Autenticità, determinazione e sogni in grande: intervista ad Anita Pomario, attrice de "Le sorelle Macaluso"

Mentre facciamo il tifo per il film di Emma Dante, candidato a 6 David di Donatello, l'attrice ci ha raccontato di come, dalla provincia di Ragusa, è arrivata prima a New York e poi a Londra, e intanto ha debuttato al cinema!

di Benedetta Pini
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11 maggio 2021, 12:27pm

Miglior film, Miglior regia, Miglior fotografia, Miglior trucco, Miglior costumi e Migliore acconciatura, questi i premi dei David di Donatello 2021 a cui è candidato Le sorelle Macaluso (Teodora Film) di Emma Dante, il secondo film della regista teatrale in Concorso alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia—dopo il debutto con Via Castellana Bandiera, che vedeva come protagonista Alba Rohrwacher ed era stato presentato in Concorso alla 70ª edizione del Festival Venezia. Vi avevamo consigliato questo film anche nella nostra selezione delle migliori uscite cinematografiche del 2020, e con ora non avete proprio più scuse per non vederlo—è disponibile in streaming su YouTube, Google Play e Amazon Prime—e arrivare preparati alle premiazioni dei David di Donatello di stasera, alle 21.25 su Rai 1.

Come dichiarato dalla regista in diverse occasioni, al centro del film c’è il cast, composto da 12 attrici: sono loro che muovono i sentimenti del film, dando corpo, voce e anima alle sorelle Macaluso in tre diverse fasi delle loro vite—infanzia, adolescenza e vecchiaia. Loro sono Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella, dalla più piccola alla più grande, cresciute senza genitori in un appartamento all'ultimo piano di un palazzo della periferia di Palermo. Una casa buia, malandata e sempre più stretta, che è un carcere impregnato di contraddizioni da cui fuggire, ma anche una tana rassicurante in cui tornare, sempre aperto ad accoglierle tutte senza chiedere mai spiegazioni.

Le sorelle Macaluso è un film che non racconta una storia, ma cinque; cinque storie fatte di volti, sguardi e gesti. Un film di donne imperfette, autodeterminate e ostinate, schiacciate da sensi di colpa e martoriate dalle delusioni. Un film sul sentimento della sorellanza e sul legame di sangue, che non edulcora niente di tutti i compromessi che comporta. Un film sullo spazio e sul tempo, sul dolore e la perdita, e su come le emotività individuali ne modifichino i contorni, l’elaborazione e la percezione.⁣

Tra loro c’è Anita Pomario, l’attrice che interpreta Pinuccia nel pieno dell’adolescenza, con tutta l’esuberanza, la vitalità e l’irriverenza di quella fase della vita. Su quel set con Emma Dante, Anita ci è finita letteralmente per caso e rischiando tutto, ma veramente tutto. E oggi, se è arrivata fino a New York, a Londra, al Festival di Venezia e ai David di Donatello, lo deve proprio a quella decisione, esito non un rischio incosciente, ma una scelta consapevole. Perché, se capisci cosa ti piace, il resto verrà da sé.

Per conoscere meglio la sua storia e imparare il valore della determinazione e della passione, abbiamo passato un pomeriggio con Anita, ed ecco cosa ci ha raccontato.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
Anita indossa camicia Dolce e Gabbana.

Ciao Anita! Ho provato a cercare info su di te online ma si trova poco o niente, che forse è un bene, così posso sapere un po’ chi sei direttamente da te, senza mediazioni. Quindi: raccontami quello che vuoi della tua storia!
La prima volta che sono andata a una lezione di teatro avevo 10 anni. Ci sono andata per caso, spinta a provare dai miei genitori. Ricordo che il maestro che ha chiesto a tutti di gridare come dei pazzi, sono tornata a casa sconvolta: “Papà, ma sei impazzito? Io non voglio fare questa follia!” Poi però ho provato un altro gruppo, e da quel momento non ho più smesso. La mia vita ha cominciato a ruotare totalmente intorno al teatro, non sono mai andata a una gita scolastica ero impegnata con le prove.

