Fotografia di Guen Fiore

la collab più punk dell'inverno è la converse x pleasures pro leather

Siamo stati a Londra con Roshelle e Crystal per il lancio della collab PLEASURES x Converse Pro Leather.

di Amanda Margiaria
|
22 novembre 2019, 5:26pm

Fotografia di Guen Fiore

Non succede spesso che due brand dai background diversi riescano a tracciare un terreno comune e dar vita a un mondo che ne fonda gli heritage. Ci pensiamo mentre abbiamo tra le mani la nuova Pro Leather, sneaker frutto della collaborazione tra PLEASURES, brand di streetwear basato a Los Angeles e conosciuto per le sue grafiche irriverenti, l’attitude ribelle e l’estetica punk, e Converse, icona di uno stile, ma soprattutto di un'era.

Insieme hanno dato vita alla nuova Pro Leather, plasmando una versione contemporanea della storica silhouette Converse indossata da punk, musicisti e giocatori di basket da oltre 30 anni. Racconta un’era, trascende confini territoriali, le dà nuovo lustro e ne riporta i tratti più salienti nel mondo d’oggi.

1574443225993-IMG_8984

“Rispetto alla Chuck Taylor, la Pro Leather è un vero classico,” osserva Alex James, designer co-fondatore di PLEASURES intervistato per noi di i-D Italy da Roshelle, Ambassador italiana di Converse. “Prima questa collaborazione, in pochi ne avevano sfruttato le possibilità in modo davvero creativo.” Quello che hanno fatto insieme è, di fatto, quello che facevano i punk stessi, un collage frenetico e dinamico di riferimenti, grafiche, simboli e texture.

La Pro Leather diventa il canvas perfetto per questo tipo di processo creativo, coprendosi di scritte e grafiche black-and-white, graffiti e chi più ne ha più ne metta. Lo chevron, simbolo per eccellenza di questo pastiche creativo, si sdoppia, deforma, perde il suo naturale equilibrio per avventurarsi verso l’ignoto. Che è dove si accende la scintilla e accadono le uniche cose degne di nota, secondo noi.

1574434805519-IMG_8990

In occasione del lancio di questa collaborazione dalla vibe ribelle, noi di i-D Italy siamo volati a Londra, altra geografia fondamentale quando si parla del movimento punk, per goderci l'evento insieme a Roshelle e tutta la crew Converse. Artista musicale e punk queen contemporanea che ha fatto del rosa il suo trademark, passiamo insieme a lei un intero pomeriggio per capire meglio chi è. Con il passare delle ore scopriamo che artista, personaggio e persona sono indistinguibili. È Roshelle (o Rosh per chi la conosce davvero) sia davanti al microfono che nella vita privata, persino per la sua famiglia.

Assieme a noi c'era anche l'ambassador Converse francese, Crystal. Artista poliedrica e giovanissima, parlando dell'essere ambassador Converse, lei e Roshelle concordano su due punti in particolare. Primo, non è affatto facile restare fedeli alla propria personalità quando si lavora con un brand dall’identità così forte. E secondo, quanto invece le loro collaborazioni con Converse siano un modo per esaltare la loro creatività e stile, senza mai incontrare limiti di alcun tipo. Roshelle riassume la sua attitude in due parole: “Never compromise,” dice sicura a Crystal, che ridendo si dichiara d’accordo al 100 percento.

1574427184924-IMG_9258

Roshelle si definisce un vulcano creativo, perché in lei convivono allo stesso tempo più personalità ed estetiche, ma la voglia di creare non si esaurisce mai. Spesso attraverso la sua voce, ma a volte anche dipingendo, altre volte disegnando o customizzando i suoi abiti. L'unica certezza sono i capelli rosa e le Converse, che descrive come una tela su cui proiettare la sua creatività. Ci ha spiegato che la sua musica non è per tutti e che, per quanto il suo stile sia assolutamente bold, si sente una ragazza introversa. Crystal è invece esuberante. Figlia d'arte, ascolta e fa musica fin da quando è nata e la sua ossessione è quella di definirsi come artista, ma rimanendo sempre coerente con suo stile genderless e rilassato. Ne è passato di tempo da quando ascoltava diligente il consiglio della madre: "Se non sai cosa metterti, mettiti un tailleur,” conclude scherzando.

Roshelle e Crystal insomma sono artiste diverse, fanno musica diversa e hanno stili diversi. La prima colorata ed eccentrica, impossibile da non notare, con la sua energia attrae lo sguardo di tutti intorno a sé; la seconda cool, ma in quel modo per cui sembra che la mattina non abbia pensato neanche per un secondo a come vestirsi. Ma una cosa le lega indissolubilmente: entrambe hanno bisogno di esprimere la loro creatività. E lo fanno anche attraverso Converse, senza filtri e senza compromessi.

