​essere grunge

Cinismo, apatia e beh, tutto quello che è necessario sapere per essere grunge.

di Dan Martin
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23 luglio 2015, 2:04pm

Ho scelto la mia tribù molto tempo fa, quando ero un tredicenne britannico sedotto dal rock and roll. Mi sono fatto ammaliare dal grunge e non ho più cambiato idea: basare la propria esistenza di adulto sulle basi di un sottocultura musicale che prima si era un po' troppo giovani per vivere - erano anni '90 e lo stato delle telecomunicazioni era poco più che due lattine poste alle estremità di un filo.

Ho passato la parte migliore dei miei anni da giornalista musicale tentando di scatenare una sorta di movimento revival grunge; facendo cose come pubblicizzare band tipo i Cage The Elephant - spacciandoli per "il nuovo evento nella cultura giovanile" - e mettendo insieme dei tributi per i vari anniversari di Nevermind.

Questa ossessione deriva probabilmente da una sorta di ansia da outsider poiché, in quanto pallido adolescente cresciuto nel nord dell'Inghilterra quale ero, sono stato influenzato da questa lontana sottocultura principalmente grazie al successo di Nevermind. Ma c'era un problema: non potevo essere abbastanza grunge. E come avrei potuto? Il vero movimento grunge è finito nel '93 con i Nirvana e, un anno dopo, Kurt Cobain si sarebbe ucciso a causa dell'eccessiva attenzione da parte di gente come me. Il grunge è stato senza ombra di dubbio il genere che ha dato origine alla tendenza di respingere i propri idoli una volta arrivati al successo.

L'elenco scientificamente studiato dell'atteggiamento grunge secondo UrbanDictionary.com"impegnati per l'apatia e l'insuccesso", "comportati come se non fossi interessato, anche se lo sei", "abbi aspettative ciniche e negative nei confronti della vita", "rispetta le donne e respingi gli sportivi".

Il movimento grunge è nato a causa del ristrettissimo numero di persone della scena di Seattle, permettendo così ai vari gruppi di alimentarsi e stimolarsi a vicenda. Si tratta di un ibrido tra l'energia e l'ideologia del punk e del metal uniti da accordi bassi e melodici, mixando il febbrile fuzz del primo con la complessità ritmica del secondo. Kurt descrisse una volta i Nirvana come un miscuglio tra i Black Sabbath, i Black Flag e i Beatles. Da qui si può dedurre che i veri amanti del grunge prenderanno sia dall'uno che dall'altro, producendo un'unione tra apatia nichilista e metodica precisione. Insomma, mantenere una corretta disillusione nei confronti della vita mentre si stanno riordinando i propri cd in ordine alfabetico. Al diavolo la musica, questo è un genere che mi ha catturato da subito. Nel mio posticino magico mi vedrò sempre seduto a pinzare la mia fanzine in un caffè di Seattle, più o meno nel '93, mentre il mio migliore amico recita poesie sui suoi problemi durante una serata a microfono aperto mentre in un angolo due tizi fanno a botte.

Il grunge è il movimento ideale per coloro che, in primo luogo, non ci si sono immedesimati. All'epoca nessuno voleva averci niente a che fare tanto che Ben Sheperd dei Soundgarden arrivò a dichiarare, "È solo marketing. Lo si può chiamare rock and roll o punk rock o quant'altro. Noi non siamo mai stati grunge, eravamo solo una band di Seattle". Si potrebbe sostenere che questo immenso disagio delle celebrità verso il significato della parola "grunge" abbia giocato un ruolo importante nel suicidio di Kurt, ma cerchiamo di sorvolare.

Il grunge si è quindi ritrovato ad avere una forma che non avrebbe mai voluto. Nei primi anni '90 la scena di Seattle iniziò ad attirare sempre maggior attenzione a causa del successo che i suoi figli stavano iniziando ad avere sul grande pubblico; successo che sarà proprio causa dei maggiori problemi dei suoi più talentuosi figli. Era un periodo in cui Seventh Avenue abbinava la flanella al plaid e dove Marc Jacobs veniva apertamente definito il "guro del grunge".

Uno di questi (s)convenienti momenti di attenzione pubblica è rappresentato dall'articolo del 1992 scritto da Rick Marin per il New York Times, sotto forma di un'analisi di quella che era la nuova tendenza che "avrebbe invaso i liceo i centri commerciali vicino a casa tua".

Volendo riportare lo scarno linguaggio grunge che si parlava sulla strada, Marin si è rivolto agli uffici della Sub Pop Records, stimolando l'attenzione della centralinista che ha stilato un utile e dettagliato elenco. Fu così che il Times pubblicò una colonna laterale, "Il lessico del grunge: Breaking The Code".

Si tratta di un elenco incredibilmente completo, se non fosse per il fatto che nessuno abbia mai detto nulla di tutto ciò. Nel momento in cui The Baffler Magazine espose pubblicamente l'abbaglio preso dal Times, la rivista chiese un fax di scuse per averli diffamati credendo che lo scrittore del The Baffler, Frank, avesse capito male il loro articolo. Il giornalista rispose con prontezza: "Quando il Giornale dei Record [The New York Times] va alla ricerca del prossimo grande scoop e questo prossimo grande scoop gli piscia addosso", scrive, "beh, noi pensiamo sia divertente". Le cose andavano meglio prima che ci fosse Google, vero?

Musicalmente, il grunge è imperscrutabile e svariate band più affettuosamente associate ad esso - come Pixies, Dinosaur JR e Sonic Youth - ci avevano in realtà ben poco a che fare. Nella stessa categoria di Nirvana e Soundgarden e Alice In Chains possiamo trovare infatti, completamente a caso, Foo Fighters (la mera presenza di David Grohl non vi rende grunge), Bush (brit-grunge annacquato), the Presidents Of The United States of America (ok, siete di Seattle ma, ecco, no) e Cage The Elephant. In realtà cari Cage The Elephant, mi piacete davvero, quindi mi dispiace, non ve lo meritavate. Qualche anno fa mi sono unito ai discenti del grunge, the Yuck, nel loro tour americano per la loro data di Seattle - stavo lavorando a un pezzo per una rivista e avevamo pensato sarebbe stato esilarante. Nessuno ha poi capito la battuta ma va bene così, è a giusta risposta grunge.

Quindi fottetevi, tempo e spazio: il grunge è un modo di essere. 

Crediti


Testo Dan Martin