la guida di i-d per non andare in sbatti causa solitudine

L'ennesima cena ordinata su Deliveroo potrebbe non essere la soluzione migliore. Cucinare qualcosa di buono solo per voi stessi sì.

di Bertie Brandes
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07 giugno 2017, 2:20pm

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Nessuno ammette a cuor leggero di sentirsi solo. Banalmente, anche passare del tempo senza nessuno intorno può farci sentire a disagio. E non è per niente di moda. Dall'esterno, sembra che le altre persone non siano mai da sole, ma proprio mai. Se stanno dormendo, qualcuno le fotografa mentre si rigirano tra le coperte. Se stanno facendo la spesa, qualcuno fa un live streaming tra gli scaffali del supermercato. L'individualità è più celebrata che mai, ma stranamente non abbiamo ancora imparato a celebrare il tempo passato da soli come parte integrante dell'unicità. Oggi, avere qualcuno che immortala le nostre vite per confermarne in qualche modo il valore sembra essere la normalità. L'intrusivo è diventato inclusivo. E anche se non vogliamo ammetterlo, siamo davvero soli per gran parte del tempo. Ci svegliamo da soli, non importa quante altre persone si stiano svegliando con noi. Leggiamo da soli, pensiamo da soli e scegliamo come esprimere noi stessi da soli. Fissiamo ossessivamente i nostri smartphone, e lo facciamo da soli. Dietro l'ironia di cui facciamo sfoggio online, dietro l'immagine di noi che accuratamente curiamo sui social media si cela un'altra persona. E quando siamo costretti a spegnere tutto e confrontarci con quel lato di noi stessi più silenzioso e vulnerabile, spesso ci appare piuttosto insipido.

La solitudine è un sentimento doloroso e umiliante che sta diventando sempre più antiquato. Veneriamo l'idea di comunità, ma tra le sue maglie non dovremmo togliere forza all'autonomia individuale. Tutti viviamo dei periodi di solitudine nel corso della nostra esistenza, dovuti all'amore, alla frustrazione o alla mancanza di sonno poco importa. Tristemente però, ma non a sorpresa, la nostra cultura non accetta la solitudine. La sfrutta. L'insicurezza spinge le persone ad alimentare il sistema capitalista con frenesia: si condivide, ci si connette e si spera in qualche "mi piace" nell'attesa che quelle emozioni si trasformino, passando dal mondo virtuale a quello reale. Quando non succede, ci sentiamo improvvisamente alienati dall'intera comunità sociale.

Tristezza e frustrazione non sono emozioni divertenti. Ci travolgono, ma dimostrano anche la complessità della natura umana e l'importanza di coltivare una relazione sana con noi stessi. La solitudine è semplicemente l'ennesimo filtro che ci separa dal mondo, ma imparare ad accettarla richiede tempo e impegno. Ecco alcuni consigli per riuscirci:

Osservati di fronte allo specchio
Al posto di pensare che nessuno voglia passare del tempo con te, usa questo trucchetto: decidi di passare del tempo senza nessuno intorno. Et voila, sei tu ad avere il coltello dalla parte del manico. Non appena si smette di far decidere agli altri quanto ci stiamo divertendo e quanto ci sentiamo realizzati, immediatamente diventa chiaro come non siano gli altri a doverci aiutare; inizia così un processo di ricostruzione della relazione con il proprio io. Sembra forse un consiglio dozzinale e astratto, ma dimostrare fisicamente l'amore per sé stessi non è poi così difficile: prenditi un po' di tempo da passare con il tuo corpo. Tutti noi lo facevamo spesso da bambini e durante l'adolescenza, scrutando la carne che supporta e definisce le nostre identità, disegnando connessioni tra la nostra esistenza fisica, emotiva e spirituale. Poi smettiamo perché troppo impegnati a fare binge-watching dell'ultima stagione di Veep o a scaldarci l'ennesima tazza di té mentre ci chiediamo perché la nostra migliore amica delle elementari non ci abbia invitato alla sua festa di fidanzamento. Non è necessario essere innamorati del proprio corpo, ma se non ci si accetta in quanto esseri umani è facile sentirsi come svanire d'improvviso.

