incontriamo le menti creative che hanno collaborato a nikelab x acronym

Il fondatore di Acronym, Errolson Hugh, ci presenta le persone che hanno dato vita alle sue idee. Creato con NikeLab.

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08 febbraio 2017, 5:25pm

Errolson Hugh non è un fashion designer/stilista—almeno non nel senso stretto del termine. Per il suo approccio al design, il nome dietro al marchio berlinese Acronym somiglia più a un artista/progettista/inventore che mette al centro delle sue creazioni la nostra presenza nel mondo e le dinamiche con cui tecnologia e ambiente influiscono sulla vita di tutti i giorni. Per celebrare il lancio di NIKELAB AF1 DOWNTOWN X ACRONYM® - l'ultima collaborazione tra Acronym e NikeLab, una rivisitazione visionaria del classico modello Air Force 1 che unisce caratteristiche funzionali a materiali innovativi—Olivia Rose ha fotografato il team di Errolson, le persone da cui trae ispirazione ed energia. La sua "tribù" è parte fondamentale di Acronym, ed Errolson, come un magnate, attira intorno a sé nuovi talenti creativi, coi quali instaura una simbiosi che si traduce in un'innovazione continua.

Errolson Hugh

"In realtà la cosa più bella è che nel team ognuno è giusto a modo suo. Quando tutti lavoriamo su qualcosa insieme, succedono cose nuove e imprevedibili."

Nome?

William Gibson.

Età?

68 anni.

Dove vivi?

Vancouver, Canada.

Cosa fai?

Lo scrittore, e una collezione con Buzz Rickson che porta il mio nome.

Come hai conosciuto Errolson?

Ci siamo conosciuti nel 2008, quando da Arc'teryx stavano lavorando a Veilance. Mi avevano parlato di un tale di Berlino, che era il talento nascosto dietro un menswear tecnico ma con vocazione urban, iper-funzionale. Mi sono fiondato su eBay e ho comprato da un tizio in Italia una giacca "guscio" Acronym usata. E ho capito subito che chi l'aveva disegnata corrispondeva perfettamente a quella descrizione. Poi, per mia fortuna, Errolson è venuto qui, ed è così che ci siamo finalmente incontrati di persona.

Cosa ti piace di lui?

Un sacco di cose! Il suo senso dell'umorismo, tutto ciò che fa e rappresenta come designer, inclusa quella rara capacità di capire quando una strada è già stata battuta a sufficienza. E poi, sicuramente, la sua condotta, quella cosa che gli permette di muoversi in questo ambiente senza crearsi screzi con nessuno. È la persona meno stronza dell'industria della moda. Sempre che lavori effettivamente nel settore della moda, perché spesso ho l'impressione che faccia altro, qualcosa per cui non abbiamo ancora un nome… Architettura indossabile?

Dove e quando hai trovato una tribù, un gruppo di persone con cui ti sei sentito connesso creativamente?

Inizialmente tra i fan della fantascienza dei primi anni Sessanta, e poi verso la fine di quel decennio tra le persone che si appassionavano di musica quanto e come me. Ma per quanto possa essere importante l'identità di una sottocultura, a quell'età e anche dopo, la capacità di prendere le cose buone di un determinato gruppo e poi riuscire ad allontanarsene ha i suoi vantaggi.

Perché è così importante trovare il proprio gruppo?

Perché altrimenti rischi di morire di noia! Sul serio, secondo me oggi stiamo vivendo un aspetto dell'utopia/tempo del sogno della civiltà industriale e post industriale: più che "tribù", oggi ci sono nazioni.

Perché oggi più che mai è così importante rimanere uniti?

Perché ci siamo ritrovati di fronte al riemergere di una vera e propria forma di fascismo. Che non è una modalità politica, ma una forma politicizzata di criminalità. Il fascismo reale esiste sul serio, nel mondo. Quindi l'unione è fondamentale.

Completa la frase: Famiglia è…

sia quella da cui provieni, sia quella che trovi. 

Nome?

Ümit Esbulan.

Ian Wang.

Età?

Ümit: 30 anni.

Ian: 22

Dove vivi?

