uno skater pro ci racconta com'è essere uno skater pro, e gay

Il fotografo Tom Kneller ha unito le forze con lo skateboarder Stephen Ostrowski. Insieme, vogliono spalancare le porte di questa scena alla comunità queer.

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ago 8 2018, 7:00am

Stephen Ostrowski è uno skater professionista dichiaratamente gay, ed è anche tra i protagonisti di Blue Like You, cortometraggio girato dall'artista e fotografo newyorkese Tom Kneller che vuole mettere a nudo l'omofobia nascosta nel mondo dello skateboard.

Qui, Stephen ha deciso di raccontarci la sua esperienza, accompagnandola ad alcuni scatti di Tom. Entrambi vogliono cambiare le cose, vogliono che la scena skate diventi più aperta e inclusiva non solo sulla carta, ma anche nei fatti. Perché anche nello skateboard deve esserci spazio per la comunità LGBTQ.

La visibilità è essenziale al cambiamento. Riduce gli stereotipi, li annulla, e mette in luce l'odio nascosto. Quando Brian [Anderson, skater professionista di caratura mondiale, NdA] ha fatto coming-out nel 2016, il suo gesto ha unito due mondi fino a quel momento piuttosto lontani. Per la prima volta, un atleta considerato all'unanimità uno dei migliori skater di tutti i tempi ha dichiarato pubblicamente di essere gay. Finalmente un gesto per la comunità queer! Sono davvero fiero di lui.

La comunità skate è sempre andata orgogliosa della sua capacità di celebrare individualità, autenticità ed espressione di sé, ma come ogni altra scena comporta principalmente da uomini etero riesce solo a fatica a celebrare la diversità di chi ne fa parte. Sento davvero troppo spesso commenti come "è davvero brava, per essere una ragazza," oppure "sarà anche gay, però sullo skate ci sa andare." Come se i corpi che non rispondono all'idea di maschio tradizionale o che non ne assumono gli stessi atteggiamenti fossero un ostacolo da superare.

In una società che pregiudica i corpi e le voci LGBTQIA+ è più importante che mai unire le forze e combattere la discriminazione. Far sentire la propria voce, e anche quella di chi non può parlare. Essere modelli per le generazioni del futuro, perché il modo in cui esprimiamo la nostra personalità non dovrebbe chiederci di rinunciare a chi, o come, amiamo.

Queste immagini sono state scattate da Tom Kneller durante i pomeriggi di skate organizzati da Unity Skateboarding, un collettivo queer itinerante che si propone di creare spazi sicuri per chi vuole skateare senza preoccuparsi di genere, razza, orientamento sessuale o capacità atletiche dei suoi membri. Penso con enorme tristezza a chi ha abbandonato troppo presto questo sport, a chi neanche lo ha mai provato, a chi si è sentito dire che lo skate non faceva per lui, o per lei. Perché lo skate non appartiene a nessuno, anche se a venire rappresentati sono sempre gli stessi.

Crediti


Testo di Stephen Ostrowski
Fotografia di Tom Kneller