campbell addy combatte la discriminazione razziale con la fotografia

Il lavoro di questo giovane fotografo ci fa riflettere sulla razza, sulla sessualità e sul corpo con un meraviglioso documento fotografico.

|
lug 18 2016, 2:27pm

Cos'è un tratto d'unione? Un segno ortografico utilizzato nelle parole composte, per Campbell Abby però significa qualcosa di più. Cresciuto da una madre britannica e da un padre ghanese nel Regno Unito, per lui il trattino è il simbolo che unisce le sue due nazionalità sotto il termine Black-British. Il suo ultimo lavoro, una pubblicazione intitolata Niijournal concepita mentre era studente alla Central Saint Martins, esamina la complessità delle identità razziali e i problemi che sono spesso vengono trascurati dai media dei Paesi dell'Occidente. 

Con un titolo che proviene da uno dei suoi secondi nomi, ("Non ho mai usato i miei secondi nomi, soprattutto perché mi sentivo ridicolo davanti alla loro complessità da bambino") - Niijournal vuole essere una riflessione autobiografica sull'identità di Campbell, cresciuto tra due culture completamente opposte. "Mi ricordo che quando ero molto piccolo non mi identificavo nel termine Black-British. La mia famiglia è adorabile ma molto attaccata alla cultura e al patrimonio africani, da piccolo ero esposto maggiormente alla cultura africana in opposizione a quella britannica," spiega lui. Con una serie di fotografie, straight-up e saggi la pubblicazione abbraccia argomenti piuttosto difficili - dagli esempi di vita alla campagna #BlackLivesMatter.


L'artista si ispira al Buffalo movement degli anni '80 (Campbell ha lavorato insieme a Jamie Morgan e Barry Karmen), il quale mescola diverse culture creative che hanno generato alcuni dei look e delle immagini più iconiche degli ultimi 20 anni. "Lavorare con Jamie è stata un'esperienza davvero interessante per me," spiega Campbell. "Tanto per cominciare non ero abituato a lavorare faccia a faccia con una persona, e neanche in modo tanto informale. Per informale intendo che lavoravamo nel suo appartamento dove ho conosciuto sua moglie e suo figlio, è stato fantastico e mi è stata data la possibilità di rilassarmi e percepire il lavoro come vita, anziché vederlo come un dovere. Mi piace l'idea di avere degli amici nell'industria e crescere con loro, sono lieto e fortunato di avere amici tanto vicini che lavorano e fanno cose grandiose."

Il lavoro di Campbell ha portato alla creazione di Nii Agency, un'agenzia di casting e di modelli con base a Londra che cerca di supportare il concetto di diversity nel mondo della moda. Recentemente l'utilizzo di modelli di colore in passerella e per gli editoriali è stata messa in discussione - a volte può sembrare una cosa fatta più per dovere che un desiderio di offrire un genuino ritratto multietnico. 


"Alle persone di colore viene spesso detto che esagerano," dice Campbell. "Ma quello che le persone sembrano dimenticare è che noi viviamo nella paura. Sono stato vittima di razzismo, violenza, insulti e altro. Quando ero adolescente sono stato inseguito da un gruppo uomini di mezza età in una Ford Escort solo perché loro ritenevano che un ragazzino di 14 anni dovesse subire tali minacce."

La settimana scorsa l'argomento è stato messo in evidenza dal mondo dei media in seguito all'omicidio di Alton Sterling da parte di due officiali della polizia americani a Baton Rouge. La sua morte ha provocato una forte ondata di protesta, la più recente il weekend scorso a Londra con migliaia di persone che hanno marciato pacificamente a Oxford Street. Campbell nella sua pubblicazione riflette sulla sua esperienza personale con #BlackLivesMatter dopo il suo arrivo a Brooklyn. "Come le macchine della S.W.A.T si aggirano nel vicinato apparentemente tranquillo," scrive lui, "giorno dopo giorno mi rendo conto che la battaglia degli afro-americani è insostenibile."


"Piango per la famiglia di Sterling perché so cosa si prova," dice oggi. "Possiamo ricordare tutte le volte che siamo stati "fortunati" a sopravvivere. Proprio come ha detto il modello Ajak Deng recentemente tramite i suoi video su Instagram, è una vita difficile quando ti senti solo e non hai nessuno con cui relazionarti a proposito delle tue esperienza. Quando il mondo ha pregato per Parigi è stato perché l'Occidente si è potuto immedesimare nelle atrocità commesse verso i francesi. Ma quando si tratta delle vite delle persone di colore loro non possono immaginare, non possono sentire il dolore che sentiamo noi. Ecco perché è nato il movimento il quale mette in luce il fatto che le vite delle persone di colore contano. Quando la gente dice che tutte le vite contano in ugual modo mi esaspera perché non hanno capito davvero niente."

Niijournal rappresenta uno spazio dove le frequenti tensioni a cui è sottoposta normalmente la comunità afroamericana non esistono. Presenta invece una visione onesta che ti fa aprire gli occhi. In seguito alla Brexit i crimini verso l'odio razziale sono cresciuti sorprendentemente del 57%. Il lavoro di Campbell mostra questo, che nonostante le divisioni la bellezza esiste, in un tempo in cui il trattino ortografico può essere assolto da tutte le sue colpe. Parlando di esempi come Gordon Parks, Nina Simone, Frida Kahlo e Amy Winehouse, Campbell spiega come i loro lavori siano stati tanto importanti per la creazione del magazine. "Amo il loro rapporto onesto con le proprie emozioni, come si sono infiltrati in un sistema che li ha messi da parte per il loro colore della pelle e per il loro coraggio nel non farsi definire dai loro punti deboli." 

"All in all I love their honesty to their craft and I hope to carry that with me in the work I create."

campbelladdy.com

Crediti


Testo Greg French
Immagini su gentile concessione di Campbell Addy