i-D premiere: guarda “Somebody”, il fashion film per trovare il tuo posto nel mondo

Il regista Jordan Blady ci ricorda che non è vero che un giorno ti svegli e la tua vita è completa. La vera realizzazione è la conoscenza autentica di sé, e il percorso per raggiungerla è lungo e impegnativo.

di Carolina Micella
|
03 giugno 2021, 1:06pm

Still da "Sombody" di Jordan Blady

Paura, confusione e incertezza, sono queste alcune delle parole chiave che accompagnano la vita di ogni essere umano—specialmente in questo periodo—e che sembrano non abbandonarci mai. Sono emozioni, sensazioni, spesso condizioni totalizzanti lontane da quelle narrazioni edulcorate perpetrare da molti film, romanzi e immaginari che cercano di convincerti che un giorno, come per magia, le difficoltà della vita spariranno per sempre.

Queste narrazioni possono avere un risvolto deformante, spingendoci a vivere in attesa di quel fatidico giorno in cui la nostra vita finalmente si sistemerà, grazie a qualcosa di inaspettato o un effetto domino fortuito che va al di là della nostra volontà e capacità di autodeterminazione, o magari per l’aiuto di qualcun altro. Ed ecco che, improvvisamente, abbiamo l’illuminazione della strada giusta da percorrere. Spoiler: tutto questo non succederà mai.

O meglio, può anche succedere, ma la chiave di volta per affrontare un mondo che ci fa paura e un futuro incerto—scoprendo, al contempo, chi siamo—è la relazione con la propria interiorità, l’osservazione della propria identità e la certezza che, in fondo, noi siamo le persone con cui passeremo il resto della nostra vita. A guidarci in questa profonda, e a volte dolorosa, presa di coscienza è il regista Jordan Blady, che con il suo fashion film Somebody ci ricorda quando la nostra identità possa rivelarsi un appiglio decisivo per affrontare il mondo che ci circonda. Quello che il corto esplora è il processo di elaborazione della paura e dell’incertezza che la relazione con il sé comporta.

Blady ci immerge così in un contesto onirico e surreale, in cui vediamo la protagonista del film—la poeta Genzer Bad’a Diaby—che corre, si ferma improvvisamente, si sente seguita da qualcuno e, a sua volta, sembra essere alla costante ricerca di qualcosa. Tuttavia, sull’aria della sua stessa poesia, si rende conto di una verità dolceamara: non c’è nessuno che la segue e lei non ha bisogno di questa presenza, perché l’unica persona con cui deve avere a che fare è semplicemente se stessa.

Complice il periodo di pandemia, il regista di Somebody ci invita a prendere in esame due diverse prospettive: se il bisogno di compagnia e di relazioni è da una parte necessario per la vita umana, dall’altro non può sostituirsi all’auto-consapevolezza del singolo, unico processo in grado di aiutarci davvero a trovare il nostro posto nel mondo. L’universo onirico in cui vive Bad’a Diaby sembra ideale, colorato e surreale, ma lei, avvolta dall’aurea fatata degli abiti della giovane stilista ceca Dominka Kozakova, si sente spaesata e spaventata.

​Still dal corto

“Puoi anche ritrovarti a vivere in un mondo perfetto, pieno di bei colori, ma finché non sai chi sei non avrà alcun senso, e tutto sarà improvvisamente spaventoso e confuso,” ci spiega Bad’a Diaby, che ha da poco superato i vent’anni e la cui giovinezza ha portato con sé cambiamenti repentini e nuove visioni. “Tutto cambia velocemente,” continua “ed è importante saperlo ed essere in pace con questi cambiamenti.”

“È molto importante far sapere alle giovani generazioni che qualunque cosa stia accadendo nella loro vita, va bene parlarne. Va bene se non sai veramente chi sei. Hai solo bisogno di conoscerti meglio. E ci vuole tempo,” conclude la scrittrice. In effetti, quante volte abbiamo pensato che i nostri genitori, le persone che stimiamo o che ammiriamo, avessero una vita completa e realizzata e “sapessero tutto del mondo”? In realtà, l’incertezza e la ricerca della propria fetta di mondo è ciò che accomuna il genere umano, ed è anche ciò che ci spinge a inoltrarci nelle profondità della nostra essenza, a conoscerci a fondo per quello che siamo realmente.

​Still dal corto
​Still dal corto
​Still dal corto
​Still dal corto

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo di Carolina Micella
Crediti del fashion film e delle immagini:
Poesia: Baďa Diaby
Modella: Baďa Diaby
Regia: Jordan Blady
Styling: Dominika Kozakova
Fotografia: Igor Smitka
Musica: Space Above

Leggi anche:



Tagged:
Fashion Film
Somebody
Gen Z
bad'a diaby
jordan blady