1574434882685-IMG_8886

Roshelle, che a sua volta sta usando la sua vulcanica creatività per reinterpretare lo stile Converse a modo suo, ha fatto per noi qualche domanda ad Alex James, per capire da dove è nata la collaborazione, come sono arrivati al prodotto finito e com’è lavorare con Converse dall’altra parte dell’oceano.

La prima cosa che ho notato della scarpa è il doppio layer, realizzato con due texture. E la frase, Stop lying to yourself. Ci credo davvero. L’hai scritta e voluta tu?
Sì, assolutamente. Ci sono delle scritte molto provocatorie sulla scarpa, l'idea era quella di combinare il tono irriverente e critico di Pleasure sul format di una scarpa che di per sé è sempre stata un simbolo di questa irriverenza, fin dagli albori. C'è un paragrafo intero scritto sulla scarpa che prende l'ispirazione dai testi degli Smashing Pumpkins. La gente non se ne accorgerà, ma noi lo sappiamo ed è questo che conta per noi. È la nostra identità.

Parlando di identità, specialmente sui social media si tende ad emulare, forse in maniera inconsapevole, le persone che si seguono…
Sì, è terribile. Quello che intendiamo fare noi con questa scarpa non è assolutamente influenzare le persone a livello estetico. È forse più sottile come cosa, perché vogliamo che passino i messaggi scritti sopra le scarpe. Vogliamo che leggendoli, qualcuno ne venga influenzato, ma culturalmente. Tutto il nostro brand si fonda sul trasmettere dei messaggi, che possono essere sia motivazionali che di critica, ma sempre essenziali per raccontare chi siamo.

1574427316259-IMG_9433

Com'è stato lavorare con Converse? Cosa hai imparato collaborando con il loro team?
Ho imparato un sacco di cose da questa unione di forze! Quando c'è una collaborazione tra un brand storico e indipendente, si pensa che la tendenza sia quella di “soddisfare” il nome più grosso. Non è stato affatto così, Converse ci ha dato assoluta liberà creativa ed è stato un momento di grande condivisione. Per noi poter avere un riconoscimento internazionale era un'opportunità imperdibile, e ovviamente l’abbiamo colta al volo.

Il tuo brand è molto ispirato alla cultura punk e grunge, e Converse storicamente ha un passato che lega questi movimenti, essendo stata indossata da forse i più grandi musicisti degli anni ’80 e ‘90. Nel caso di questa collaborazione, siete naturalmente arrivati a toccare questa estetica, o era l'intento fin dall'inizio?
Sì, diciamo che è stato forse da Kurt Cobain a dare l’avvio a questa tendenza, portando poi a sedimentare nel DNA Converse il binomio musica grunge/All Star. Poi da lì hanno iniziato a comprarle tutti perché erano accessibili, comode, e da quel momento un simbolo fortissimo. È stato un processo naturale, proprio come quello della nostra collaborazione.

1574427828807-IMG_9530

Parlaci del tuo processo creativo per questa collezione.
Converse ci ha detto che sarebbero venuti ad LA per la collaborazione, che la deadline era davvero breve e che la silhouette non sarebbe stata quella della Chuck Taylor, ma quella della Pro Leather. E a me è tornata in mente una foto di mio padre che giocava a basket indossando questa scarpa. Poi mi sono venuti in mente altri riferimenti come la tote bag che avevamo fatto in Tyvek, ed è un materiale che non si usa molto per le scarpe, quindi abbiamo deciso di incorporarlo, ricoprendolo con uno strato di plastica.

Sembra quasi come quando si incornicia un disegno, era questa l'idea?
Sì, il Tyvek si rovina diciamo, porta su di sé i segni dell’usura del tempo, ma non si rompe mai. L'idea di incapsularlo dentro alla plastica è un modo per preservarlo, ma il fatto che dopo un pò si rovinerà è inevitabile (oltre che essere esattamente quello che volevamo).

1574427262763-IMG_9390
1574427158248-IMG_9232
1574427172566-IMG_9233
1574427202533-IMG_9321
1574427213642-IMG_9341
1574427237975-IMG_9373
1574427249531-IMG_9381
1574427272646-IMG_9402
1574427285557-IMG_9407
1574427330409-IMG_9298
1574427298906-IMG_9415
1574427476469-IMG_9437
1574427486838-IMG_9442
1574427499040-IMG_9462
1574427524748-IMG_9483
1574427538946-IMG_9489
1574427631430-IMG_9522

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche:

Crediti

Fotografia di Guen Fiore

Tagged:
londra
eventi
Roshelle
converse pro leather
pleasures