se vi manca david bowie è il momento di fare un salto a firenze

Inaugura questo weekend una mostra che raccoglie tutte le immagini più iconiche di Bowie.

di Benedetta Pini
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27 marzo 2019, 10:43am

Nella società contemporanea il 1977 è stato ciò che la Rivoluzione Francese ha rappresentato per l’età moderna: una data simbolica che segna una svolta epocale, un momento di profonda crisi dopo il quale tutto è cambiato. In quel momento il fervore delle contestazioni del Sessantotto era ancora caldissimo e l’Italia stava attraversando la fase più tesa degli Anni di Piombo, con il drammatico passaggio dall’estremismo alla violenza del terrorismo, che si concretizzò nel cosiddetto Movimento del ‘77. Un clima di vivacità, energia e voglia di ribaltare lo status quo si stava diffondendo in tutto il mondo, dall’America all’Europa, e influiva in modo profondo sull’assetto politico e culturale del tempo: erano gli anni della controinformazione e della controcultura underground, della musica punk e del cinema postmoderno, di God Save the Queen e di Guerre Stellari, degli indiani metropolitani, degli hippie e della prima ondata del femminismo.

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© Photo by Sukita 2019

Tutto questo è stato riassunto da una singola fotografia: Giuseppe Memeo mentre punta una pistola contro la polizia durante la manifestazione in via De Amicis a Milano del 14 maggio 1977. Questa immagine è passata alla storia come l’icona degli anni di piombo, una sintesi perfetta delle due anime del Millenovecentosettantasette: da una parte creatività senza confini e lotte pacifiste per la liberazione omosessuale e i diritti civili, dall’altra una guerriglia politica dalla violenza brutale e una tendenza all’autodistruzione con l’abuso di eroina e sostanze psicotrope. Ecco che una fotografia trascende il suo status di immagine e diventa un simbolo, fissandosi per sempre nell’immaginario.

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© Photo by Sukita 2019

Allargando il cerchio dall'Italia al mondo intero, lo stesso meccanismo è registrabile con la copertina di Heroes di David Bowie. Scattata da Masayoshi Sukita proprio nel 1977, quella fotografia non solo segnò un’epoca, ma rappresentò il punto più alto della collaborazione tra l’artista giapponese e il Duca Bianco. "Bowie aveva prodotto il disco The Idiot di Iggy Pop e vennero insieme in Giappone a promuoverlo," racconta Sukita stesso. "Mi chiamarono per un’ora di foto ciascuno. Nessuno parlò di scattare la copertina di un disco e quindi non pensai a nulla di creativo o concettuale. Catturai Bowie al naturale, seduto, in piedi, capendo che quella era la chiave più interessante. Invece di dargli indicazioni su come posare, mi limitai a fissare la sua persona. Gli spedii i provini e un mese dopo Bowie mi fece sapere di aver scelto una di quelle fotografie per la copertina di Heroes. Più tardi fu premiata come miglior copertina dell’anno da una rivista inglese."

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© Photo by Sukita 2019

Come dicevamo, tutto iniziò però qualche anno prima di quello scatto. Nel 1972 Sukita arrivò a Londra per fotografare i T. Rex. Camminando per la città, vide un’affissione di The Man Who Sold the Worlds e ne rimase talmente affascinato da decidere di andare a sentire il live di quello che per lui era un musicista sconosciuto: "Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. Ho guardato Bowie esibirsi con Lou Reed ed è stato incredibile, Bowie era diverso da ogni altra rockstar, aveva qualcosa di speciale che sentivo di dover fotografare."

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© Photo by Sukita 2019

Poco dopo Sukita incontrerà Bowie di persona grazie all’amica e stylist Yasuko Takahashi, che a Londra aveva collaborato con lo stilista Kansai Yamamoto per i costumi di scena di Ziggy Stardust. "Lo avvicinai grazie a degli amici e gli mostrai il mio portfolio. Non sapevo che musica facesse, ma avevo sentito che aveva studiato danza con Lindsay Kemp. Il suo linguaggio corporeo era straordinario e piaceva molto a tutti e due la colonna sonora del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Così combinammo tutti questi elementi nelle nostre foto e quel che ne venne fuori fu semplicemente iconico."

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© Photo by Sukita 2019

Quello shooting fu solo il primo di una lunghissima collaborazione durata oltre 40 anni che non sarebbe un eufemismo definire tra le più pregnanti del Novecento. La mostra Heroes - Bowie by Sukita è la prima personale italiana dedicata al Maestro giapponese e ripercorre le tappe di questo sodalizio personale e professionale che ha inglobato, rifiutato e dettato i cambiamenti identitari ed estetici di un’intera epoca. Dai ritratti a Londra, New York e in Giappone del 1972-1973 agli scatti per la promozione di Heathen tra il 1989 e il 2002, passando per le immagini del viaggio a Kyoto nel 1980, 37 opere vi guideranno nei retroscena intimi di fotografie che conoscete benissimo, offrendovi un punto di vista completamente inedito. La mostra sarà Firenze, precisamente a Palazzo Medici Riccardi, dal 30 marzo al 28 giugno, e non andarci sarebbe davvero un peccato.

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© Photo by Sukita 2019
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© Photo by Sukita 2019
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© Photo by Sukita 2019
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© Photo by Sukita 2019
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© Photo by Sukita 2019
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© Photo by Sukita 2019
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© Photo by Sukita 2019

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"Ecco quindi, senza seguire nessun ordine particolare, 25 dischi che potrebbero cambiare la vostra educazione musicale. Li ha scelti David Bowie, quindi io mi fiderei":

Crediti


Testo di Benedetta Pini
Immagini su gentile concessione dell'ufficio stampa ONO arte contemporanea © Photo by Sukita 2019

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