Ümit: A Kreuzberg, Berlino.

Ian: A Berlino

Cosa fai nella vita?

Ümit: Il designer per Acronym.

Ian: Per Acronym svolgo principalmente lavori grafici, ogni tanto assisto al processo di design e quando posso e gestisco il nostro online store.

Dove hai conosciuto Errolson?

Ümit: Un giorno l'ho chiamato e gli ho chiesto di lavorare per lui.

Ian: Ho scritto ad Errolson su twitter quando avevo 16 anni chiedendogli se potevo fare uno stage. Non c'è bisogno di dire che ai tempi il mio aiuto non era affatto necessario. L'anno dopo la mia maturità, gli ho detto che mi sarei trasferito a Berlino, ci siamo incontrati e mi ha preso a lavorare per lui...

Cosa ti piace di lui?

Ümit: Il suo approccio al design—ho imparato tantissimo da quando ho iniziato a lavorare qui. È tutto l'opposto di quello che mi hanno insegnato all'università. Ho dovuto cambiare completamente il mio processo creativo.

Ian: La sua insaziabilità, la sua disciplina, il pensiero e la dedizione verso la sua arte. La sua comprensione di ciò che è necessario per creare un corpo di lavoro dinamico. La sua abilità di capire e sintetizzare attraverso la cultura, la discipline e il tempo. La sua volontà di insegnare, essere mentore e offrire opportunità ad un ragazzo di lavorare. Ma soprattutto ammiro il fatto è una persona semplice e coi piedi per terra.

Dove e quando hai trovato una tribù, un gruppo di persone con cui ti sei sentito connesso creativamente?

Ümit: Ad Anversa, durante i miei studi alla Royal Academy of Fine Arts.

Ian: Ad Acronym a Berlin. All'inizio del 2014.

Perché è così importante trovare la propria tribù?

Ümit: Mi ha aiutato a sopravvivere all'università, ma mi aiuta anche a divertirmi mentre lavoro ai vari progetti—e questo forse è l'aspetto che preferisco. Una tribù è un luogo in cui una persona completa l'altra, e al tempo stesso in cui ognuno vede le cose in modo un po' diverso.

Ian: La tribù funge un po' una trama sociale all'interno della quale puoi esistere e lavorare essendo davvero te stesso. Una tribù ha dei valori condivisi e permette a chi ne fa parte di emergere, interagire e crescere. Lavorare accanto a persone che ammiri e di cui ti fidi per raggiungere un meta-obiettivo comune è la base di quella cultura umana di cui tutti siamo parte.

Perché oggi più che mai è così importante rimanere uniti?

Ümit: Non so dirti il perché. Forse però, con tutto quello che succede nel mondo oggigiorno, prendersi un momento per fare una foto di gruppo per festeggiare una piccola cosa come il lancio di una scarpa non può che far bene.

Ian: È sempre stato importante, ma ora siamo arrivati a un punto critico, di svolta. Abbiamo a nostra disposizione tutta la tecnologia necessaria a cambiare radicalmente e in meglio i pilastri su cui si fonda la nostra civiltà. È dovere di tutti noi, come specie, fare un passo indietro e chiederci: cosa significa davvero vivere?

Completa la frase: Famiglia è…

Ümit: Turchia.

Nome?

Johanna Schneider.

Dove vivi?

Portland, Oregon.

Cosa fai nella vita?

Senior Design Director per la collezione femminile Nike Sportswear.

Dove hai conosciuto Errolson?

Ci siamo incontrati alla fiera ISPO di Monaco, in 2001 mentre fuggivamo da quelle sale piene di gente e attrezzatura da sci e snowboard. Dopo un giro divertente nella sua Subaru Impreza WRX con i suoi amici tra le strade nevose di Monaco, siamo andati a visitare il suo meraviglioso studio Acronym, in Schloss Nymphenburg Park. È stata un esperienza unica che ha seriamente influenzato la mia visione personale e la mia carriera.

Cosa ti piace di lui?

