Tra ninfe marine e creature silvestri, ecco le donne di Prue Stent

La fotografa Prue Stent ha un talento raro: sa scorgere la natura più selvaggia nei corpi delle donne che fotografa.

di i-D Staff
|
01 gennaio 2021, 5:00am

Fotografie di Prue Stent

Avendo vissuto per tutta la sua vita su un aspro promontorio roccioso lungo la costa di Sydney, la fotografa Prue Stent è sempre stata a contatto con la natura. Il suo lavoro si concentra di conseguenza sulla relazione tra il corpo femminile e gli ambienti in cui è immerso, dando luogo ad immaginari surreali popolati da ninfe, creature silvestri e figure oniriche.

Attraverso lembi eterei e volti nascosti, scatti ravvicinati e riflessi subacquei, Stent aggiunge un elemento di mistero a situazioni o gestualità che altrimenti risulterebbero familiari. È questo elemento inquietante e surreale ad aver attirato l’attenzione degli organizzatori del Secret Garden Party, che nel 2014 e 2015 le hanno chiesto di creare delle istallazioni su misura per i loro festival, le prima vere e proprie mostre personali dell’artista.

È proprio durante quell’occasione che l’abbiamo incontrata per la prima volta, approfittandone per farle qualche domanda sulla sua pratica e sulla sua estetica così riconoscibile ed eterea.

Intervista alla fotografa australiana Prue Stent: quattro donne sono coricate una sull'altra

Cosa ti ha spinta ad interessarti al mondo dell'arte?
Sono sempre stata ossessionata dall'arte. I miei genitori erano dei collezionisti e raccoglievano qualsiasi tipo di artefatto. Poi, quando ero al liceo, ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo di amiche interessate a creare lavori stravaganti. Era il nostro modo di divertirci ed esprimere la nostra creatività, e da allora non abbiamo mai smesso. Collaboro ancora con quel gruppo di amiche, da quando avevo circa 13 anni.

Cosa ti affascina della fotografia?
La fotografia ha un'immediatezza e una duttilità che trovo irresistibili. Il mio scopo è stimolare nuove riflessioni in chi osserva i miei lavori. La mia intenzione è di creare immagini bizzarre, provocatorie, inquietanti ed inaspettate. Questa pratica è per me un mezzo naturale e spontaneo, che mi permette di catturare questi concetti. Mi permette di essere diretta, ma c'è anche un sacco di lavoro che va fatto in post-produzione, che trovo estremamente esaltante nonostante sia un esercizio più laborioso ed introverso.

Cosa ti ispira?
Sono interessata a lavori che fondono femminismo, feticismi e surrealismo. Mi entusiasmano i lavori di altre artiste contemporanee che stanno mettendo in discussione lo status quo in relazione alla percezione del corpo femminile. In particolare, mi ispirano i creativi che lavorano per spingersi oltre i limiti tradizionali, attraverso istallazioni artistiche e il design dei costumi.

Intervista alla fotografa australiana Prue Stent, quattro donne nude sono coricate su una roccia

Qual è il significato della nudità nel tuo lavoro?
C'è qualcosa che trovo affascinante negli elementi di nudo—le forme, la consistenza, i colori. Quando è presente la nudità, le persone sono esposte a qualcosa di intimo e familiare, ma anche ad una sensazione di lontananza e provocazione. Questo fornisce all'artista molte emozioni con cui giocare. Scegliere di lavorare prevalentemente con corpi femminili e con ambienti naturali corrobora i lavori con i concetti di sessualità, fertilità ed erotismo, evidenziando questi ultimi come importanti forze creative piuttosto che come prodotti di narrazioni che oggettificano o sessualizzano le donne.

Ci sono molti riferimenti alla natura nel tuo lavoro, puoi parlarcene?
Credo ci siano due aspetti da spiegare per rispondere in maniera completa. Sono cresciuta con un laboratorio naturale fantastico, proprio davanti alla soglia di casa. Quindi non è una sorpresa che io abbia sviluppato una grande affinità con la natura. Negli ambienti esterni, sento una grandissima libertà che mi permette di esplorare le mie idee. Allo stesso tempo è chiaro che, scegliendo di usare Madre Natura come un qualcosa di più che un semplice scenario, riesco a costruire molti legami concettuali alla fertilità e alla sessualità.

Qual è il significato che sta dietro all'oscurare il volto o altre parti del corpo?
Mi intriga quel paradosso delle forme, in cui le figure rimangono anonime. Tendo a concentrarmi solamente sul corpo femminile e sull'essenza universale della femminilità, piuttosto che sull'individualità e sulla personalità. Se l'osservatore si relaziona con qualcosa, non dev’essere per forza familiare o riconoscibile.

Una precedente versione di questo contenuto è stata pubblicata in data 29/7/15

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche:

Tagged:
Sydney
Prue Stent
sessualità
nudo