Capisci con chi ti senti al sicuro e sii onesto con loro
Ricorda, non sei meno circondato da amici e conoscenti di quanto non lo fossi la scorsa settimana, adesso sei solo estremamente cosciente della loro continua assenza. Se ti sembra che nessuno ti stia scrivendo tranne i tuoi genitori, allora scrivi ai tuoi genitori. Devi fare affidamento sulle persone di cui hai deciso di circondarti. L'isolamento è una sensazione che anche i tuoi amici hanno sicuramente provato, seduti sul loro letto aspettando furiosamente che tu gli scrivessi un messaggio per chiedergli di vedervi. Quindi, scrivi alle persone con cui ti senti più al sicuro. Di' loro che sei giù di morale. Mandagli un meme, così non avrete neanche bisogno di spiegarvi a parole. Taggali in un meme su Instagram, così neanche tu dovrai sforzarti di scrivergli. Se fanno schifo e non ti sostengono, almeno sai che non dovrai avere una così buona considerazione di loro quando starai meglio. Ma probabilmente ti daranno una mano, perché la maggior parte delle persone non fa schifo. Davvero. O almeno spero. 

Dormi, e non sentirti in colpa quando lo fai
Lo so, forse non è una buona idea dire a una persona mediamente depressa di buttarsi sul letto e non muoversi di lì. Ma, a essere onesti, a volte quando ci si sente alienati e persi la soluzione migliore è davvero dormirci su. Senti di dover andare a dormire tutte le sere alle otto per due settimane di fila? E allora fallo. Vuoi dormire per un'intera domenica con le tende chiuse e 30 gradi nella stanza? Non tirarti indietro. La vita è lunga e perdersi qualche raggio di sole quando si è emotivamente esausti non è qualcosa che rimpiangeremo in punto di morte. Sii incosciente per un po', fatti una lunga passeggiata nel bel mezzo della notte, siediti su un autobus e arriva al capolinea, poi torna indietro. Lascia correre i pensieri e prenditi la pausa di cui hai tanto bisogno.

Cucinati qualcosa di buono
Accettare l'idea di fare qualcosa per sé stessi può essere molto difficile. Quando ci troviamo a dover nutrire e far divertire solo noi stessi, l'atteggiamento prevalente è "sono solo io, quindi perché dovrei mettermi a cucinare qualcosa?" Intanto, chiunque altro sembra essere a una cena di gala occupato a sbocconcellare piatti elaborati mentre tu sei lì che contempli la possibilità di mangiare verdure crude e probabilmente molto vecchie. Questo è il momento giusto per sfidare il Gordon Ramsay che è in te. Cosa direbbe Gordon di questa situazione? Ti direbbe di non andare a qualche noiosissima festa in giro per la città, piena di gente che hai conosciuto su internet. Ti direbbe di andare a comprarti gli ingredienti per una quiche, cucinarla alle 11 di sera, mangiarne metà alle 11:45 e andare a dormire con la nausea e la sensazione di aver ingerito un intero tir. La stessa cosa vale per leggere, camminare, andare al cinema e fare sesso. Sono tutte cose che riescono meglio se fatte in solitudine.

Conclusioni
Per uscire da una crisi esistenziale ci vuole tempo. Una enorme, fastidiosa quantità di tempo. Probabilmente siamo nell'ordine degli anni. Possiamo far finta che io non l'abbia detto, ma l'unica cosa che posso dirti è: concentrati sull'immediato finché ne avrai bisogno. Prima o poi, capirai cos'è che davvero ti butta giù di morale e saprai affrontarlo. La vita è strana e difficile e davvero pesante per tutti. Sei incasinata, e tra un mese lo sarai ancora. Spegni il telefono. SPENTO. Esci da sola. Basta leggere i messaggi diretti su Instagram.  

Leggi anche: La guida per sopravvivere ai social media dopo una delusione sentimentale.

Crediti


Testo Bertie Brandes
Screenshot da Welcome to the Dollhouse

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