscito, quindi è andata bene.
Quale episodio hai fatto? Devo vederlo.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Maglia Raf Simons vintage da Artifact NY.

Ho fatto il sesto episodio. Ho anche fatto questo film ispirato un po’ a Spy Kids chiamato We Can Be Heroes, è uscito su Netflix a Natale e ancora adesso è il film più guardato al mondo. Ma sei tu hai avuto l’anno migliore di tutti! Tre singoli numeri uno, stai andando alla grande! Stai lavorando ad un altro album? Con chi stai lavorando?
Sì è stato proprio assurdo quest’anno. Non racconto mai quello che faccio, e probabilmente terrò il segreto fino alla fine, ma sto lavorando con gente nuova e sto cercando di espandere la mia musica. Ho ricominciato a fare basi, e a rappare sulle mie basi, poi metto tutto insieme e da lì cerco di farlo crescere. È una delle cose più divertenti di lavorare a quest’album. Sto evolvendo, collaborando con nuove persone, dando forma ad un sound completamente nuovo, un nuovo perimetro.

Come ti stai approcciando al fatto che devi competere con qualcosa di così immenso come Astroworld? Qual è il tuo mindset? Usi delle strategie?
Il fatto è che non voglio mai ripetermi, e sto cercando di creare una nuova saga… ogni album è come una saga. Sai, sei uno dei miei registi preferiti. Tutto ciò che fai è pazzesco.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Maglia e pantaloni Raf Simons vintage da Artifact NY. Scarpe Nike.

Grazie, davvero. È molto, molto gentile da parte tua.
Sei.. diverso, amico. E–tornando al discorso della collaborazione–la roba che hai fatto con Frank Miller è stata assurda. Collaborare per i film è molto diverso, i registi non è che collaborino spesso. Uno dirige, l’altro scrive, o uno lavora con la sceneggiatura di un altro. Scusa, quest’intervista dovrebbe essere incentrata su di me ma, devo chiederti una cosa di From Dusk Till Dawn. Avete costruito davvero quel club?

Sì, era un set. Era una facciata che abbiamo messo in mezzo ad un lago prosciugato e l’interno era invece costruito in una vecchia fabbrica di spezie. Il retro invece era un dipinto. Quindi è un misto di miniature, dipinti, facciate—si fa di tutto per creare un’illusione. Siamo entrambi del Texas, e entrambi ci sentiamo degli outsider—dobbiamo fare tutto quello che possiamo per far funzionare la carriera e per fare tutto ciò che ci ispira. E sicuramente, comunque, c’è sempre una certa pressione a seguire un successo. Come hai realizzato di aver creato l’album dell’anno? Senti questa pressione?
Non sento la pressione, se non quella di ispirare i fan. C’è così tanto spazio da esplorare, e io voglio esplorarlo, e amo la sfida che questo comporta. Voglio creare un fott**to nuovo suono. E passerò così tanti giorni a sbattere la testa contro il muro per riuscirci, ma una cosa che ci riesci, poi diventa estasi pura.

Travis Scott  e Stormi scattati da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Tutti gli abiti dall'archivio personale dei modelli.

Sei esattamente dove devi essere mentalmente, perché quando le persone sentono la pressione di competere con ciò che è già uscito, si mettono nella posizione di pensare il progetto nella maniera sbagliata. Quando hai creato Astroworld non eri in un mindset in cui sentivi pressione. E questa è una lezione, sai? Possiamo parlare del tuo approccio alle collaborazioni, in generale? L’anno scorso hai lavorato con Christopher Nolan, Nike, McDonalds, Fortnite, Playstation… sono tutte figure e aziende molto diverse. C’è un filo che lega tutto questo?
Sai, è come con Nike… sono le scarpe che indosso, che ho portato fin da quando ero piccolo. Playstation—quando non stavo bene, da ragazzino, il gaming era la mia fuga dal mondo. Quando ero giovane in studio, certe volte non si avevano i soldi per mangiare, sai? Allora c’era solo McDonald’s. Quel doppio cheeseburger ci dava l’energia per superare quei momenti. Tutto sta nel creare un’esperienza, anche se sono cose piccole. Queste collaborazione sono un mezzo, pezzi di quotidianità, aziende enormi che ci hanno dato la possibilità di generare idee. E nel 2021, vogliamo continuare ad evolvere, a generare.

Come ha cambiato il tuo approccio alla musica, il diventare padre? So che hai una bambina. Anche io ho figli, e la cosa mi ha cambiato. Essere padre ha cambiato il tuo modo di fare musica, di performare, il tuo lifestyle?
Essere padre influenza il mio lavoro. È un’ispirazione senza fine, sai di che parlo, vero? Specialmente Stormi, si comporta proprio come una bambina. È sempre interessata, curiosa, impara e si adatta alle situazioni così velocemente. È assurdo, la generazione di Stormi è così diversa dalla mia, ed è totalmente diversa anche da quella dei miei fratelli minori. I bambini ti danno una visione diversa della vita, come guardano le cose, il tipo di pressioni che sentono e ciò che li rende felice, ciò che li tiene in movimento. Tipo, come quando guarda certi film o ascolta certa musica. O quando guarda i miei concerti su YouTube e realizza di essere lì. Mi sono reso conto che il mio lavoro è molto più importante di quanto pensassi, grazie a lei. Più responsabilità, hai presente? Bisogna usarla bene.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Boxer Calvin Klein. Occhiali Jacques Marie Mage.

