ryan mcnamara interpreta il web attraverso la danza a miami art basel

Abbiamo parlato di danza e digitale con il coreografo di The ME3M 4 MIAMI: A Story Ballet About the Internet.

di Hannah Ghorashi
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11 dicembre 2014, 3:25pm

Image courtesy Performa

Mentre il resto del mondo è andato a vedere Lo Schiaccianoci, la folla di Art Basel ha riempito il Miami Grand Theater per le performance di Ryan McNamara con il tanto atteso ME3M 4 MIAMI: A Story Ballet About the Internet. ME3M 4 MIAMI è una versione estesa di quella premiata con il Malcolm McLaren Award Performa Commission per la Performa Biennial del 2013, che interpreta l'infinito flusso di informazioni attraverso i diversi strati di internet usando elementi di hip hop, jazz, balletto classico e danza contemporanea ispirata a Martha Graham. ME3M include racconti diversi, o leggende, che riguardano internet: internet come utopia; internet come una sinistra infrastruttura militare; internet come una fonte di "informazione-spettacolo" no-stop.

"Internet non si presta bene come soggetto al mezzo della danza," spiega McNamara, che ha dedicato due anni a questo progetto. "Per questo ho accettato la sfida". Un vario miscuglio di luci, clip musicali, movimenti di danza, e membri del pubblico che vengono trasportati in giro, il balletto è un tour de force lungo un'ora di stimolazione sensoriale frammentata, che evoca l'intricata diffusione di informazioni attraverso internet. Abbiamo incontrato McNamara per fargli una serie domande veloci sul balletto del secolo.

Cosa ti attira della danza come forma d'arte?
I ballerini stessi.

Come hai creato la coreografia?
Ho chiesto ad ogni performer di mandarmi dei link di tre video collegati al movimento. Spaziavano da Janet Jackson alle scimmie che giocavano. Abbiamo lavorato con questo come materiale di partenza, ma la maggior parte delle volte il movimento ha preso vita da sé e la clip originale spariva. Ad esempio, i primi cinque minuti si basano su una clip di tre minuti di Tina Turner che balla negli anni '70.

Raccontaci della partecipazione del pubblico; parte dei membri del balletto trasportavano gli spettatori su carrelli di metallo.
Lo spettacolo mette in moto la passività del pubblico.

Il balletto è intitolato ME3M; la performance incoraggia in qualche modo gli spettatori a imitare?
Non viene detto alla gente che le foto sono vietate durante la performance, come succede spesso. Sta al pubblico decidere cosa fare. 

In che modo la performance di Art Basel di quest'anno si differenzia dalle precedenti?
Questa versione è molto più lunga, con il doppio numero di performer. In questa iterazione, lo spazio mi permette di esplorare non solo come si connettono i network online, ma anche in che modo possono disorientare. Mi interessa l'apparente contraddizione di internet che lo vede un'abile mezzo che dispensa informazioni e allo stesso tempo un groviglio di link, contenuti, commenti e troll. È un posto fantastico da scoprire e dove perdersi.

Ti esibisci in ME3M. Sei nervoso sul palco?
Non ho una formazione da performer. Sono un visual artist, quindi si mi innervosisco.

Pensi che vivere a New York ti abbia aiutato a fare arte?
Se non avessi vissuto a New York non avrei potuto lavorare con questi fantastici performer newyorkesi.

E se ME3M fosse stato presentato a Broadway invece che ad Art Basel?
Datemi una data a Broadway, ci sono.

Che progetti hai per il futuro?
Farò una mostra alla Mary Boone Gallery di New York a Gennaio.

ryanmcnamara.com

Crediti


Testo Hannah Ghorashi
Immagini courtesy Performa

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