abbiamo incontrato i the maine per parlare di musica analogica, tour e vita da rockstar

Correva l'anno 2007 quando tra un video con Jared Leto e la matita nera dei My Chemical Romance su MTV passavano anche i video di un gruppo americano chiamato The Maine. Dieci anni dopo hanno ancora un seguito fedele e continuano a fare musica.

di Benedetta Borioni
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07 giugno 2017, 10:10am

Sono una persona molto nostalgica e ultimamente curiosavo tra le pagine Wikipedia di TRL. Chi della generazione di MTV non si ricorda delle bellissime puntate di TRL (Total Request Live), a Milano, tra San Babila e il Duomo?

Io mi ricordo, oltre a tutte le comparsate dei Lùnapop, il periodo d'oro della musica emo/alternative rock intorno al 2007-2008, quando My Chemical Romance, 30 Seconds to Mars, Tokio Hotel e Panic! at the disco facevano a gara per conquistare la classifica condotta da un giovane Alessandro Cattelan. Il "problema" di questo movimento musicale, non erano tanto i testi tristi, depressi e cupi, quanto il modo in cui band e fan portavano capelli e si vestivano. Non che io personalmente mi vestissi meglio 10 anni fa, nonostante provassi a seguire i consigli di Kate Moss e Alexa Chung quando anche la musica indie rock spopolava nelle classifiche (God bless Mr. Brightsite dei Killers).

Lo starter pack per essere vestiti come un ragazzo emo nel 2008 può essere descritto in poche parole: capelli piastrati con ciuffo lungo davanti al viso—meglio però con mèches colorate, Converse, maglia a righe, jeans, felpa nera e borchie, un sacco di borchie.

Ecco, io sia musicalmente che stilisticamente non riuscivo a seguire il genere.

In quel periodo, tra un video con Jared Leto e la matita nera dei My Chemical Romance, ogni tanto si intravedevano anche i video di Girls do what they want e Into your arms di un gruppo americano chiamato The Maine.

Non è stato amore al primo ascolto per me, perché non erano decisamente nei miei piani musicali, fin quando qualche anno dopo non ho dovuto, per forza, accompagnare una delle mie migliori amiche a un loro concerto. Oltre al fatto che non conoscevo nemmeno una canzone e non sapevo nemmeno che facce avessero, mi sono ritrovata nel loro tour bus a fare da supporto per un' intervista a due ragazzi del gruppo.

Ho scoperto che i The Maine sono dei ragazzi simpatici e alla mano, con cui parlare di qualsiasi cosa e di conseguenza vederli suonare e conoscere le loro canzoni è stato subito emozionante. "Brava Elena, è vero sono bravi" ho detto alla mia amica a fine concerto.

Correva però l'anno 2013, i Maine avevano già all'attivo quattro album Can't stop don't stop (2008), Black and White (2010), Pioneer (2012) e Forever Halloween (2013). Ad oggi si sono aggiunti American Candy, uscito nel 2015 e Lovely, Little, Lonley in vendita da poco più di un mese.

Poi, lo scorso Marzo ero a Londra proprio nel giorno in cui i The Maine suonavano all' Electric Ballroom di Camden Town; quindi ho preso coraggio e qualche giorno prima ho scritto alla mia amica che si è trasferita nella capitale inglese per chiederle di fare delle foto durante il concerto, ho contattato il management della band per poterli intervistare e alle 18:00 di quel 25 marzo eravamo pronte per incontrarli.

Il backstage del club è piccolo, pieno di scale e ci fanno salire all'ultimo piano in una stanzina minuscola. Dopo qualche secondo arrivano John O'Collaghan, Kennedy Brock e Garrett Nickelsen. Negli ultimi quattro anni ho seguito l'evolversi del gruppo e mi è sempre piaciuto il modo in cui si rapportano con fan; dal vivo si nota perfettamente quanto i Maine siano legati ai ragazzi e alle ragazze che li seguono. Di Milano o di Londra che siano. Tanto che senza nessuna paura John, il cantante, durante il live ha invitato un ragazzo a cantare con lui, facendolo diventare la rockstar della serata.