La tua famiglia ti ha sempre supportata in questo tuo percorso?
Mio padre è sempre stato un forte appassionato di letteratura e di arte, da piccola mi leggeva sempre tantissimi libri, mi spingeva a scrivere, mi ascoltava mentre gli raccontavo dei miei amici immaginari. Nessuno della mia famiglia ha mai fatto recitazione o teatro, ma mi hanno trasmesso il loro amore per l’arte, la letteratura, la narrazione. Sono stata fortunatissima, ho avuto una famiglia che mi ha sempre circondata di cose belle. Ho sempre voluto fare le mie scelte in maniera indipendente, ma la mia famiglia è sempre stata lì, anche quando non eravamo insieme fisicamente ed eravamo lontani, ho sempre avuto la consapevolezza che, se mai fossi caduta da qualche parte, loro sarebbero stati lì a prendermi.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
Anita indossa total look Prada e anello Farnese Gioielli

Dove sei cresciuta? E com’è stato crescere dove sei cresciuta?
Sono cresciuta in un paese minuscolo della Sicilia, Rosolini, in provincia di Siracusa. Sembra uscito da un film, è rimasto indietro nel tempo sotto tantissimi punti di vista, è anche estremamente affascinante. Lì c’è una Sicilia autentica. Poi, verso gli otto anni, mi sono trasferita a Ragusa. Una cittadina comunque piccola, con una mentalità e un modo di vivere molto molto diverso rispetto a quello che ho trovato quando mi sono spostata dalla Sicilia. Adesso non riuscirei mai a viverci, mi sono abituata talmente tanto a un’altra dimensione, più ampia, con più respiro.

E poi è arrivato il grande salto: New York!
Ho avuto la fortuna-sfortuna di andarmene quando ho compiuto 18 anni: mi sono trasferita a New York quando sono stata presa all’accademia teatrale Neighborhood Playhouse, ma non conoscevo nessuno. Non sapevo dove fossi, da che parte girarmi e da dove cominciare. All’inizio è stato difficile, tantissime volte ho pensato di tornare, non parlavo neanche una parola inglese e mi sentivo veramente sola. Ma questa esperienza mi ha aiutata tantissimo, a livello artistico ma soprattutto umano e personale, ho passato veramente molto tempo con me stessa. Da quel momento, è stato come se, dentro di me, fosse successo qualcosa: ho capito che la mia persona non era più adatta a posti troppo piccoli. Ho avuto modo di sperimentare questa libertà assoluta, che è anche spaventosa, e non potrei mai tornare indietro.

Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
Anita indossa total look Prada e anello Farnese Gioielli

Com’è, quindi, la vita a New York?
New York è un posto alienante da un certo punto di vista. Ma mi sono innamorata subito del fatto che, nonostante siano tutti un po’ soli, è come se fossero parte di una grande famiglia. La gente per strada ti sorride, ti avvicina, ti approccia perché si è tutti troppo soli, e si sente il bisogno di comunicarsi qualcosa. Una sorta di condivisione di solitudini. È una cosa magica che non ho trovato da nessun’altra parte.

Parlaci del tuo percorso professionale.
Al provino per la Neighborhood Playhouse la direttrice aveva visto qualcosa in me, ma non poteva prendermi perché non parlavo inglese. Così sono partita, senza alcuna promessa, per imparare l’inglese e riprovarci tre mesi dopo. La direttrice non poteva crederci che fossi tornata veramente. Subito dopo il provino mi ha detto di avermi presa: “abbiamo bisogno esattamente di questo tipo di carattere, benvenuta alla Neighborhood Playhouse.” È stato il momento più felice della mia vita. Ho iniziato a piangere, da sola, per strada, e ho chiamato subito mio fratello. È stata dura, ma lo rifarei tutta la vita. Ho focalizzato tutte le mie energie su un obiettivo e sono andata dritta in quella direzione, senza mai pormi un’alternativa. Penso che sia per questo che ci sono riuscita.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
​Anita indossa total look Prada e orecchini Farnese Gioielli.

