i-D premiere: "1 2 3 stella" di Luchino Luce e il suono spartiacque tra Millenial e Gen Z

Quando non puoi ballare, tira fuori la telecamera, premi rec e mettiti a correre.

di Carlotta Magistris
|
11 giugno 2021, 12:05pm

Tutto sommato, non sono passati neanche troppi anni da quando PoP_X portava i suoi live surreali nel panorama indie distorcendolo e creando tormentoni pseudodemenziali, con l’autotune spinto e una certa tendenza verso la distopia testuale. Un gusto che oggi sembra continuare a piacere molto. E oggi, da quella scena veneta che di recente sta iniziando a farsi vedere, esce il primo EP di Luchino Luce, classe ‘98, che sembra riportare ad atmosfere simili a quelle dei primi Duemila, spostando però il focus su un altro tipo di estetica e di dimensione comunicativa.

Prodotto dalle menti di Luchino e Dodger, 1:1 musica e testo, 1 2 3 stella, nonostante lasci intravedere un tono nostalgico, è figlio della generazione e del contesto storico in cui è stato concepito, quella wave internettiana e post-digitale che ha modellato un certo tipo di musica del presente e del prossimissimo futuro. Lo si sente nel modo in cui i testi dialogano con i suoni, eterei e scanditi da frasi taglienti e crude, che riportano a quella dimensione da copy social che ti si tatua in testa.

Questo è il suono di uno di quegli spartiacque transmediali tra Millennial e Gen Z, e abbiamo incontrato Luchino Luce per parlarne insieme.

Ciao Luchino, di dove sei?  
Sono nato e cresciuto a Padova. Sono uscito dal Veneto per trasferirmi a Milano per studio, ma la pandemia mi ha riportato dalle mie parti.  

Come hai iniziato a fare musica?  
A 13 anni avevo degli amici che facevano freestyle e ascoltavano rap italiano. Una sera li ho raggiunti e ho recitato un testo sul satanismo che mi ero scritto su un foglietto. Tutti hanno iniziato a saltare e urlare come scimmie. Per me è qualcosa di inspiegabile, quella sera mi è rimasta impressa.  

Qual è l’ultimo disco che hai ascoltato?  
Phoenix: Flames Are Dew Upon My Skin di Eartheater. Ad aprile è uscito il videoclip del brano Faith Consuming Hope in cui l’artista veste i panni di una suora che scappa da un convento, per poi avere un incontro erotico con un passante nella metropolitana di Kiev. Ho frequentato le superiori in un istituto di suore, e ritengo che la loro sia una castità mista a desideri indicibili. Questo mi ha fatto capire quanto la vergogna e il pudore siano ancora forti in occidente, nelle forme più velate e improbabili. 

Intervista a Luchino Luce per l'uscita dell'EP 1 2 3 stella

Dammi tre parole chiave per far capire cosa si trova dentro a 1 2 3 stellaEleganza, spiritualità, solitudine.  

E due nomi di artisti che possono averlo ispirato.  
Kanye West e Yung Lean. 

Da quanto vi conoscete tu e Dodger? Nasce prima il sound o il testo?  
Da quattro anni circa, siamo stati coinquilini a Milano per due anni. Nasce  prima il testo, è atipico ma per noi funziona. Tante altre cose del nostro progetto sono atipiche, a partire dal sound iper digitale che a tratti mi ha fatto sentire un cyborg, e mi piace. Voglio fare capire ai miei coetanei che non dobbiamo aver paura del cambiamento. 1 2 3 stella è un EP nostalgico ma tutt’altro che distopico. 

Intervista a Luchino Luce per l'uscita dell'EP 1 2 3 stella

Chi ha girato il video di 2003? Venezia è una città per turisti o una città coi turisti?  
La regia è di Davide Santinello e mia, è stata la nostra prima collaborazione e si è creata una sintonia che posso ritenere vincente. Di solito non è facile, per chi segue il lato tecnico, seguirmi sul set, perché improvviso e gli attori mi assecondano in questo vortice folle; mi sento un po’ come il protagonista di The Disaster Artist. Venezia è una città coi turisti, ma esiste anche una realtà locale parallela, resa viva da istituzioni come IUAV, Belle Arti e Ca’ Foscari. È pieno di giovani in gamba, artisti e non. Uno su tutti, Francesco Niero, direttore artistico di 72v, realtà di cui faccio parte basata tra Padova e Venezia. 

Cosa vuoi essere adesso?  E cosa vuoi fare da grande?
Ora performo davanti a una camera con mie canzoni in background, ma credo che usare solo mie canzoni sia un atto troppo intimo, quasi volgare. Posso fare di più. Voglio arrivare a performare davanti a una camera usando musica di altri. Voglio rendere l’atto performativo una disciplina pop. Per adesso, voglio tornare presto a Milano.

Intervista a Luchino Luce per l'uscita dell'EP 1 2 3 stella
Intervista a Luchino Luce per l'uscita dell'EP 1 2 3 stella
Intervista a Luchino Luce per l'uscita dell'EP 1 2 3 stella
Intervista a Luchino Luce per l'uscita dell'EP 1 2 3 stella

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo di Carlotta Magistris
Immagini su gentile concessione di 72v

Leggi anche:


Tagged:
Premiere
ep
videoclip
luchino luce