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2015 l'anno rivoluzionario di alessandro michele per gucci

Dopo la sua nomina a gennaio, non si poteva sfuggire al fascino di Alessandro Michele. Ecco come il nuovo designer di Gucci ha rivoluzionato la maison in modo assolutamente definitivo.

di i-D Staff
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28 dicembre 2015, 11:15am

Jason Lloyd-Evans

Nessun designer è riuscito a dominare i titoli dei giornali di moda quest'anno come Alessandro Michele, creative director di Gucci. Sembrava fosse impossibile aprire qualsiasi rivista senza leggere un articolo succulento che esaltava la sua nuova visione di femminilità, il giusto contrappunto al glam saturo in stile Kardashian visto su altre passerelle. E tutto in solo due stagioni (beh, tre se si conta la brillante presentazione della collezione Resort a New York), iniziate con la Fall 2015 e concluse con l'assegnazione del prestigioso premio International Designer of the Year ai British Fashion Awards.

Non è difficile capire perché. Il brand Gucci era stato bloccato in una sorta di solco creativo per un bel po' di tempo sotto la guida di Frida Giannini, che prediligeva una sensualità retrò non troppo lontano dallo stile anni '90, epoca che ha definito magistralmente anche Tom Ford. Ma mentre Ford ha percorso una linea intelligente e delicata tra chic ed eccesso, è stato più difficile capire quale fosse la visione della Giannini, a parte l'essere decisamente incline ad un'idea di donna Rock Chick - più sull'eyeliner che i vestiti. La sua improvvisa espulsione insieme al marito e amministratore delegato Patrizio di Marco ha segnato la fine di questa direzione creativa, e nel vuoto che si e' creato ha fatto un passo in avanti chi aveva lavorato per Gucci dal 2002 restando anonimo: Alessandro Michele.  

Secondo quanto dichiarato da  Michele, la sua prima sfilata è stata creata in soli cinque giorni. La presentazione Gucci Uomo Autunno 2015 è stata forse la più attesa dai tempi della ricomparsa di Hedi Slimane da Saint Laurent, e il risultato e' stato molto più di uno shock. Ragazzi occhialuti e alcune ragazze con camicette infiocchettate e berretti, le mani grondanti in anelli e pantaloni larghi a zampa. Niente sesso, siamo poeti, sembravano dire, un voltafaccia dopo due decenni di sesso ostentato. A sottolineare questa nuova visione è stato anche il casting - non solo modelli e modelle incredibilmente giovani, ma anche un'aria quasi goffa e asessuata, non il solito "ragazzo che indossa una camicetta" che l'industria della moda ama cosi tanto da sempre. Tutti questi ragazzi indossavano camicie in modo del tutto naturale, spontaneo, fregandosene. Perché, in realtà, è giusto farlo cosi. È stato un ottimo inizio per la nuova visione di Gucci.

Solo un mese più tardi la sfilata della collezione donna ha reiterato il nuovo manifesto sottolineando il messaggio di caduta dei generi e il risultato è stato il furore della stampa che ha adorato in modo collettivo questa svolta definitiva. Inoltre i look di Michele hanno una freschezza unica, sono tutti molto carini e femminili; stampe floreali, pizzi, ricami e pelliccia, a volte il tutto mescolato insieme su un unico indumento. In una stagione piena di previsioni finanziarie davvero disastrose per l'industria della moda, sembra che le donne vogliono in realtà comprare abiti che assomigliano a soldi in banca. Non è difficile farsi conquistare e acquistare questo sogno. Inoltre ogni look è così meticolosamente ed eccessivamente accessoriato - c'è così tanto da comprare - che si trasforma nel vero sogno di ogni rivenditore. Le idee di Michele per le borse, il fiore all'occhiello del marchio Gucci, si allineano perfettamente con la sua collezione di abiti - teneri fiori e germogli si intrecciano con l'iconico monogramma, ali di farfalle ricamate volano su una tote, e i mocassini si fanno strada in una gamma di tonalità metalliche.

