la guida di i-d per vivere e sopravvivere a milano

Non cercate mai, neanche sotto tortura, di imitare l'accento milanese; se la vostra cadenza vi crea imbarazzi, fate un corso di dizione e imparate a pronunciare quelle "e".

di Amanda Margiaria
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14 luglio 2017, 2:00pm

Una delle descrizioni di Milano più calzanti in cui mi sono imbattuta recita più o meno così: "è un'elegante donna sui 50 anni. All'inizio non ci si fa troppa attenzione, ma se ci si sofferma a guardarla da vicino si scoprono dettagli di rara bellezza. Un maestoso ingresso liberty, un giardino nascosto o una galleria d'arte al posto di occhi azzurri e intelligenti, di mani affusolate e di un sorriso sicuro di sé." Oggi, la città che ha in mente chi ha scritto queste righe sta cambiando. È più giovane, più dinamica e sa attirare l'attenzione. Si fa notare, perché, quasi una metropoli ispirata a Benjamin Button, cresce, si espande e trasforma, ma lo fa ringiovanendo, svecchiandosi e rendendosi appetibile ai millennials.

Milano offre tanto, ma solo a chi ha la voglia, la determinazione e la capacità di cogliere al volo le opportunità. E se all'orizzonte non ci sono occasioni allettanti, siamo noi a dovercele creare. Sembra essere questo il motto della città negli ultimi anni, e noi di i-D abbiamo scritto questa guida tra l'ironia e divertimento per chi vuole farne la sua città. Esattamente com'è successo a noi.

Premessa: non aspettatevi di innamorarvene il giorno in cui vi trasferirete qui. Milano non ha l'eleganza altezzosa di Parigi, né la vena underground di Berlino o il continuo fermento creativo di Londra. Ma ha fascino, basta lasciarle il tempo di sfoggiarlo. E allora di Milano ci si innamora pian piano: uscendo, conoscendo persone di ambienti, paesi e background diversi, camminando per le sue strade nelle sere d'estate e maledicendola quando il tram è davvero troppo pieno perché piove e la gente lascia a casa motorini e biciclette. Stupendosi di quanto questa città sia insieme urbana e provinciale, ricca di contraddizioni come ogni melting pot che si rispetti.

Trasporti
Complice un clima che oserei definire mite per buona parte dell'anno, il modo migliore per spostarsi a Milano sono le vostre gambe. I mezzi pubblici ci sono, e funzionano discretamente bene, ma prendere la metro per fare un chilometro vuol dire perdersi qualche bellissimo edificio nascosto tra le sue vie, un nuovo bistrot o semplicemente l'elegante sciura di quartiere che porta a passeggio il suo barboncino. Armatevi di pazienza e camminate, camminate e camminate. Unica legge non scritta valida su tutti i mezzi di trasporto ATM: se qualcuno mangia cibi dall'odore così forte da disgustare tutti i passeggeri, avete il diritto di fissarlo con odio finché non getterà la maleodorante pietanza fuori dal finestrino o deciderà di scendere.

Shopping
Non c'è solo il Quadrilatero della Moda, anche se un giro in Via della Spiga è sempre una buona idea: qui si trovano infatti i flagship store dei principali marchi di lusso, il che significa vetrine che si avvicinano a opere d'arte per studio della composizione e articoli esposti. Altri quartieri degni di nota per svuotare il portafoglio sono Tortona e i suoi infiniti show room, Brera per le boutique ricercate, lo street wear di Slam Jam e le gioiellerie d'autore, i Navigli per il vintage d'alta moda.

Lavoro
A Milano due cose non mancano mai: la gente che urla al telefono sui mezzi pubblici e gli stage post-laurea. Al di là della solita retorica "nessuno vi assumerà mai senza esperienza, bisogna fare gavetta e farsi il culo", è un altro l'aspetto che più mi preme sottolineare: spesso, finiti gli studi non si ha ben chiaro quello che si vuole fare dopo e uno stage può aiutarvi a capire che siete sulla strada giusta, oppure che forse è necessario correggere il tiro con un master o facendo application per posizioni diverse. Per chi ancora non ha finito l'università, il consiglio è cercare qualche lavoretto estivo inerente al vostro corso di studi. All'estero è la norma, e laurearvi già con un paio di esperienze sul curriculum vi darà un vantaggio sui vostri colleghi freschi di corona d'alloro.

Casa
I vostri coinquilini diventeranno con tutta probabilità i vostri migliori compagni di serate, oltre che amici fidati. Per cui, sceglieteli con cura e cercate qualcuno che condivida il vostro spassionato amore per l'ordine o il vostro sommo disdegno per le norme igieniche più basilari, a seconda.

Appuntamenti
Se non l'avete fatto, scaricate Tinder. Specialmente nel periodo della Settimana della Moda, quando la città—e di conseguenza anche Tinder—pullula di modelli e bellocci in generale. Non ho altri consigli in merito, non sono abbastanza qualificata.

Relazioni
Leggi sopra. Per i consigli d'amore, in giro si dice che le fonti più autorevoli ad oggi siano Brezsny o Paolo Fox. JK, put a nice smile on e, anche in questo caso, non resterete delusi.

Vita notturna
Da almeno un decennio Milano cerca di guadagnarsi il titolo di vera capitale europea, specialmente dal punto di vista della vita notturna. Grazie a nuove realtà internazionali come il Terraforma e il Club 2 Club, la strada intrapresa sembra essere finalmente quella giusta. A questo si aggiunge il successo sempre più pop del Macao, dove tutti possiamo sentirci un po' più alternativi facendo l'alba tra musiche pseudo-latineggianti e MD. Il consiglio qui rimane sempre e comunque il Plastic, club che sulla sua pista ha visto trent'anni di moda e nella sua consolle ha fatto suonare DJ che hanno scritto la storia del clubbing italiano. E un taxi ogni tanto non vi ucciderà, magari per evitare la 90 o la 91 dopo che il sole è tramontato. O prima che sorga.

Miscellanea
Tra street-food e ristoranti stellati, dimenticate il problema "dove andiamo a cena sta sera?" perché la scelta è pressoché infinità.

Non cercate mai, neanche sotto tortura, di imitare l'accento milanese; se la vostra cadenza vi crea imbarazzi, fate un corso di dizione e imparate a pronunciare come si deve quelle "e".

Se soffrite di ornitofobia—o, come la sottoscritta, di piccionefobia—attraversare Piazza del Duomo è il modo giusto per procurarvi un attacco di panico. Un'ottima alternativa è dirigersi verso Corso Venezia per ammirare gli splendidi fenicotteri di Villa Invernizzi.

Oltre alle grandi mostre che potete visitare al Palazzo Reale, al MUDEC o in Triennale, la quantità di gallerie d'arte è pressoché infinita. Menzione speciale alla Fondazione Prada, fucina d'arte contemporanea dove ammirare le opere dei maggiori artisti di oggi.

Ogni quartiere della città sembra avere un dress code ben preciso, ma alla fine il normcore vince sempre. Così come l'individualità e la voglia di esprimere sé stessi.

Crediti


Testo Amanda Margiaria
Immagine via YouTube

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