Questo è quello che ci hanno raccontato durante l'intervista.

Complimenti per I 10 anni di carriera! Sono successe un sacco di cose immagino. C'è un momento in particolare che vi ricordate come il più importante?
John: Beh ci sono alcune cose.. come quando ho compiuto 21 anni. No, non è vero. Non è una bella storia. Comunque sono successe un sacco di cose.
Kennedy: Quando ho fatto 20 anni eravamo qui a Londra, durante il nostro primo giorno. Suonavamo in questo posto, si chiama così. No non mi ricordo. Non ci ricordiamo niente. Ma comunque per me era allucinante essere in Europa, a Londra, a festeggiare il mio compleanno.
John: Ci sono i pro e i contro di questo lavoro; in questi anni abbiamo perso un sacco di compleanni, matrimoni, funerali, nascita di nipoti, ma il fatto è che ci sentiamo ancora freschi, carichi e presi bene. Ok, magari questi 10 anni possono sembrare come quando prendi dei funghetti ad Amsterdam o quando ti fanno trovare una spogliarellista al tuo compleanno, ma quello che importa è che ci stiamo ancora mettendo moltissima passione in quello che facciamo e credo che le persone percepiscano.

Ormai siete in tour da 10 e avete girato tutto il mondo, avete per caso notato differenze nella scena musicale tra gli Stati Uniti e l'Europa?Kennedy: Mi da l'idea che la gente reagisca in modo diverso per ogni canzone nei vari paesi.
John: secondo me in Europa la gente apprezza di più la musica rock, rispetto agli States che la seguono un modo tutto loro, più veloce e di gratificazione immediata, ma comunque siamo qui e ti dirò, alla fine non c'è così tanta differenza di approccio musicale tra Europa e US.

C'è un obiettivo comune che volete raggiungere nei prossimi 10 anni?
Kennedy: Vorremmo sicuramente suonare altri 10 anni, vogliamo essere una career band, vogliamo suonare finché non saremo vecchi.
Garrett: ma siamo già vecchi!

Cosa ascoltate in questo momento e come avete scelto le cover del vostro LP?
John: Non so cosa sto ascoltando in questo momento.
Garret: Io ascolto i Blur. Infatti volevamo fare Song 2 live.

Siamo a Londra, quindi vorrei sapere com'è nata English Girls.
John: Eravamo in un posto a Manchester chiamato Snobs e in Inghilterra il pavimento è veramente appiccicoso, ma comunque eravamo fuori dal locale, c'erano delle ragazze e stavo ascoltando le loro conversazioni.

Solitamente I testi parlano di tue esperienze personali?
John: Ci provo, provo a mettere il più possibile nelle canzoni e per quanto riguarda il nuovo album ho provato a non farlo ma allo stesso tempo ho lavorato più su ampie vedute, in modo da poter portare molto più le persone verso la musica e il testo.

Forever Halloween è stato registrato in analogico. Invece, negli ultimi due anni, siete tornati al digitale. Com'è cambiato il processo di registrazione dell'album?
John: Abbiamo lavorato con Brad Benson, che ha il doppio dei nostri anni ma è profondamente legato alla storia del rock 'n' roll . Con lui ovviamente condividiamo l'amore per David Bowie e i Rolling Stones, così come per la musica degli anni '60 e '70 in generale. Colby Wedgeworth, con cui abbiamo registrato gli ultimi due album, invece è molto più New Age, fan di canzoni ben scritte e della musica pop; è più vicino alla tecnologia moderna. Quindi a volte dobbiamo fermarci e dire "non possiamo fare affidamento solo al computer", dobbiamo toccare con mano strumenti e amplificatore perché rispettiamo ancora il processo di fare musica suonando canzoni al momento.

Crediti


Testo Benedetta Borioni
Foto di Elena Indiano

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