ave abra, duchessa della darkwave

In occasione del suo live all'ultimo party di RETROSUPERFUTURE a Milano abbiamo incontrato Abra, first lady di Awful Records, per parlare del suo approccio DIY alla musica e delle sue fonti d'ispirazione.

di Giorgia Baschirotto
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10 marzo 2016, 10:40am

Top rosa attillato, ventre scoperto e unghie lunghe scintillanti: non è difficile immaginare Abra mentre balla nel video di Big Poppa di Notorious B.I.G. con un flûte di champagne in mano, ammaliando i presenti con il suo sguardo penetrante. Ci troviamo invece nel 2016, nella hall di un hotel nel centro di Milano e The Darkwave Duchess, suo secondo nome da artista, mi racconta delle sue giornate ad Atlanta e di tutto ciò che l'ha ispirata mentre scriveva il suo primo LP, Rose, un album dal sapore lo-fi uscito lo scorso anno e prodotto interamente da lei nella sua stanza. 
Abra, unica artista R&B dal tocco pop di Awful, l'etichetta americana del rapper e producer Father, ha un debole per il DIY: dai suoi video, come Roses e il lynchiano U KNO, al suo stile a metà tra TLC e una frizzante Janet Jackson di metà '80, fino al sound a tratti grezzo delle sue tracce, la giovane artista della Georgia ha il pieno controllo sul suo processo creativo e sulla sua immagine che, racconta, è costantemente in evoluzione, come la sua musica. "Ho imparato a produrre da sola con Logic e ogni volta che creo qualche nuova traccia mi trovo a sperimentare e a scoprire nuovi suoni, nuove combinazioni. Mi lascio sempre sorprendere," dice entusiasta. È tangibile questa vena sperimentale in Rose, anche se ad emergere è soprattutto la voce della cantante, la quale ci riporta alle atmosfere anni' 80, all'interno della scena dance americana capitanata da regine indiscusse della dance come Shannon Thierry, per arrivare ai beat trasognanti e sensuali delle contemporanee SZA, Doja Cat e Banks. 

Ecco tutto quello che ci ha raccontato Abra prima del suo live all'ultimo party milanese di RETROSUPERFUTURE sulle sue passioni, il suo lato oscuro e su com'è essere la voce femminile più sexy di un collettivo di rapper tutto al maschile. 

So che vivi ad Atlanta. Cosa fai quando sei in città e com'è la tua routine?
Vivere ad Atlanta è fantastico, è una città davvero cool. È un centro culturale molto importante in questo momento, ci sono molti eventi legati all'arte e ci sono persone che si danno da fare per organizzare sempre qualcosa di nuovo e interessante. Poi ci sono molti posti carini dove mangiare, è una città in cui coesistono persone con diversi stili di vita e provenienti da differenti background culturali. È una piccola grande città, tutti si conoscono ed è come vivere in una grande comunità.

Come descriveresti il tuo stile? In un'intervista hai detto che sei una grande fan degli anni '80, e credo ciò si percepisca anche dalla tua musica.
In realtà non saprei dare una definizione del mio stile perché cambia spesso. Mi lascio ispirare molto dagli anni '80 e cerco di prendere ciò che ancora oggi è attuale. Di solito compro dei singoli capi che mi piacciono senza pensare in anticipo a come potrebbero stare assieme, tra cui anche dei capi maschili. Non seguo nessuna moda e non voglio appartenere a nessuna corrente, scelgo solo ciò che mi piace e che credo mi rispecchi.

Scrivi i tuoi testi e produci le tue tracce da sola. Cosa ami di più del processo creativo?
Avere un obiettivo e riuscire a rendere tangibile qualcosa che esisteva solo nella mia testa. Spesso mi hanno chiesto cosa sceglierei tra la produzione e il canto, ma per quanto mi riguarda sono due cose inscindibili. Certo mi capita di produrre per altre persone o cantare sulle tracce di altri artisti, ma quando si tratta della mia musica mi piace integrare il mio amore per la musica con quello per il canto. Probabilmente non lo sai ma spesso uso la voce per creare dei suoni che poi inserisco all'interno di un beat. Realizzare qualcosa di migliore rispetto alla volta precedente è fondamentale per me, è ciò che mi da energia.

I tuoi testi mi piacciono molto. Da cosa ti lasci ispirare quando scrivi?
Ciò che mi accade nella vita di tutti i giorni, ma anche ciò che non riesco ad esprimere con facilità. Faccio molta fatica ad esternare i miei sentimenti di solito, a volte mi sento sopraffatta dalle mie emozioni e cerco sempre di tenerle sotto controllo. Perciò scrivere mi sembra il miglior modo per esprimermi. Tutto ciò che non riesco a dire in una banale conversazione lo infilo in qualche pezzo e tutto ciò mi dà molta ispirazione. 

Ho letto che scrivevi romanzi e poesie. Quali sono alcuni dei tuoi autori o libri preferiti di sempre?
Uno dei miei autori preferiti è Omraam Mikhaël Aïvanhov, ha scritto molti libri sulla spiritualità, l'esoterismo. Non sono necessariamente d'accordo con tutto quello che dice ma ciò che scrive mi da molta ispirazione quando scrivo musica. Uno dei suoi libri che consiglierei è Angels and other Mysteries of The Tree of Life, in cui parla della gerarchia degli angeli e cose simili. Le parole che utilizza per spiegare le sue idee mettono in moto la mia immaginazione quando scrivo i miei testi.

Sei stata la prima cantante che è entrata a far parte di Awful Records. Com'è esibirsi con una crew di rapper tutta al maschile?
All'inizio la cosa mi intimidiva, soprattutto perché ogni anno organizziamo una serata che si chiama Awful Sweaters e mi sono ritrovata a cantare al centro del palco, circondata da rapper tostissimi mentre io dovevo cantare una sorta di R&B. Era difficile mantenere quell'energia sul palco, avevo paura non si interessassero mai alla mia musica quanto alla loro, perché io non faccio rap. Ma ora mi trovo benissimo, assorbo molte delle loro influenze e questo è stimolante per me perché il loro è un genere totalmente diverso dal mio. E poi mi supportano molto, sono un gruppo davvero cool e sono felice di farne parte. 

soundcloud.com/darkwaveduchess

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto Piotr Niepsuj
Un grazie speciale a RETROSUPERFUTURE

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