i tatuaggi in faccia stanno diventando la normalità?

Dal mondo del crimine, passando per la cultura Maori, fino agli esponenti del SoundCloud rap, i tatuaggi in faccia non stupiscono più nessuno.

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ott 12 2018, 11:32am

Basta un giro nei quartieri giusti o qualche scroll attento su Instagram per rendersi conto che sempre più ragazzi si stanno tatuando la faccia. L'ispirazione dietro questa nuova tendenza, o meglio, verso la normalizzazione di una subcultura spesso guardata con disprezzo, viene dalla generazione di giovani rapper nati su SoundCloud, che sono poi i creatori del nuovo, omonimo, genere: il SoundCloud Rap (di cui i nostri colleghi di Noisey Italia raccontano genesi e tematiche qui).

Si tratta di un gruppo di artisti ben definito, che con i loro testi malinconici e le casse dritte si posizionano più o meno nel mezzo tra I Miss You dei Blink 182 e New Slaves di Kanye West. Portano maglie a scacchi, rasta rosa pastello e si tatuano in faccia scarabocchi di frasi effimere e disegni piuttosto simili a quelli che farebbe un bambino di nove anni sul suo quaderno.

Post Malone, la risposta hip-hop al beer bro tradizionale, fino a pochi giorni fa si ostinava a portare un disordinatissimo man bun e ha le parole Stay Away scritte indelebilmente su una palpebra, mentre le sue occhiaie violacee riportano, con poca fantasia, la scritta Always Tired. Della sua rivalutazione dell'estetica white trash abbiamo già parlato, e i suoi tatuaggi sono la ciliegina sulla torta di questa immagine finto-trasandata, ma in realtà studiata fin nei minimi dettagli.

Lil Xan—un sadboi fissato con lo streetwear che ha definito la musica di Tupac "noiosa" e di cui ultimamente si è parlato per la travagliata fine della sua storia con Noah Cyrus—porta con orgoglio sul sopracciglio il titolo di un su pezzo, Xanarchy, mentre un ZZZ dall’altro lato ci ricorda che probabilmente anche lui è spesso stanco. Lil Peep, RIP, aveva tatuata in fronte la tragica sentenza get cake, die young, mentre 6ix9ine sfoggia un discutibile 69 in faccia, tipo logo di Gucci. E persino l’innocente Justin Bieber ha una piccola croce tatuata sull’occhio.

Ma anche in Italia non mancano esempi di trapper e celebrità con tatuaggi in faccia: Side, ex della DPG, sembra voler celebrare ogni avvenimento importante della sua vita con una nuova scritta e/o disegno sul volto; Young Signorino un po' se n'è pentito di quel Signorino a caratteri cubitali sulla tempia, ma l'ha reso così famoso che qualcuno ha anche creato un filtro per fotocamera che ti trasforma proprio in Young Signorino. Anche Sfera Ebbasta, Luché e praticamente chiunque abbia più di 200k follower su Instagram può essere aggiunto a questa lista.

Perché è proprio su Instagram che ha preso vita il processo di normalizzazione di cui parlavamo. È qui che adolescenti con volti da bambini stanno usando biro e trasferelli per disegnarsi delle pistole sulla faccia, emulando 6ix9ine e Lil Xan. Provate a scrollare qualche post con l'hashtag #facetattoo, e troverete migliaia di foto di ragazzini con salici rinsecchiti e numeri romani disegnati in fronte in onore dei loro rapper preferiti.

Ma i tatuaggi in faccia sono nati molto, molto prima del SoundCloud Rap. La parola latina per tatuaggio è "stigma" e rappresentava, all’epoca, "un segno distintivo e indelebile sulla pelle di uno schiavo o di un criminale." Nell’Antica Grecia e in Cina, questi tatuaggi denotavano crimini tremendi o erano segni di appartenenza a un clan. L’imperatore greco Teofilo si vendicò con due monaci che lo criticarono pubblicamente facendo tatuare sulle loro fronti ben 11 versetti osceni di un poema in pentametri. Ecco, se questa cosa fosse successa oggi, probabilmente quei monaci sarebbero super cool e pubblicherebbero mixtape da paura.

Fino a qualche anno fa, i tatuaggi in faccia erano associati esclusivamente alle gang criminali: i leader della Fratellanza ariana avevano delle svastiche tatuate in fronte, mentre i Latin Kings, la gang di detenuti ispanici, si riconoscevano per una corona a cinque punte sul collo, e quelli della Nuestra Famiglia nella California del Nord avevano tatuati i cosiddetti "norteño."

In altre culture, i tatuaggi sul volto hanno un significato religioso. Le donne Maori della Nuova Zelanda, ad esempio, portano i "moko kauae", dei tatuaggi sul mento di pattern concentrici che testimoniano la loro identità. Secondo la tradizione, ognuna di loro ha un moko nel cuore, che il tatuatore non fa altro che portare in superficie. Le donne della tribù Kutia Kondh di Orissa, in India, si tatuano sul volto delle linee geometriche per farsi riconoscere quando accederanno al mondo spirituale.

