altaroma crede nel talento dei giovani designer emergenti

Chi saranno gli stilisti di domani? Questi i nomi su cui Artisanal Intelligence è pronto a scommettere.

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giu 26 2018, 2:14pm

I progetti dei designer emergenti sono quelli che celano le sorprese più grandi. Freschi e incontaminati, spesso non risentono di influenze esterne, né pretendono di insegnare alcunché, salvo un concetto tanto semplice quanto dirompente: spontaneità e originalità premiano, sempre. Questa la prerogativa del progetto Re-Action creato da A.I. (Artisanal Intelligence) in collaborazione con AltaRoma e a cura del nostro contributor e membro della famiglia i-D Alessio de Navasques insieme a Clara Tosi Pamphili.

Per sviluppare al meglio le potenzialità dei giovani designer, Artisanal Intelligence trova la sua casa a Cinecittà, centro nevralgico del cinema italiano e della vera creatività artigianale legata alla cinematografia. Roma diventa così per il progetto una vera e propria base operativa con un’unica e precisa intenzione: trovare un punto di dialogo tra la ricerca artigianale e la tecnologia dell’abbigliamento sportivo. Un possibile link tra passato e presente, pensando che ormai il tempo del bello e inutile sia finito e che la moda debba in maniera imprescindibile confrontarsi con frenetiche sedute di shopping online, ritmi di collezione alienanti e una new economy in rapida crescita. Questo il preambolo grazie al quale i designer del 2018 si scoprono creatori di un romanticismo artigianale, è vero, ma soprattutto si identificano come hacker, ricercatori, antropologi e sarti prima di tutto, perché eccellere oggi significa far dialogare con armonia campi e discipline anche molto diversi tra loro.

Questo continuo rimescolarsi di conoscenze e capacità, di storie italiane e straniere dà vita a una totale reinvenzione della tradizione. Storiche aziende locali diventano il punto di partenza per nuove realtà caratterizzate da ricerca tessile e processi produttivi innovativi, come quella di Alfredo Grassi, azienda a conduzione familiare specializzata nell'abbigliamento da lavoro oggi diventata brand 2.0 grazie al lavoro di Anna Grassi. Si tratta di una radicale trasformazione dell'uniforme, che rielabora le estetiche del passato con sguardo quasi industriale. La stessa solida base ideologica si cela dietro ad ALAMA, espressione territoriale fortissima basata sull’importanza del gioiello per le donne Masai ai piedi del Kilimangiaro. I materiali con cui vengono prodotti i monili protagonisti del progetto arrivano infatti dai mercati delle megalopoli africane; choker, orecchini e collane-armatura ricordano da una parte la tradizione e la primordialità della loro origine geografica, dall’altra il gioco sostenibile dell’uso di materie di scarto e plastiche riciclate.

Le vicende familiari sono il leitmotiv della produzione sartoriale di Aigerim Kairat, il cui padre si lanciò nel 1984 in paracadute da un aereo delle forze armate sovietiche. Partendo dall'episodio, il giovane designer svolge una riflessione sul concetto di libertà conquistata, fuga dall’isolamento e coraggio di lanciarsi nell'ignoto, proprio come aveva fatto il genitore. Il legame tra padri e figli sta alla base del lavoro di Binghua Mao, dello IED di Milano, che racconta la tradizione dei pescatori del Mar della Cina attraverso composizioni cromatiche di grigio e blu interrotte da sprazzi di cielo e materiali legati al mondo della pesca: reti fitte e plastiche, cordami e toppe impunturate.

Ancora una volta, è il corpo umano a essere il protagonista. In Exuvia, il progetto del talento di Erica Curci, l’epidermide è concepita quasi come una fibra tessile, ultimo strato protettivo dell’organismo. Un biomateriale che imita la pelle umana è ottenuto tramite la sintesi di colture batteriche e sostanze organiche, a ricordarci che l’abito trasforma l’immagine dell’individuo e che il designer agisce sulla vocazione interiore dell’essere umano, spesso alterandola.

Aigerim Kairat

Aigerim Kairat

ALAMA

ALAMA

Erica Curci

Erica Curci

Giorgia Andreazza

Giorgia Andreazza

GR10K

GR10K

Nicola Spinelli

Nicola Spinelli

Binghua Mao

Binghua Mao

M140

M140

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Crediti


Immagini su gentile concessione dei designer