Cosa vale la pena vedere alla 17ᵃ Biennale di Venezia

Per non lasciarvi soli e impanicati di fronte all'immenso programma dell'esposizione, abbiamo preparato una breve guida ad hoc sugli eventi e i padiglioni da non perdere!

di Guido Balzani
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27 maggio 2021, 4:00am

Tutte le immagini via @labiennale

Dopo una gestazione più lunga del solito, pochi giorni fa è stata finalmente inaugurata La Biennale Architettura 2021, l’edizione de La Biennale di Venezia dedicata ai progetti d’architettura più sperimentali e innovativi del panorama contemporaneo. E se prima attirava a sé prevalentemente insider del settore, architetti, progettisti e curatori, col tempo anche noi semplici curiosi non vediamo l’ora di vivere questa esposizione.

Sarà perché siamo reduci da un anno e mezzo di pandemia, dove ci siamo trovati rinchiusi e isolati nelle nostre case, stanze e città, o forse è l’incertezza verso un presente instabile, che ci spinge a volere vedere le diverse applicazioni future dell’architettura e dell’urbanistica, discipline che trattano la nostra relazione con gli altri e con gli ambienti che ci circondano. Qualunque cosa sia, non aspettavamo altro che questo momento.

Per immergerci nella Biennale e districarci tra i suoi padiglioni senza perderci, abbiamo stilato una piccola guida ad hoc con una selezione di eventi e mostre che non dovresti assolutamente perderti, per arrivare a Venezia più preparati che mai.

Qui sotto trovi la guida agli eventi da non perdere alla Biennale Architettura di Venezia 2021

Qual è il tema de La Biennale di Architettura 2021 e quali nazioni partecipano

La Biennale di quest’anno vuole rispondere a una domanda tanto concisa quanto complessa: “How will we live together?” A rispondere sono ben 61 nazioni, tra si conta il debutto dell’isola caraibica Grenada, Iraq e Repubblica dell’Uzbekistan, che partecipano all’Esposizione per la prima volta.

Nell’esplorare il quesito, la XVII Esposizione di Architettura vuole offrire una visione rispetto al destino dell’umanità e dell’ambiente. Queste le tematiche proposte dal curatore Hashim Sarkis ai partecipanti della mostra, che hanno dedicato a questo campo di studio le proprie ricerche. L’obiettivo degli studi, degli architetti e dei progetti coinvolti alla Biennale 2021 è infatti quello di inventare nuovi modi per vivere insieme, di ripensare i rapporti tra individui, fauna, flora e tecnologia.

Per scoprire chi tra i partecipanti ha fornito le risposte più interessanti e stratificate alla questione sollevata dal curatore, dovremo aspettare il 30 di agosto. Nel frattempo, però, possiamo esplorare i padiglioni e gli eventi collaterali, immergendoci, anche solo per un attimo, nei possibili futuri dell’architettura.

Biennale Venezia Architettura 2021

I padiglioni da non perdere alla Biennale Architettura 2021                   

Il padiglione della Danimarca, curato dall’architetta Marianne Krogh, è uno spazio allagato da acqua piovana, convogliata da un’apertura sul tetto e da lunghe tubature che attingono a grandi serbatoi contenenti pioggia caduta su Venezia. L’ambiente sommerso è percorso da un elegante camminamento in legno e lo scorrere incessante dell’acqua ci invita a ricercare un naturale modo di convivere insieme, di ritrovarsi in un ambiente semplice e profondamente in contatto con la natura.

Da due secoli a questa parte, la comunità islamica in Gran Bretagna ha dovuto inventarsi nuovi spazi in cui esistere, a partire dalla costruzione dei suoi luoghi di culto: le moschee. Il padiglione del Victoria & Albert Museum, Three British Mosques, curato da Shahed Saleem, mostra tre casi in cui edifici preesistenti o non più in uso come case, cinema e pub, sono stati adattati alle esigenze della collettività, che vi è riuscita a trovare posto per il sacro e i suoi simboli.

È alla mahalla, un tipo di quartiere urbano e rurale, che si rifà il concetto di coabitazione elaborato nel padiglione dell’Uzbekistan curato da Emanuel Christ e Christoph Gantenbein. Nonostante per questo paese sia la prima volta alla Biennale di Architettura, il progetto ha già guadagnato molte attenzioni e apprezzamenti. Complice di questo successo è l’ipnotico reticolo di tubi gialli che percorre gli spazi, nel quale sono inserite immagini e suoni, riprodotti in tempo reale, della mahalla di Tashkent.

