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a milano, il vogueing arriva al museo e non potremmo essere più felici

Finalmente la gente sta iniziando a capire che il vogueing è una forma d'arte a tutti gli effetti.

di Benedetta Pini
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12 marzo 2019, 7:04am

Fotografia di Kami Salak per i-D

28 giugno 1969, 1.20 am, la polizia irrompe nello Stonewall Inn di Christopher Street nel quartiere Greenwich di Manhattan, il rifugio sicuro della comunità LGBTQ di New York, nonché vivace punto di ritrovo notturno. Era ormai l’ennesima incursione della polizia in un gay bar nel giro di pochi mesi, giustificata ancora una volta da interpretazioni a comodo delle leggi sugli alcolici. Fu la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso: gli ormai fidelizzati avventori del locale sono stufi di questo clima di tensione costante e invece che assecondare gli ordini della polizia si ribellano.Quell’episodio verrà ricordato come l’inizio dei moti di Stonewall, una serie di scontri violenti tra comunità LGBTQ e polizia che avranno luogo a New York, segnando la data simbolica della nascita del lungo ed estenuante movimento di liberazione omosessuale che ogni anno festeggiamo in tutto il mondo con il Gay Pride.

2019, ci spostiamo a Milano. Sono passati 50 anni e tante cose sono cambiate, eppure non abbastanza, come dimostra la situazione politica italiana ed estera attuale. C’è chi, però, continua ad agire concretamente affinché le cose finalmente cambino. Sabato scorso il museo di arte contemporanea PAC di Milano ha aperto i suoi spazi a La B. Fujiko, insegnante e performer di vogueing, che ha portato la ball culture e le vibe underground della subcultura newyorkese a cavallo tra gli anni ‘ 70 e ‘80 all’interno di un luogo ben più istituzionale. Un cortocircuito unico e vivacissimo creato in collaborazione con Le Cannibale: Vogueing in the name of Stonewall.

Inserito nella nuova edizione del Performing PAC, dedicata questa volta al tema dell’identità di genere, culturale, politica e sociale, sono andati in scena tre performer, ognuno schedato con una didascalia che ne riportava le caratteristiche, proprio come opere d’arte. Sofia Ninja, Pavlos Revlon e Latisha hanno creato una sintonia fortissima tra i loro corpi danzanti e il pubblico, cambiando radicalmente le regole della fruizione artistica convenzionalmente intesa. “Categorie-didascalie-nomi per nominare, manifestare e celebrare con orgoglio differenze, personalità, unicità," spiega La B. Fujiko.

A poco meno di un anno da The Scandalous Ball, la più infuocata competizione di vogueing in Italia, possiamo affermare con grande orgoglio che questa disciplina sta finalmente uscendo dalla propria nicchia ed è pronta a conquistare Milano, proprio come La B. Fujiko aveva già previsto. E per fortuna aveva ragione.

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Anche in Italia, oggi, la scena vogueing sta acquisendo sempre più credibilità e adepti. Siamo stati a Milano a vedere una ball in collaborazione con il collettivo parigino SoundSystem. Guarda qui tutte le foto: