Con le sue foto Campbell Addy rappresenta e celebra le identità black nella moda

Da quasi dieci anni l'artista inglese discute di razza, sessualità e corpo attraverso editoriali e progetti fotografici.

di Greg French
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21 dicembre 2020, 10:20am

Il tratto d'unione, hyphen o trattino, che dir si voglia, è un segno di punteggiatura che unisce parole composte, mettendole concettualmente sullo stesso piano. Un simbolo ortografico che spesso utilizziamo senza pensarci troppo, a cui non associamo alcun valore semantico. Per il fotografo inglese Campbell Abby, invece, il trattino assume un significato cruciale.

Cresciuto nel Regno Unito da una madre britannica e un padre ghanese, questo simbolo per lui è ciò che unisce e mette alla pari le sue due identità nazionali, sotto il termine Black-British. Per meglio indagare questo concetto, Campbell ha sviluppato una pubblicazione intitolata Niijournal—mentre era ancora studente alla Central Saint Martins—, un magazine che vuole essere una riflessione autobiografica sulla sua identità nazionale e culturale, esplorandone le complessità, le stratificazioni e i modi in cui influenzano la sua pratica, ed espandendo l’analisi anche a quelle problematiche legate alla rappresentazione che vengono spesso trascurate dai media Occidentali.

Il titolo della pubblicazione, che riprende uno dei suoi secondi nomi, è di per sé significativo: "Non ho mai usato i miei secondi nomi, soprattutto perché, da bambino, mi sentivo ridicolo davanti alla loro complessità," afferma Campbell, a proposito di Niijournal. "Ricordo inoltre che, quando ero molto piccolo, non mi identificavo nel termine Black-British. La mia famiglia è molto attaccata all’identità e al patrimonio culturale africano, e dunque sono sempre stato più esposto a quel tipo di heritage, piuttosto che a quello inglese," ci racconta. Con una serie fotografica, un numero di straight-up e alcuni saggi scritti, Niijournal è un progetto sfaccettato che riflette su questi argomenti attraverso il racconto delle esperienze personali di dell’autore e riflessioni più ampie su movimenti come #BlackLivesMatter.

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Nella sua pratica, Campbello si ispira dichiaratamente al movimento sottoculturale Buffalo degli anni '80, avendo lavorato fianco a fianco con Jamie Morgan e Barry Karmen, creator di immagini che hanno realizzato alcuni dei look e delle fotografie più iconiche di quegli anni. "Lavorare con Jamie è stata un'esperienza davvero interessante," racconta Campbell.

"Tanto per cominciare, non ero abituato a lavorare a stretto contatto con una persona in maniera così informale. Per ‘informale’ intendo che lavoravamo nel suo appartamento, dove ho conosciuto sua moglie e suo figlio, un’esperienza fantastica che mi ha permesso di percepire il lavoro come vita, anziché come un dovere. Mi piace l'idea di avere degli amici nell'industria e di poter crescere con loro, mi sento fortunato di avere attorno persone che lavorano insieme e fanno cose grandiose."

Il lavoro di Campbell ha portato anche alla nascita di Nii Agency, un'agenzia di casting e di modeling con base a Londra che vuole di supportare il concetto di diversity nel mondo della moda. La scelta di offrire ruoli cruciali sulle passerelle e all’interno di editoriali a modelli e modelle di colore è diventata una via sempre più percorsa dalle case di moda e dai creatori di immagini del settore, ma c’è ancora molto da fare.

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"Spesso le persone nere o di colore si sentono dire che esagerano," afferma Campbell. "Ma quello che la gente sembra dimenticare è che noi viviamo in uno stato di paura costante. Sono stato vittima di razzismo, violenza, insulti e molto altro. Quando ero adolescente sono stato inseguito da un gruppo di uomini di mezza età in una Ford Escort solo perché ritenevano che un ragazzino di 14 anni dovesse subire tali minacce. Insomma, solo per il gusto di spaventare."

L'omicidio di Alton Sterling da parte di due officiali della polizia americani a Baton Rouge nel 2016 e la morte per soffocamento di George Floyd del 2020 sono solo due dei tantissimi morti che hanno portato alle ondate di proteste degli ultimi anni e dato forma al movimento BLM, amplificandolo in tutto il globo. Nella sua pubblicazione, i rimandi a questo fenomeno sono molti, e Campbell si trova più volte a riflettere sulla propria esperienza personale dopo il suo arrivo a Brooklyn e sull’importanza di un movimento come #BlackLivesMatter. "Come le macchine della S.W.A.T si aggirano nel vicinato apparentemente tranquillo," scrive, "giorno dopo giorno mi rendo conto che la battaglia degli afroamericani è insostenibile."

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"Piango per la famiglia di Sterling perché so cosa si prova," afferma. "Molte persone della comunità possono contare tutte le volte che siamo stati ‘fortunati’ a sopravvivere. Quando il mondo ha pregato per Parigi dopo gli attentati del 2015 è stato perché l'Occidente si è potuto immedesimare nelle atrocità commesse verso i francesi. Ma quando si tratta delle vite delle persone di colore gli occidentali non possono neanche immaginare come ci si senta, non possono empatizzare con il dolore che percepiamo noi sulla nostra pelle. Ecco perché è nato il movimento, per mettere in luce il fatto che le vite delle persone di colore contano. E quando la gente afferma che tutte le vite contano mi esaspera, perché non hanno capito davvero nulla."

In seguito alla Brexit, i crimini di odio razziale sono aumentati del 57%. Per questo nasce Niijournal: uno spazio dove le tensioni culturali, sociali e politiche a cui è continuamente sottoposta la comunità afroamericana non esistono più. Un luogo sicuro, una visione onesta e un perimetro intoccabile di creatività senza filtri.

Parlando di esempi come Gordon Parks, Nina Simone, Frida Kahlo e Amy Winehouse, Campbell spiega come i loro lavori siano stati cruciali per la creazione del magazine. "Amo il rapporto onesto di questi artisti e artiste con le proprie emozioni, la loro capacità di infiltrarsi in un sistema che li ha voleva mettere da parte per il colore della loro pelle e per il loro coraggio nel non farsi definire da ciò che la gente considerava dei punti deboli." Il lavoro di Campbell ci mostra questo: che nonostante le divisioni e le ideologie più fuorvianti, la bellezza esiste, come esiste quel luogo in cui un trattino ortografico può essere assolto da tutte le sue colpe.

Una precedente versione di questo contenuto è stata pubblicata in data 7/18/16.

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Crediti


Testo Greg French
Immagini su gentile concessione di Campbell Addy

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