come si diventa una filmmaker di successo, spiegato da una filmmaker di successo

Qualche tempo fa siamo stati a Londra insieme alla filmmaker e giornalista Fenn O'Meally, che si sta costruendo un nome grazie al suo approccio interdisciplinare.

di Amanda Margiaria
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03 maggio 2019, 10:46am

Incontriamo Fenn a Londra, la sua Londra. La città che ha scelto per dare libera espressione a se stessa e alla sua più grande passione: raccontare le storie degli altri. Il mezzo che usa per farlo è secondario. Quel che conta davvero, per lei, è essere onesta e sincera nel suo lavoro.

La incontriamo perché è una filmmaker, giornalista e creativa che si sta costruendo un nome grazie al suo approccio interdisciplinare allo storytelling: video, audio e fotografia sono mondi che la appassionano allo stesso modo e di cui si serve per raccontare le persone che incontra nel suo quotidiano.

Passiamo con lei un pomeriggio e scopriamo che tra la Fenn che vedi sui social e quella che conosci dal vivo non c'è assolutamente nessuna differenza: spontanea, positiva e solare, è una forza della natura che ti trascina con entusiasmo in tutto quello che fa. Vedere (e leggere) per credere.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Raccontami un po’ di te e del posto in cui sei cresciuta. Hai un ricordo a cui pensi sempre con particolare affetto?
Sono nata a Birmingham, una città nel centro della Gran Bretagna, e ho passato tutta l’infanzia lì. Non ho un ricordo preciso in mente, ma in generale essere cresciuta in una famiglia che mi ha sempre supportato e spinto a fare sport, dalla ginnastica ritmica all’atletica leggera, è forse una delle cose di cui sono più grata. Sono piuttosto competitiva, e tanto della persona che sono oggi lo devo a quegli anni di formazione, quando i miei allenatori e compagni di squadra mi hanno insegnato a lottare, essere determinata e non buttarmi giù di fronte ai fallimenti.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Modella, giornalista, filmmaker… Sei una vera forza creativa. Come riesci a trovare un equilibrio?
Sinceramente proprio non lo so, credo che fare cose che ti appassionino aiuti molto. Mi butto a capofitto nelle cose, ci metto tutta me stessa. Inoltre vado regolarmente a correre e pratico sport; questo mi dà una mano a schiarirmi le idee e svuotare la testa. Quando torno a casa riesco a pensare con più chiarezza, definendo un programma e trovando soluzioni.

Com’è la tua tipica giornata di lavoro? Sempre se ne hai una…
Ogni giorno è totalmente diverso dal precedente, anche se inizio sempre con una corsa mattutina. Poi dipende molto dal progetto a cui sto lavorando, ed è questo il bello: non esiste la routine nella mia vita.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Qual è la tua più grande passione?
Raccontare le storie degli altri con sincerità, collaborando con persone che condividono la mia visione. Non importa che io sia davanti a una videocamera, dietro essa, o al microfono in radio. Credo che in questo momento il pubblico abbia bisogno di ascoltare le nostre voci e assorbire storie vere, storie di vita, in cui possano rispecchiarsi da un lato, e dall’altro aprire loro gli occhi su nuovi orizzonti.

Quando mi arriva una proposta, mi lascio guidare dall’istinto: se mi sembra di avere l’opportunità di raccontare qualcosa di sincero, allora sono felice di dedicarci tempo ed energie. In questo momento sto leggendo un libro di Babette Buster sullo storytelling, che mi ha fatto capire perché amo così tanto questa forma d’espressione: ha il potere di connettere le persone, farle sentire meno sole.

L’altra mia grande passione è unire la musica alle mie competenze, che si tratti di editare il video di un artista emergente che ho trovato su Soundcloud o semplicemente creare una playlist per il mio prossimo shooting, poco importa: la musica mi permette di entrare in connessione con la mia creatività in modo diverso da tutte le altre arti. Forse perché fino a qualche anno fa ballavo continuamente? Magari c'entra qualcosa...

