Su gentile concessione dell'artista; Anton Kern Gallery, New York; Galerie Neu, Berlin; The Modern Institute/ Toby Webster Ltd., Glasgow; and Marc Foxx Gallery, Los Angeles.

questa artista raccoglie immagini abbandonate e ricordi dimenticati

Scovati tra mercatini vintage e bancarelle di quartiere, gli scatti collezionati da Anne sono un lasciapassare nelle vite di perfetti sconosciuti.

di André-Naquian Wheeler
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11 gennaio 2018, 2:37pm

Su gentile concessione dell'artista; Anton Kern Gallery, New York; Galerie Neu, Berlin; The Modern Institute/ Toby Webster Ltd., Glasgow; and Marc Foxx Gallery, Los Angeles.

Prima di smartphone e macchine fotografiche digitali, scattare una foto non era un affare da poco. La luce doveva essere perfetta, i rullini erano costosi e i negativi andavano sviluppati. E tutto questo lavoro faceva sì che anche immagini non troppo okay avessero un valore inestimabile (sì, anche i selfie allo specchio). Eppure, mercatini vintage e bancarelle di quartiere oggi straripano di immagini che sono in qualche modo sfuggite ai loro legittimi proprietari. Molte verranno accatastate in qualche soffitta, ma altre sono finite nella collezione della fotografa Anne Collier.

Collier è una fotografa di still life, ma da molti anni porta avanti un progetto in cui colleziona vecchie fotografie. Nel suo nuovo libro Women With Cameras (Anonymous) si è concentrata in particolare su donne che stanno a loro volta scattando una fotografia. La gamma di soggetti è ampia: arrivano da nazioni, classi sociali ed epoche diverse; ad accomunarle sono le mille sfumature dell'essere donna. "Credo che ciò che più mi ha interessato in questa ricerca sia la diffusione a macchia d'olio di queste immagini," dice Collier ad i-D. "Attualmente ho diverse centinaia di immagini che ritraggono donne intente a fotografare e risalgono a un periodo che va dal 1940 al 2000 circa."

Le immagini di Women With Cameras sembrano a volte fantasmi. Sono un lasciapassare intimo e completamente random nelle vite di perfette sconosciute. Immortalando feste di compleanno, pomeriggi al parco e madri che giocano con i loro figli, questa collezione non è corredata da informazioni aggiuntive: non ci sono date, non ci sono riferimenti al luogo in cui Collier le ha trovate, niente. Le immagini sono tutto quello che si ha sfogliando questo libro fotografico. Ed è non solo frustrante, ma anche strano non avere idea del contesto in cui siano state scattate, perché con qualche ricerca su Google oggi si può ripercorrere la storia di (quasi) ogni immagine presente sul web. Qui invece non c'è altra scelta, bisogna osservare ogni dettaglio di una fotografia per provare a ricavare qualche informazione. "Tutti i soggetti sono anonimi, sconosciuti non solo all'osservatore ma anche a me, eppure tutte sono accomunate da scenari simili," spiega Collier. "Sono immagini che noi stessi potremmo aver scattato, sono quotidiane. E questo essere così specifiche le rende, paradossalmente, universali."

Oggi, Google e Wikipedia hanno dato vita all'idea che ogni momento del passato sia parte di una più ampia narrativa. Ma Women with Cameras ci ricorda che non tutte le storie possono o devono rientrare in un quadro d'insieme: non si più scannerizzare, uploadare e archiviare tutto. "Il fatto che tutte queste immagini siano state abbandonate è la sensazione che mi spinge a collezionarle," conclude Collier. "C'è una sorta di malinconia e commozione nell'imbattersi nelle foto di perfetti sconosciuti."

Women With Cameras (Anonymous) è disponibile qui.