"Quando ho chiesto cosa significasse la croce sulla sua faccia, 21 Savage mi ha risposto irritato: 'è un coltello.'"

Man mano che il fenomeno è diventato sempre più popolare, i tatuaggi tribali hanno perso la loro connotazione spirituale originale. "Purtroppo, anche i tatuaggi sono diventati vittima dell’appropriazione culturale," spiega Guy Neutron, un tatuatore al Love Hate Social Club, "il loro significato è andato quasi del tutto perso." (Ad esempio, quando chiesero a Mike Tyson perché avesse un Maori tatuato sulla faccia, lui rispose semplicemente che avrebbe voluto tatuarsi dei cuori, ma poi aveva cambiato idea e aveva voluto "una cosa tribale.")

I veri conoscitori del tatuaggio sono piuttosto infastiditi dal successo dei face tattoo e sono convinti che il successo globale abbia sminuito il loro significato più profondo. "Sotto l’occhio ho tatuato un N01, così mi ricordo sempre di mettere me stessa al primo posto," spiega Nikita, ex tatuatrice parlando del significato di questa arte. La gente che si riempie la faccia di tatuaggi inutili, però, la infastidisce: "È una roba da poser, e rovina tutto. Tatuarmi volto e collo era il mio obiettivo, ma uno non può passare direttamente a quello."

Per la connotazione religiosa e spirituale, le lacrime e i pattern geometrici tatuati in volto sono ormai popolarissimi tra teenager con t-shirt oversize di gruppi grunge e make-up artist che postano tutorial per riprodurre i look da veri duri. Ma qual è il motivo dietro questo successo tra i rapper?

C’è una sorta di nichilismo e nonchalance vagamente punk che accompagna questi rapper in trip costante. "Volevo solo, boh, far incazzare mia madre," ha detto Post Malone parlando dei suoi tatuaggi. Quando hanno chiesto a 21 Savage cosa significasse la croce sulla sua faccia, lui ha risposto irritato: "È un coltello." La cultura del face tattoo è piuttosto casuale e terribilmente confusa: ti addormenti e non ti ricordi che avevi chiesto a un tizio di disegnarti un cuore spezzato sullo zigomo. Nel documentario di Vice Fake Xanex, Clayton, il rapper britannico, è chiaramente incosciente mentre si fa tatuare la parola LOST sulla faccia. C’è uno strano contrasto tra la permanenza indelebile del tatuaggio e la leggerezza con cui viene fatto, che ti fa capire che a queste persone non importa più di nulla.

Molti di questi tatuaggi contengono un forte messaggio motivazionale, come a dire "devo fare abbastanza successo per evitare un noioso lavoro d’ufficio davanti a un foglio excel." Lil Peep aveva detto a i-D nel 2017: "Mi sono tatuato il cuore spezzato in faccia quando avevo 17 anni per obbligarmi a combinare qualcosa nella mia vita. Sapevo che con un tatuaggio sul viso non avrei mai trovato un lavoro normale." Arnoldisdead - un rapper del collettivo Xanarchy di Lil Xan -- ha detto una cosa simile per spiegare il ritratto di Anna Frank che ha tatuato su un lato dalla faccia (da lui rinominata "Xan Frank"). "Ci sono persone nella storia che non hanno avuto controllo sulla propria vita, non hanno potuto farne quello che volevano… cioè, passare la vita chiusa in casa per poi morire… io voglio fare musica."

Significato a parte, sulla scena rap sempre più affollata, anche l’estetica conta e il modo migliore per farsi notare è osare, esagerare. Prima che se lo facesse rimuovere, ad esempio, il cono gelato sulla guancia di Gucci Mane era il suo segno di riconoscimento, insieme alla catena in abbinato che portava sempre al collo. La stessa cosa vale per l’extraterrestre di Lil Pump: faceva parte del suo successo, era un logo vivente.

Lasciando per un attimo da parte la scena rap e la notorietà, ho parlato con Beka, musicista e addetta alla sicurezza. I suoi nove tatuaggi in volto—dalle stelle alle foglie di alloro—hanno fatto parecchio discutere. "La gente mi dice che mi rendono interessante," dice Beka. “Sono passata da 4K a 11K follower in pochi mesi, e penso sia anche merito dei tatuaggi. Cerco di farmi sempre selfie in cui si vedano i tatuaggi perché prendono più like."

Insomma, pare che i tatuaggi in faccia siano diventati le nuove felpe col cappuccio e i nuovi rasta, ovvero quella cosa che spaventa i pensionati sull’autobus ed evita che si siedano accanto a te. Un tentativo lodevole, ma solo l’ultimo di una lunga serie—dopo i dilatatori e i capelli verde fluo—che funzionerà solo fino a quando non diventerà troppo comune, quasi normale. Tra non molto, anche le più innocenti pop star e i Tiziano Ferro di turno andranno in giro con un tatuaggio che recita get fucked sulle loro gote perfettamente idratate. Ben presto, non saranno più un gesto sovversivo, ma l’ennesimo vezzo commerciale.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.