il lato oscuro degli is tropical

Stasera suona a Milano la band londinese per presentare Black Anything, il nuovo album registrato in cinque continenti.

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26 marzo 2015, 4:35pm

Sono tornati gli IS TROPICAL, e mai come ora il loro nome è fuorviante. Il nuovo album Black Anything, pubblicato con la label americana Axis Mundi, è un viaggio - fisico e di ricerca - verso una dimensione sonora più dark, forse meno riempipista delle precedenti hit come "Dancing Anymore", ma con una maggiore ricercatezza e senso di libertà. Il disco è stato registrato in giro per il mondo e uscirà in cinque parti, cinque come le città in cui è stato registrato. Ora stanno girando l'Europa in tour per presentare ai fan la loro ultima fatica, e abbiamo fatto una veloce chiacchierata con loro prima del concerto a Milano di stasera, e domani saranno ancora in Italia a Bologna. 

Cosa si devono aspettare i fan dal vostro nuovo album?
Per questo album non abbiamo ascoltato i consigli di nessuno e siamo andati a registrare in giro per il mondo con il nostro producer Luke Smith. Non volevamo registrare di nuovo in uno studio buio a Londra, così con la nostra nuova casa discografica, la Axis Mundi, ci ha aiutati ha realizzare il nostro obiettivo. È un disco registrato in 5 continenti, in 5 città, e uscirà in 5 vinili picture disc che rappresentano il globo. È un disco che mostra il nostro lato dark, abbiamo pensato a un possibile sound distopico del futuro... Anche se in realtà lo abbia registrato in molti posti al sole.

Black Anything esce con la casa discografica americana Axis Mundi. Come è stato il passaggio da Kitsuné alla nuova label?
Abbiamo lavorato con Kitsuné di recente per una traccia con BeatAuCue, e qualche settimana fa abbiamo suonato a una loro serata a Beijing. Abbiamo iniziato a lavorare con Axis Mundi perché sono amici e abbiamo una visione comune di come rendere la musica, l'arte e il viaggio un pacchetto unico. Ma anche perché questo album esplora un lato più oscuro, quindi è come un nuovo capitolo per noi.

Avete lavorato con una label che è anche un brand di moda, e la cover di P.S. We Love You riprende il logo di YSL. Qual è la vostra relazione con la moda?
Abbiamo iniziato in uno squat che era casa anche per artisti, scrittori, poeti e designer. Avevamo un link con altre forme di creatività, e ci siamo sempre aiutati a vicenda. Di recente abbiamo composto la musica per la sfilata del nostro amico James Long e abbiamo mixato delle tracce per quella di Ryan Lo e Claire Barrows, Abbiamo in programma di lavorare con il nostro amico italiano Daniele Bianucci per il suo nuovo progetto, ma anche con Tothem e DA.INKE. YSL ha aperto una causa contro di noi, ma abbiamo il miglior avvocato sulla piazza, ahah.

State girando l'Europa in tour, quali sono i pro e i contro dei tour? Dalle foto sulla pagina facebook sembra che vi divertiate molto.
Gli hangover sono una maledizione, ma l'alcol gratis aiuta.

Avete iniziato nella scena punk londinese, come vi ha influenzato il vostro background nella musica che fate ora?
Il nostro modo di essere punk era più che altro imparare a suonare sul palco, da sbronzi. Però ci piacciono ancora gli elementi dissonanti dei nostri pezzi.

Avete tre nomi di musicisti emergenti che ci consigliate?
BOTTOMS! Ovviamente! Many Thing, con cui stiamo facendo il tour, e poi Adlous RH - lui è un tipo umano speciale.

Crediti


Testo Chiara Galeazzi
Foto per gentile concessione di IS TROPICAL