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

E invece il tuo guilty pleasure per eccellenza?
A volte quando scatto in pellicola voglio vedere subito le foto, e quindi devo pagare un extra per lo sviluppo istantaneo. Non so aspettare quando si tratta dei miei scatti, devo sapere il prima possibile come sono usciti!

Dove guardi quando sei in cerca d’ispirazione?
Non mi piace particolarmente l’idea di “cercare” l’ispirazione, perché quando lo fai poi escono fuori idee un po’ forzate. Se devo fare brainstorming, la cosa migliore per me è riprendere vecchi appunti e note, rielaborarli, pensarci su e sviluppare di lì nuovi concetti. Credo che le mie migliori idee arrivino quando ascolto musica e sto correndo, perché in quel momento la mia testa è completamente libera.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Raccontaci invece la tua esperienza nell’industria della moda. Com’è nato tutto?
Ero giovanissima, ed è stata tutta fortuna. Vivevo ancora a Birmingham, e un giorno ho deciso di scrivere a questo magazine di moda che avevo trovato su Twitter. All’epoca il direttore creativo di quella rivista online, di cui io poi sono diventata Editor in Chief, era Ib Kamara, che oggi è Senior Fashion Editor di i-D! Comunque, per due annetti buoni durante le Fashion Week correvo da un backstage all’altro cercando di intervistare designer, modelle ed editor. Il tutto mentre andavo all’università. Poi ho fatto uno stage da Net A porter, dove ho intervistato Dylan Jones per la mia tesi sull’evoluzione del linguaggio di moda nel settore Uomo degli ultimi 25 anni. Il passo successivo è stato estremamente naturale: unire la mia passione per la moda alla mia voglia di raccontare le storie degli altri.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Qual è il tuo rapporto con Londra? Sei d’accordo con il detto “Quando una persona è stanca di Londra, allora è stanca della vita”?
[Ride, NdA] Credo sia un po’ eccessiva come frase. Non credo che ci si possa davvero stancare di Londra, ma sicuramente è una città che chiede tanto a chi ci vive, e a volte ci si può sentire sopraffatti da questo meccanismo. È una metropoli che ti toglie le forze, c’è sempre qualcosa da fare, qualcosa che non bisogna assolutamente perdersi. Amo questa caratteristica di Londra tanto quanto mi esaspera. Mi capita regolarmente di dovermene allontanare per qualche giorno, disconnettermi dalla sua frenesia e ricaricare le batterie. Però non mi trasferirei mai in un altro posto, adesso come adesso. Perderei una parte importante di me stessa se lo facessi, perché non saprei che farmene di tutta l’energia che ho dentro.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Hai un posto speciale a Londra, uno in cui vai quando vuoi stare meglio e dimenticare tutte le cose negative?
Il Victoria Park. Corro per 10km circa, poi mi siedo al Pavilion e bevo un caffè, mi rilasso. Se solo avessi abbastanza tempo, lo farei ogni santo giorno.

Qual è il fil rouge che unisce tutto ciò che fai, professionalmente parlando?
Lo storytelling e le energie positive. Ah, anche un’ottima colonna sonora.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

Secondo te, come si evolverà lo storytelling nei prossimi anni? Ci stiamo spostando, anche grazie a Instagram, sempre più verso un modo visivo di raccontare storie. Credi che continueremo in questa direzione?
Non credo si tratti di aspetto visivo o non. Semplicemente, la nostra società vuole condividere sempre di più, entrare nell’intimità. Sentirsi vicini agli altri perché ne condividiamo le “debolezze”, se mi passi il termine. Raccontiamo storie di chi una volta si sentiva un outsider, ma poi ha trovato una sua comunità. I difetti sono la nostra vera forza e grazie ai social media, finalmente, possiamo parlarne liberamente. Far sapere a tutti: “Hey, anche io provo quella cosa, ho vissuto quell’esperienza negativa, mi sono dovuta confrontare con quelle circostanze.” È per questo che sono una filmmaker.

Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra
Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra
Fenn O'Meally intervista i-D Italy filmmaker di Londra

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Crediti


Talent Fenn O'Meally per Models 1
Testo di Amanda Margiaria
Fotografia di Stefano Sciuto
MUA Nicki Buglewicz