La sua irresistibile visione per creare prodotti puri, intelligenti e unici, tutto ciò che serve. La sua onestà, la sua generosità e la fiducia nei confronti delle persone che rispetta e ama. La capacità di stare concentrato pur essendo aperto e curioso alle prospettive degli altri. L'intelligenza professionale e sociale di Errolson fornisce al suo design una combinazione unica tra perfezione e magia.

Dove e quando hai inizialmente trovato una tribù di persone con il quale fossi connesso creativamente?

La tribù di Acronymè la simbiosi tra menti simili e l'impegno di persone creative che si trovano insieme in determinate situazione o in fasi della loro vita. Come in una bella storia d'amore.

Perché è così importante trovare il proprio gruppo?

Trovare la tua tribù di fiducia col trovare te stesso. Una volta che hai fiducia in te stesso riuscirai a connetterti con altre persone che condividono la tua stessa visione o passione; è un mezzo per esprimere le personalità. Rappresenta la responsabilità, la fiducia e l'autenticità.

Perché oggi più che mai è così importante rimanere uniti?

In tempi come questi si sente il bisogno di connettività, familiarità, interazione sociale e fiducia. Non sottovalutate il potere del network che vi circonda. Bisogna approcciare ogni situazione con rispetto e, consapevolezza e bisogna essere in grado di gestire le proprie responsabilità nella vita.

Completa la frase: Famiglia è…

è l'ambiente in cui tutto è possibile. Dove condividi momenti inaspettatamente forti, gioie e cose per cui vai orgoglioso. Dove ci si supporta a vicenda nei momenti di fallimento e confusione.

Nome?

Melody Yoko Reilly

Età?

28 anni.

Dove vivi?

Tokyo, Berlino, Hawaii.

Cosa fai nella vita?

Seguo il mio cuore.

Dove hai conosciuto Errolson?

A una festa a Tokyo. Mai, un nostro amico comune, era il DJ, e io e Errolson abbiamo ballato insieme.

Cosa ti piace di lui?

Non saprei da dove cominciare.. Sono diventata una sua fan fin dal nostro primo incontro. È la persona più talentuosa, creativa, divertente, strana, motivata, entusiasta, genuina—e sexy, vogliamo dire quanto è sexy?—che io conosca. "Ora" e il concetto di arte cinetica sono fondamentali per lui—e lo rendono uno degli artisti di punta del neo-futurismo. Ma di lui ammiro soprattutto il suo grande cuore, una parte che non tutti hanno la possibilità di vedere.

Dove e quando hai trovato una tribù, un gruppo di persone con cui ti sei sentita connessa creativamente?

Il più delle volte capita naturalmente, continuo a farlo girando per il mondo.

Perché è così importante trovare il proprio gruppo?

Penso che sia importante perché ti permette di capire più in profondità te stesso e il mondo che ti circonda. Le persone a te più vicine sono il riflesso delle qualità che già possiedi. Ti mostrano i lati positivi e negativi della tua personalità. Con il suo affetto, la mia tribù mi ha sempre ispirato, mi ha spinto a migliorare e mi ha aiutato a diventare la persona che ero destinata ad essere. La mia tribù è la mia famiglia spirituale, e non riuscirò mai a esprimere quanto sono grata per il fatto di averli nella mia vita.

Perché oggi più che mai è così importante rimanere uniti?

Rimanere uniti è essenziale per la sopravvivenza della nostra specie su questo pianeta. Rimanere uniti significa creare connessioni umane, espandere il nostro amore per l'uomo e per l'universo intero.

Completa la frase: Famiglia è…

amore.

Ken-Tonio Yamamoto

Crediti


Fotografia Olivia Rose
Moda Hanna Kelifa
Capelli Marcia Lee at Caren
Trucco Athena Paginton at Bryant Artists
Assistente alla fotografia Rowan Hall
Assistente styling Pippa Atkinson
Assistente capelli James Parr
Assistente trucco Phoebe Walters
Modelli Errolson Hugh. William Gibson. Melody Yoko. Johanna Schneider. Ken-Tonio
Yamamoto. Ümit Esbula. Ian Wang.
Diya at Storm. Raith at Supa.
Tutti gli abiti NikeLab e Acronym.

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