E poi com’è arrivata Emma Dante, la regista de Le sorelle Macaluso, nel tuo percorso?
Dopo un anno di accademia sono tornata in Sicilia per le vacanze estive e, per puro caso, mia madre ha visto su Facebook il provino per il film. Una coincidenza assurda, Emma è la mia regista teatrale preferita da sempre. Ricordo ancora che, quando ho visto la Trilogia degli Occhiali a dodici anni, ho guardato mia mamma e le ho detto: “io voglio fare questo.” All’epoca, le avevo pure scritto una lettera per complimentarmi per lo spettacolo e dirle che avrei desiderato lavorare con lei; una lettera piena d’amore. Così sono corsa a casa a farmi fare delle foto da mia zia, non avevo ancora un’agenzia né contatti, stavo ancora studiando.

Com’è andato il casting? Ricordi quale scena ti hanno fatto provare?
È stato il mio primo provino di cinema, non c’era Emma ma Maurilio Mangano, il casting director, che è stata la prima persona ad aver creduto in me più di tutti, fin dall’inizio. Appena mi ha visto ha capito che c’era qualcosa in me. La scena era quella del rossetto e mi ricordo che c’è stato questo momento in cui Maurilio e l’assistente si sono guardati e mi hanno chiesto chiesto di rimanere, senza alcuna certezza. Così ho deciso di non tornare a New York, lasciare l’accademia e fare di nuovo all-in a scatola chiusa. 

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
​Anita indossa camicia Dolce e Gabbana.

C’è qualcosa di te, della tua sensibilità, della tua famiglia in questa storia e nel tuo personaggio?
Quando ho letto la sceneggiatura l’ho capita subito. Ci sono tante dimensioni con cui è facile entrare in empatia, e penso che per ogni persona siano diverse. Quando ho letto il copione ho sentito che era il progetto giusto per me, che era quello che avrei dovuto fare. Quel tipo di progetto che capita una volta nella vita. Emma parla di donne e di questa sofferenza, di ode alla morte e di accettazione.

Al mio personaggio ho dato il mio ritmo, la mia forza, la mia fame. Pinuccia è una donna che vive con tante colpe, che emergono poi quando la interpreta Donatella, in una fase più matura della sua vita, e forse quello un aspetto a cui io non ho voluto pensare troppo mentre stavamo girando. Le volevo dare la vita.

In un’intervista Emma Dante spiega che era importante l’emulazione che ognuna di voi attrici doveva fare rispetto ai corpi delle altre; l’adulta doveva studiare l’attrice che faceva se stessa bambina e la stessa cosa l’anziana. Si è trattato di un lavoro certosino sulla gestualità, sul modo di muoversi, camminare. Di fatto, cosa ha significato per te, come attrice, costruire insieme alle altre, alla regista e al casting director Maurilio Mangano questa sorta di grammatica del movimento e del gesto? 
Di solito al cinema non si fanno le prove, ma Emma ha voluto che ci vedessimo tutte insieme, due settimane prima che iniziassero le riprese del film, che ciascuna ha svolto in momenti separati. E poi non ci siamo più riviste. Passavamo ore sedute in quella casa in cui abbiamo girato a guardarci, io guardavo come Donatella si toccava i capelli, come si muoveva, i tic; i dettagli della persona che non erano ancora del personaggio. È stato un rubare piccole cose per creare insieme in tre persone un unico personaggio. Si è creato qualcosa di speciale tra di noi, e ciascuna ha qualcosa di sé ai personaggi.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
​Anita indossa total look Dolce e Gabbana e anelli Farnese Gioielli.