Diventano i tuoi collaboratori migliori.
Sì, è vero. Essere padre è… non vivi più per te stesso. Stavo spingendo già così tanto per i miei fan e ora, con Stormi…è troppo bello.

È stata l’aggiunta migliore della mia vita. Ed è anche il motivo per cui faccio film per ragazzi. Volevo che qualcosa li ispirasse.
Spy Kids è uno dei miei film preferiti.

Me l’hai detto! Mi hai raccontato che tu e tuo fratello minore lo guardavate quando eravate piccoli e la cosa mi ha sconvolto.
È così assurdo perché mentre guardavo il film pensavo, ‘Questo è molto più pazzo degli altri film per ragazzi. Non è un film per ragazzi, hai presente che intendo?’ Quella roba davvero sconvolge le regole dei film dei ragazzi.

Era 20 anni fa!
Wow. 20 anni! Assurdo.

L’ho fatto per i miei figli! Volevo che si sentissero come nel futuro. Ora è quasi la realtà ma al tempo erano idee abbastanza folli.
È pazzesco come puoi esplorare un genere e poi creare un film che riempia i cinema di ragazzini. È parte dell’essenza di ciò che fai, riuscire a fare entrambe le cose.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 

Una cosa che amo della tua musica è il fatto che è molto cinematica, visiva, è come se fossi un regista e vedessi la connessione tra musica e film. In che modo la pandemia ha influito sull’album? Siamo stati entrambi molto prolifici, nonostante tutto.
Mi ha reso molto più produttivo. Sai, non fai più spettacoli, non viaggi quasi più.  Stai a casa, nello studio, e hai la pace di poter registrare tutto il giorno. Ovviamente si impazzisce, alla lunga, a non poter viaggiare, a non poter vedere la terra dall’alto.

Probabilmente non ti rendi nemmeno conto di quanto ispiri tutto questo prima che ti sia tolto, e poi sei oh, ok, è dura stare nello studio tutto il giorno. E tornerai con il tuo festival, in un mondo post-corona? Come sta andando quello?
Se tutto va bene riusciremo per la fine dell’anno, a novembre.

Wow, sarebbe incredibile.
Ovviamente devi venire.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Jacket courtesy di Spike Jonze.

Voglio parlare della nostra ispirazione condivisa, perché amo come il tuo suono sia così cinematico. Sembra che trasporti questa qualità filmica nella tua musica. Musica e film sono connessi in così tanti modi. E poi sembra che guardi alle nuove tecnologie come ambiente per sfogare la tua creatività, sia musicalmente che visivamente. Quali sono i tuoi processi creativi quando si tratta di musica e immagine, e la connessione tra musica e film?
So che sembra didascalico ma metto i tuoi film per ispirarmi a fare musica. Tutti quanti. Il modo in cui usi la musica nei tuoi film è come intendo io la musica, come mezzo per addolcire, giocare, e schifare: è l’essenza della musica. Tutti questi diversi modi in cui la musica si accavalla, in cui, per esempio, lo schifo diventa bellissimo, ed è tutto così magico, tutte queste modalità anche un po’ “sick mode”, sai di che parlo. Le tue immagini alimentano la mia immaginazione, che sia una strada spianata, il colore di una roccia…

Cosa ti piace del Messico? Cosa ti lega a quel posto? Io amo lavorare lì.
Il Messico, sai, è così assurdo. Vedo ovunque immagini di cactus e ho avuto varie visioni di immagini di cactus. Così tantissime persone hanno iniziato a mandarmi oggetti con sopra dei cactus. Mi sconvolgeva il fatto che qui ci fossero gli alberi e che lì ci fossero delle vere e proprie montagne ricoperte di cactus. Un esercito di cactus…

Ti devo portare nel posto dove sto lavorando in Messico. È davvero facile arrivarci, bisogna entrare nei canyon e lì sei davvero circondato da cactus. Volevo fare lo shooting per il magazine proprio li. Era assurdo. Quando sono arrivato allo studio lì in Messico, ho avuto una sensazione che non sperimentavo da tanto tempo. Era pazzesco, e ora lavoro lì da un paio di mesi.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Camicia e pantaloni Prada.

Lavoriamo entrambi nell’industria dello spettacolo. Quello che facciamo ispira le persone, offre una via di fuga dalla realtà e permette di guardarla con occhi nuovi… può dare delle vere e proprie illuminazioni. L’arte può salvare vite in molti sensi, può ispirare una nuova vita. E sembra che quello che facciamo sia ancora più importante adesso. Credo che l’arte sia più importante che mai.
Hai ragione, e non avrei potuto dirlo meglio. Credo che sia proprio così, dobbiamo fare sempre di più. E ora è più cruciale che mai, offrire qualcosa, mi capisci?

Corri a finire l’album! Il mondo ne ha bisogno.
Sta arrivando, e presto. Puoi scommetterci.

Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 
Travis Scott scattato da Spike Jonze per la cover del numero di i-D 

Crediti


Fotografia di Spike Jonze
Fashion director Carlos Nazario

Styling Mackenzie Grandquist e Alexandra Grandquist.
Capelli Yazmin Adams.
Make-up Amber Amos per The Only Agency.
Groomer Marcus Hatch.
Assistenti alla fotografia Patrick O’Brien-Smith e John L. Mims.
Assistenti allo styling Raymond Gee e Ruby Bravo.
Sarta Susie Kourinian.
Produzione Wes Olson per Connect the Dots Inc.
Coordinatrice della produzione Hannah Murphy per Connect the Dots Inc. Assistenti alla produzione Sonny Johnson, Tyler Werges e Kiyo Vigliotti. Direttore casting Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.

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