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giorni di un futuro passato: lanvin, margiela e dries van noten a parigi

Nel mercoledì di questa Settimana della Moda parigina, Maison Margiela e Dries Van Noten hanno viaggiato nel tempo, mentre Bouchra Jarrar ha debuttato con Lanvin.

di Anders Christian Madsen
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29 settembre 2016, 12:40pm

Maison Margiela spring/summer 17

Christopher Bailey ha puntato sull'essenzialità quando, all'inizio di quest'anno, ha citato Orlando di Virginia Woolf come sua fonte d'ispirazione per la collezione see-now-buy-now di Burberry, che ha sfilato la scorsa settimana a Londra. Proprio come il protagonista del classico della Woolf, in questa stagione abbiamo fatto un viaggio tra i secoli in una macchina del tempo che ha permesso ai designer di avere una grande libertà per quando riguarda le influenze storiche. Nessuna epoca è rimasta inesplorata: il Rinascimento di J.W Anderson, gli anni '30 di Erdem, il Rococò di Fendi o le reginette del ballo degli anni '80 di Saint Laurent. Il mercoledì mattina a Parigi, John Galliano ha stupito tutti ancora una volta, con una collezione entusiasmante per Maison Margiela.

Maison Margiela primavera/estate 17

Le modelle indossavano copricapi con tanto di antenne come se fossero dei piccoli alieni intenti a mandare messaggi al futuro, o ricevere perle di saggezza dal passato. In questa collezione senza tempo e senza sesso, Galliano ha preso spunto da diverse epoche per riunire tutte queste influenze in un patchwork epico: fantasie alla Giovanna d'Arco, il corsetto di un abito da ballo di metà secolo, una blusa in chiffon con delle voluminose spalline vittoriane. Accompagnato dalla techno di Erik Prydz con Opus, è riuscito ad appropriarsi del meglio di ogni periodo storico applicandolo ad un futurismo digitale, trasformando i suoi Orlando in degli alieni che sembrano arrivare da un altro tempo, o da un luogo dove il tempo non esiste. 

Maison Margiela primavera/estate 17

Dopo aver lasciato la sfilata di Margiela, l'aria profumava di entusiasmo e tutti sembravano davvero elettrizzati. Si è trattato di una giornate speciale nella moda, un'esperienza che ha cancellato, almeno per qualche istante, le preoccupazioni e i problemi che affollano la mente di chi lavora nell'industria: dal futuro del fashion system, al dibattito sul significato della settimana della moda tra editor e fashion blogger. La sfilata di Galliano è stata una creazione eccezionale, quel tipo di creazione che porta insieme tante epoche diverse e che riunisce anche le persone. È per avvenimenti come questo che siamo qui. Anche Dries Van Noten ha proposto una fusione di varie epoche storiche solo poche ore dopo, con una collezione che meteva in contrasto la maestosità dell'Era Vittoriana con una contemporaneità semplice e incentrata sul concetto di natura. "Si è trattato di un modo per rendere il tutto più brutale. Abbiamo iniziato a tagliare abiti vittoriani per cucirli sui capi allo stesso modo in cui abbiamo preso i fiori e li abbiamo applicati ai vari pezzi," ha spiegato Van Noten.

Dries Van Noten primavera/estate 17

Era un'unione di opposti: bianco e nero, iuta e jacquard e così via. A circondare il tutto, sulla passerella oscura, fiori contenuti in statue di ghiaccio create dall'artista Azuma Makoto, la stessa artista che ha realizzato le composizioni floreali per la mostra di Van Noten Inspirations nel 2014. Le sculture servivano ad enfatizzare questa tensione tra i poli opposti - vita e morte - ed erano accompagnate da Frozen di Madonna, il cui testo avrebbe potuto essere la colonna sonora ideale per la quotidianità vittoriana. L'ambiente trasudava di emozione. "Viene direttamente dal mio cuore," ha raccontato lo stilista nel backstage. La parte migliore di questa collezione erano i capi più spiccatamente vittoriani: choker neri, maniche a sbuffo gotiche e un pizzo letale. Se Van Noten ha fuso il proprio mondo con un'alta epoca, Bouchra Jarrar ha unito il suo ad un altro universo creativo.

Dries Van Noten primavera/estate 17

Nella sua collezione di debutto per Lanvin dopo che Alber Elbaz ha lasciato il brand lo scorso anno, la stilista francese è stata posta di fronte ad un'ardua sfida: ridefinire un brand che viene spesso identificato con il suo predecessore. La forte personalità di Elbaz e la sua grande emotività hanno dato vita a una versione di Lavin che trasudava l'anima dello stilista in ogni look, in ogni capo, in ogni accessorio. La prima collezione che Jarrar ha creato per la casa di moda non ha cercato di competere con questo lascito, piuttosto, ha cercato di esprimere al meglio la visione della proprietaria cinese del brand, Madam Wang, la stessa visione che non sembrava di certo essere una delle priorità di Elbaz: creare una versione essenziale e elegante di Lanvin per il grande pubblico. Il Lanvin di Jarrar era molto femminile, completamente spoglio del glamour rock'n'roll che spesso pervade le collezioni di Elbaz. 

Lanvin primavera/estate 17

Nel backstage Jarrar ha detto che stava cercando di far proprio Lanvin, non il contrario. "Emotiva, intellettuale e senza sforzo" era il suo motto. Parole che descrivono alla perfezione l'idea di donna del nuovo Lanvin. La sua interpretazione della filosofia della casa di moda era un glamour gentile, non quello pericoloso presentato dai volti più noti dell'industria della moda, da Sasha P e Guinevere Van Seenus fino a Jourdan Dunn e Karlie Kloss. Avranno speso una fortuna in casting. Se Jarrar ha passato intere nottate immersa nei libri di storia come i suoi colleghi stilisti, si è soffermata particolarmente sul fascino delle sale da ballo, lo stesso che esercitava il pavimento in parquet dell'Hotel de Ville del XIX secolo in cui si è tenuta la sfilata.

Lanvin primavera/estate 17

Crediti


Testo Anders Christian Madsen