Lo spazio e il tempo, nel film, sono legati a oggetti che sono come Madeleine di Proust. Tu tieni tutto da accumulatrice seriale? O butti via tutto?
Non sono legata agli oggetti in senso materialistico. Mi fa sentire costretta l’idea di avere questo tipo di attaccamento, per questo mi tengo lontana dalle cose tangibili. Mi fa paura il pensiero di ritrovarle al di là del mio controllo o di affezionarmi a qualcosa che poi posso perdere. Non mi fa sentire a mio agio, è come se mi toccasse dei punti un po’ fragili per me. Però ci sono delle cose che tengo come se fossero dei tesori inestimabili, delle scritte, dei ricordi, delle cose che ho sentito, cose che mi ricordano la voce di qualcuno, un momento particolare. Cose immateriali, è tutto nella mia testa, non mi piace perdere le cose. I pensieri, alla fine, sono l’unica cosa che puoi tenerti sempre. E anche se te ne dimentichi, poi saltano fuori comunque.

Se dovessi descrivere questo film a qualcuno che non ne sa assolutamente niente, cosa diresti?
Non un film che ti dà spiegazioni o risposte. Racconta semplicemente la storia di cinque sorelle, ti fa entrare nelle loro vite. Che alla fine è la vita di un po’ tutti noi. Secondo me questo è il motivo per cui è arrivato tanto al pubblico, anche di diverse generazioni. Ed è questa la cosa più importante per noi: che sia arrivato a chi doveva arrivare. Devo dire che non ce lo aspettavamo.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
​Anita indossa total look Dolce e Gabbana e anelli Farnese Gioielli.

Un film come Le sorelle Macaluso diventa un soggetto facilissimo a queste deformazioni narrative e comunicative sul discorso femminile. Ne hai sentito il peso durante la distribuzione del film?
Quando si è circondati da donne che non si pongono nemmeno il problema, non esiste questo pensiero, non ti poni la domanda, non lo noti. Non è un film per donne, è un film anche per uomini. È un storia e basta che Emma voleva raccontare. Il fatto di essere quasi tutte donne sul set è stato semplicemente un caso. Anzi, forse ce ne siamo rese conto dopo che il film aveva questa forza, che si reggeva su un casting di 12 donne con una regista donna. A Venezia ha fatto un un po’ paura, è stata una bomba atomica. Ma non eravamo noi a non essere pronte. Sono davvero orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto.

So che non sta bene parlare di persone non presenti, ma sono troppo curiosa e non ho dubbi che ne usciranno solo cose belle: com’è Emma Dante sia dentro che fuori dal set?
Emma è un personaggio unico. È una persona di una sensibilità incredibile, è un’artista che ha tantissime cose da dire e che sa esattamente come le vuole dire. Il teatro è la sua casa, questo mondo è il suo mondo, entrarci è stato un onore immenso. Ho imparato tantissimo da lei, è una mamma, una sorella, un’amica, un uomo, un padre. Nei suoi spettacoli gli attori sono i suoi strumenti, sul set è stato uno scambio continuo tra noi, un continuo rubarsi pezzi a vicenda. E quando lavori con una persona che sa dove vuole arrivare, basta soltanto seguirla.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
​Anita indossa total look Dolce e Gabbana e anelli Farnese Gioielli

Hai mai lavorato al cinema prima?
Sì, al film Io sto bene, una co-produzione italo-tedesca con Renato Carpentieri, Sara Serraiocco, Alessio Lapice. È stato presentato al Festival di Roma e ora dovrebbe uscire di nuovo e girare qualche festival. Però non ne so ancora nulla, con questa situazione non è stato per niente facile.

Da attrice, come cambia tra teatro e cinema il rapporto con il corpo, le parole, la voce, gli spazi.. O magari non cambia niente.
Cambia totalmente. A teatro c’è una cosa che non si potrà mai portare al cinema, che è l’adrenalina che senti nel momento in cui entri in scena. Io mi sento invincibile, posso fare quello che voglio, ho il potere, sono la padrona di tutto. È come se entrassi in una dimensione altra in cui c’è solo il tuo corpo, il palcoscenico e il pubblico, dove tu puoi andare dove vuoi. È come essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, è un’energia unica. Sono due arti che si compensano. Perché al cinema hai la ricerca, il lavoro su te stessa, puoi prenderti più tempo, capire come usarti, provare.