Parte di questa nuova svolta estetica è dovuta anche alla scelta di Michele sulla direzione fotografica della campagna pubblicitaria, affidata a Glen Luchford, le cui immagini sono drasticamente diverse dal lusso patinato e fuori moda di Mert e Marcus. Luchford è famoso per i suoi lavori crudi della fine anni novanta, scatti senza retouching o quasi, immagini di moda che sono passate alla storia, ad esempio Amber Valletta in una barca a remi per Prada, Angela Lindvall come una vergine candida per Miu Miu, Kate Moss per le strade di New York. Questo fotografo è l'epitome del grunge britannico, e la sua visione scarna si amalgama in modo brillante con i tessuti pregiati di Michele ed i colori foschi. Per l'autunno 2015, un casting di giovani sconosciuti fa salotto in metropolitana - rimane discutibile se la donna Gucci abbia mai preso i mezzi pubblici prima dell'era Michele.

Tutto questo ha creato la perfetta tempesta che definisce l'anno di Gucci. L'effetto tornado è stato sposato e replicato praticamente da tutti, dalle stampe delicate ai modelli sgraziati. Alle sfilate per la primavera/estate 2016, in prima fila, stampa e buyers si sono Guccificati, hanno fatto colpo soprattutto i mocassini foderati in pelliccia che avevano già causato furore e invidie durante le sfilate dell'uomo. Tra una sfilata e l'altra non si poteva muoversi senza inciampare in un altro pantalone a zampa che sembrava finire inghiottito da un pupazzo dei Muppets. Dopo anni di rigore e sfilate all'insegna della scomodità' è stato un sogno vedere gli editors indossare queste uniformi incredibilmente lussuose di pigiama e pantofole.

Michele descrive la sua sfilata come simile ad un bellissimo giardino in cui elementi contrastanti si uniscono per creare uno splendido organismo. Seguendo questo ragionamento la sfilata della collezione primavera/estate 16 è stata presentata in uno spazio industriale pieno di piante tropicali e tappeti floreali. Le persone che popolano il suo mondo sono altrettanto esotiche. La vecchia immagine da bambolona del sesso di Gucci se n'è andata per sempre, e al suo posto sono arrivate creature rare e intriganti. Chloe Sevigny e Elle Fanning hanno entrambe sfoggiato le sue creazioni in diverse occasioni, come la meravigliosa transgender musa e attrice Hari Nef, che ha anche indossando un suo abito floreale alla Casa Bianca. Queste delicate creature che brillano di luce cangiante ultra contemporanea si adattano perfettamente alla visione di Michele. Sul lato degli uomini, Jared Leto è stato arruolato a prestare il suo fascino androgino, l'effetto e' stato fantastico e abbiamo visto sbucare i suoi capelli rosa da una varietà di abiti diventati oggetto del desiderio di molti.

Con il suo British Fashion Award e la partecipazione all' Art + Film Gala del LACMA di Los Angeles nel mese di novembre, Michele ha chiuso l'anno in grande trionfo e ha vestito le stelle piu' brillanti del firmamento moda del 2015. La sua reinvenzione di Gucci non è solo un successo per il brand, ma per la moda in generale - le persone effettivamente vogliono comprare ancora vestiti! La moda vende! La moda che fa ancora emozionare, non solo l'abbigliamento sportivo di lusso. Non tutto deve essere per forza un pezzo d'abbigliamento che richiede un investimento, diciamo che vale qualunque cosa ci faccia impazzire per un momento, qualcosa di selvaggio che ci viene voglia di indossare e basta, senza troppe elucubrazioni mentali. Resta da vedere se Michele possa continuare a ispirare con i suoi looks dal mood vintage, ma sicuramente ha almeno un paio di stagioni prima che qualcuno si annoi. Insomma quest'uomo è l'antitesi di ciò che possiamo definire noioso. Attendiamo con impazienza il 2016 per vedere quali rivoluzioni ci regalerà' Michele in the House of Gucci.

Crediti


Testo Jack Sunnucks
Foto Jason Lloyd-Evans