Le foto di Jože Suhadolnik ci riportano nella Jugoslavia punk degli anni '80

Abbiamo parlato con il fotografo sloveno del concetto di ribellione al giorno d'oggi e di com'era vivere in Jugoslavia durante il regime comunista.

di Giorgia Baschirotto
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22 gennaio 2021, 5:00am

Siamo quasi allo scadere del primo anno di pandemia, ma la nostalgia del clubbing, dei concerti e delle feste è così forte da far sembrare questi quasi 365 giorni dei decenni. Così, in mancanza d’altro, abbiamo pensato di intrufolarci nella storia del punk, in particolare quello che negli anni ‘80 impazzava tra i club e le sale concerto della Jugoslavia e che il fotografo Jože Suhadolnik ha saputo ritrarre senza filtri.

Era il 1979, e i Dead Kennedys infiammavano i palchi della costa orientale degli Stati Uniti con California Über Alles, il singolo che li porterà al successo planetario. C’era Jello Biafra che cantava a petto nudo: "Now it is 1984 / Knock knock at your front door / It's the suede-denim secret police / They've come for your uncool niece," un diretto riferimento al distopico universo orwelliano di 1984, che da pura immaginazione sembra essersi progressivamente calato nella realtà, ora più che mai. Eppure, anche nella Jugoslavia comunista degli anni '80 non era così inusuale finire in arresto da parte della polizia per aver indossato un paio di jeans, mentre la cultura punk e la sua musica conquistavano anche i palchi di Lubiana e delle altre città più importanti della provincia sovietica.

La potenza di questo movimento è stata documentata dal fotografo sloveno Jože Suhadolnik, che a soli 14 anni ha iniziato a immortalare i giovani dissidenti che, come lui, partecipavano a centinaia di concerti punk spesso illegali, che erano le occasioni di ritrovo per gli eclettici membri della controcultura balcanica. Ora Suhadolnik ha alle spalle più di 30 mostre fotografiche, ma i suoi scatti, con il loro fascino senza tempo, non hanno ancora smesso di trasmettere l'energia e la forza ribelle che faceva scatenare i giovani protagonisti del suo libro Balkan Pank, pubblicato da Akina Books.

Le 108 foto in bianco e nero che lo compongono sono una collezione di ritratti intimi di band, di scatti di folle scatenate, di nottate alcoliche, ricordi di quell'epoca di vivace anarchia che si è dissolta insieme allo stato jugoslavo, ma che, a distanza di decenni, ha continuato a vivere negli abiti neri, nei capelli color pastello e nella musica dei club in cui ha ballato fino all'alba la generazione #nofuture degli anni '10. Una sensazione che oggi non vediamo l’ora di provare di nuovo sulla nostra pelle.

Così abbiamo intervistato il fotografo, per capire cosa significhi “ribellione” oggi e sapere com'era vivere in Jugoslavia durante il regime comunista.

Fotografie Jože Suhadolnik Jugoslavia punk anni '80

Com'era fare parte del movimento punk jugoslavo negli anni '80? Cosa significava essere punk a quel tempo? 
Il movimento punk aveva molti seguaci a Lubiana, Zagabria, Belgrado e Rijeka. Sin dall'inizio, le band punk affermavano di avere una forte connotazione sociale e antipolitica, anche se in realtà tutte difendevano con forza le proprie specifiche posizioni politiche, che fossero di sinistra o addirittura estrema sinistra. Per me, fare parte della scena significava poter entrare gratis ai concerti e scattare le mie foto.

Hai iniziato a fare foto quando eri molto giovane. Come ti sei avvicinato alla fotografia?
Avevo 14 anni quando ho scoperto la macchina fotografica di mio padre, una Flexaret che proveniva dalla Cecoslovacchia e scattava in formato 6x6. Le fotografie di Henri Cartier Bresson e Robert Frank mi avevano conquistato, e quando ho avuto l'occasione di vedere per la prima volta le mie foto sviluppate sono impazzito dalla felicità! E poi, a quel tempo, nessuno si rifiutava di essere fotografato, a parte forse i militari dell'Armata Popolare Jugoslava, e andare in giro con la propria macchina fotografica sembrava il modo migliore per comunicare con gli altri.

Fotografie Jože Suhadolnik Jugoslavia punk anni '80

Com'era vivere nella Jugoslavia comunista? Quali sono i tuoi ricordi più belli di quel periodo?
Hmm. Non avevamo i jeans, il caffè, le banane, la TV; ma avevamo l'assistenza medica gratuita, anche la scuola era gratuita e ogni persona aveva un lavoro. Per comprare la mia prima macchina fotografica ho lavorato ogni singolo giorno per due mesi e mezzo. Facevo turni di 16 ore nei weekend, eppure non è bastato, e i miei genitori alla fine mi hanno dovuto prestare dei soldi perché riuscissi a comprare una macchina con una sola lente. Era difficile trovare anche la pellicola. Si trovava solo la carta fotografica Orwo, a volte la Ilford, oppure, la maggior parte delle volte, scattavamo con pellicole Efke in bianco e nero. Ma non si moriva di fame al tempo. Invece oggi succede spesso, la gente è davvero disperata.

Qual è il miglior concerto a cui sei stato? Raccontaci com'è andata.
È una domanda difficile, dato che sono stato a più di 1600 concerti! Uno dei migliori è stato l'ultimo di Iggy Pop and the Stooges a Lubiana, nel 2009, poi purtroppo è morto Ron Asheton. Sì, quello è stato l'ultimo concerto punk, Iggy saltava come un pazzo nonostante i suoi 62 anni, era una spettacolo mentre cantava "I wanna be your dog.” 62 anni, piedi scalzi e torso nudo!

Fotografie Jože Suhadolnik Jugoslavia punk anni '80

Ho letto nella presentazione del tuo libro Balkan Pank che durante il regime comunista ti capitava spesso di andare a Trieste, città a cui sono molto legata. In cosa la trovavi diversa rispetto al tuo Paese?
Trieste era la nostra destinazione preferita, lì trovavamo tutto. Compravamo vestiti, macchine fotografiche, pellicole, bevevamo il caffè migliore del mondo. All'epoca gli jugoslavi andavano a Trieste un po' come oggi la gente va a Londra o New York. Trieste era decisamente una meta molto ambita. E a proposito, è ancora una città bellissima, andare con il tram da Opicina a Trieste è una delle cose più romantiche che ci siano.

L'anticonformismo e la ribellione sembrano non appartenere più alla mia generazione. Perché, secondo te?
Vorrei fare a te la stessa domanda. Credo che oggi prevalga l'individualismo. Ascoltare o aiutare gli altri è considerato semplicemente buona educazione, nient'altro. E ora quando hai un lavoro e un posto dove dormire diventi automaticamente intoccabile.

Dove possiamo comprare il tuo libro Balkan Pank?
Ad oggi Balkan Pank è sold out. Ma sto lavorando a una nuova edizione ampliata…

Fotografie Jože Suhadolnik Jugoslavia punk anni '80

Una precedente versione di questo contenuto è stata pubblicata in data 21/9/15

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto 
Foto su gentile concessione di Jože Suhadolnik

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