Come hanno reagito i tuoi amici e parenti quando hanno visto il film?
A Venezia sono venuti con me mia madre e mio fratello. Con lui ho un rapporto straordinario. La mia famiglia per me è la mia tribù. Non sarebbe stato lo stesso se loro non fossero stati lì. Per me è stato fondamentale girarmi e vederli. È come se fosse una cosa che abbiamo fatto tutti insieme, è stata una vittoria infinita per tutti. Anche se sono stata sempre io a dire “provo a fare questo”, “provo a fare questo” e a prendere le mie scelte in modo autonomo e indipendente, loro sono sempre stati lì a supportarmi.

 Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
Anita indossa total look Prada e anello Farnese Gioielli.

Ok,  usciamo da questa deepness. Dato che i-D si rivolge a giovani che stanno capendo cosa fare della propria vita, magari ci sono anche aspiranti attori. Se volessi dare un consiglio a una giovane attrice italiana sia pragmatico che di attitudine, quale sarebbe?
Ma sai che è difficile? Il mio percorso è stato davvero trasversale e poco canonico. In questo momento, ci sono tante mie coetanee o ragazze più piccole che sono veramente al massimo della notorietà, e io non ho consigli da dare in questo senso, anche perché è una strada a cui io non ho mai pensato tanto. Posso dirti che quello che direi alla me di 18 anni: semplicemente, “capisci quello che ti piace, e fallo.” Cercare di mantenersi il più vicino possibile alla propria autenticità credo che sia la chiave. Io non mi sono mai data mezze misure: per me è sempre o tutto o niente.

Sai, credo che alla fine si può sempre scendere di livello, mentre salire è più difficile. Puntare al top è dura, però, alla fine, se non ce la fai, comunque parti da un punto alto, piuttosto che accontentarti di arrivarci dal basso. Poi a volte non hanno funzionato, non mi è andata sempre bene. Devo però dire che finora sono abbastanza soddisfatta della qualità del lavoro che ho fatto.

Anita Pomario attrice di Le Sorelle Macaluso sul set di i-d foto Rosario Rex di Salvo
Anita indossa total look Dolce e Gabbana e anelli Farnese Gioielli

E adesso, che fai?
Quest’anno per noi è stato un anno difficile, come per tutti, ma ho capito il valore della pazienza, che le cose non arrivano sempre tutte insieme e che è giusto così. Adesso ci sono delle cose belle in ballo nella mia vita che spero succederanno, ma sai come dicono le attrici, non posso ancora parlare, è tutto top secret… A parte gli scherzi, si continua, si va avanti, come sempre. Vivo a Londra, ho una compagnia di teatro sperimentale, Bare Theatre, che ho creato dopo il Master alla RADA insieme a dei colleghi, e insegno teatro ai bambini. Sono davvero contenta di questo lavoro, perché mi permette di dare quello che ho ricevuto quando avevo io la loro età.

Di film ne guardi?
Quest’anno ne ho visti tantissimi, soprattutto durante il primo lockdown.

Dicci dei film che ci vuoi consigliare.
Che non avevo mai visto e mi ha assolutamente sconvolto, Salò e le 120 giornate di Sodoma. Poi, ho visto di recente tantissimi film coreani tantissimo. Ho riscoperto Tarkovsky. Ah ho visto un film bellissimo, uno dei miei preferiti, Cold War. E ne ho visto uno proprio l’altro ieri che mi è rimasto impresso: il primo film di Chloé Zhao, la regista che ha vinto l’Oscar, si intitola Songs my brothers taught me.

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Crediti

Talent: Anita Pomario
Fotografie: Rosario Rex Di Salvo
Assistente Fotografia: Gaia Cantarutti e Guglielmo del Signore
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Editor: Benedetta Pini
Stylist: Giorgia Imbrenda
MUA: Silvia Sidoli
Agenzia talent: Monster BADD Polly Paola Ruta

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