Quelli dell’Irlanda, e dell’Austria, sono tra i pochi padiglioni che si sono occupati di esaminare le nuove architetture originate dall’informatica. Nel primo caso, la curatela del gruppo Annex ha messo in luce come i data center abbiano progressivamente occupato uno spazio sempre maggiore, incoraggiando una riflessione sulle dimensioni fisiche delle nostre informazioni personali e sui limiti della comunicazione digitale. Il carico di questa inquietudine è incarnato da un ammasso di telai di ferro, ventilatori e piante, assemblati come fossero totem provenienti da un futuro sconosciuto. È critica anche la curatela di Peter Mörtenböck e Helge Mooshammer che, nello spazio espositivo dell’Austria, hanno provato ad immaginare l’ambiente del futuro, segnato dalla crescente influenza che le platform architecture, le architetture delle multinazionali digitali, stanno avendo nella ridefinizione del paesaggio.

Biennale Venezia Architettura 2021

Il padiglione italiano ha sollevato molte critiche a livello estetico, ma va però riconosciuta la coerenza narrativa data dalla curatela di Alessandro Melis. L’ambiente cupo, riciclato dalla Biennale d’Arte di tre anni fa, e le grafiche cyberpunk, ci calano nel racconto di una collettività possibile, che abita nuove atmosfere eco-tecnologiche. Le Comunità Resilientiquesto il titolo del padiglione—sperimentano metodi interdisciplinari per vivere insieme, unendo architettura, botanica, agronomia, biologia, arte e medicina. Il padiglione Italia ipotizza un’architettura che si muove e si adatta a chi la abita, quasi fosse viva.

Una biblioteca di legno in scala 1:1 che al termine dell’esposizione tornerà nel paese che organizza il padiglione: le Filippine. È questa la risposta semplice ma efficace che la curatela filippino-norvegese di Framework Collaborative ha saputo dare alla domanda che intitola la Biennale: come a dire che è nella cultura—i documenti contenuti dalla struttura riguardano precisamente il tema dell’esposizione—che si possono trovare nuove traiettorie per convivenze possibili. Basta leggere.

Gli eventi speciali de La Biennale Architettura 2021   

Ma i padiglioni non sono gli unici eventi che si sviluppano attorno alla Biennale. C’è anche, per esempio, l’opera di Giuseppe Penone, The listeners, che consiste in un albero rovesciato e fatto sprofondare nella laguna di Venezia, con le sole radici che emergono dal pelo dell’acqua. Questo lavoro, curato da Chus Martínez della Fondazione Vuslat, è espressione di una fluidità esistenziale che l’artista vorrebbe che tutti facessimo nostra.

Biennale Venezia Architettura 2021

E poi c’è il contributo degli otto co-designer dello Studio Other Spaces (SOS)—rappresentato dai suoi fondatori, l'artista Olafur Eliasson e l'architetto Sebastian Behmann—, che conta sulla partecipazione di docenti e curatori di fama internazionale. Il frutto della loro collaborazione è Future Assemply: un progetto in cui piante, funghi rocce e altri elementi vengono riuniti per immaginare nuove forme di convivialità possibili. È la manifestazione di un altro tipo di pensiero, più elastico e sconfinato, perfettamente rappresentato dalle teorie della biologa Donna Haraway, la quale incoraggia la scoperta di nuove parentele, anche e soprattutto, con ciò che non è umano.

Per ultimi, segnaliamo “Charlotte Perriand and I”. Converging designs by Frank Gehry and Charlotte Perriand: un confronto tra il lavoro di due grandi professionisti dell’architettura, trasformato in dialogo sull’idea di casa, dove si fondono diversi livelli di sensibilità. Mutualities, invece, esplora le frontiere della nuova urbanistica tra self-learning, psicologia e neuroscienza. E infine non possiamo non citare le performance di Bruce Nauman a Punta della Dogana, dove l’artista ritorna sui suoi primi lavori, reinterpretandoli.

Per saperne di più su La Biennale Architettura 2021 di Venezia e per consultare la programmazione completa, vai qui.

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Crediti

Testo di Guido Balzani
Tutte le immagini dall’account Instagram de La Biennale

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