tutto il mondo parla di cardi b (e fa bene)

Tra gang al liceo e cavalli bianchi nel Bronx, due chiacchiere con la tipa che si è presa il 2017 e vuol far lo stesso con il 2018.

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08 febbraio 2018, 5:26pm

Cardi B è seduta su un piccolo divano. Di fronte a lei c'è un tavolo ricoperto di liquirizie Haribo, una bottiglia ancora chiusa di Moët, diverse lattine di Fanta, un'arancia e una mela. Siamo nel backstage dell'Alexandra Palace, in una fredda notte nella zona più profonda, oscura e settentrionale di Londra.

Cardi è alta 1.60 m ed è tatuata praticamente da testa a piedi. Su quel divano, Cardi sta tessendo le lodi di Nando's [catena di ristoranti famosa per il pollo fritto, NdT] di fronte a un assortito gruppo di manager, pubblicisti, stilisti, guardie giurate, ballerini e un paio di amici londinesi. Indossa stivali al ginocchio, un berretto da marinaio e un corpetto blu e bianco tempestato di diamanti che non nasconde del tutto le sue parti intime. "Mi piace la mia vagina", osserva a un certo punto. La maggior parte delle sue frasi—che siano serie o meno, poco importa—sono inframezzate dal suo marchio di fabbrica, i classici skkkkrrrrrr e krrrrrrrr. Contemporaneamente, sul suo viso si susseguono le espressioni più assurde e contorte.

Cardi è esattamente come ti aspetti che sia.

Cardi non ha filtri. E se ne sbatte altamente di tutti. Nelle ore che passeremo insieme mi parlerà senza problemi di cunnilingus, spogliarelli, gang, violenza e vagina. Molto è stato scritto sul suo voler a tutti i costi essere una persona veramente fica sia IRL, sia nel mondo virtuale. Eppure questa è molto, molto più della classica tipa fica.

Cardi è super intelligente, ha un'ironia che spiazza ed è acuta. All'università ha studiato francese, civiltà occidentale e politica americana. "Pensavo di poter diventare un'insegnante di storia un giorno, ma ho cambiato idea quando ho scoperto quanto ti pagano. No, non ci siamo proprio," conclude aggrottando le sopracciglia. "E sai che altro c'è? Un'insegnante mi ha detto che il mio inglese non è abbastanza raffinato. Mi ha detto 'devi parlare in un certo modo.'" Ma Cardi non parla in un certo modo, decisamente. Basta farsi un giro sul suo profilo Instagram per capire che la filosofia no-filter è l'unica a cui si affida: accento del Bronx, energia incontenibile e zero peli sulla lingua. "Hanno detto lo stesso quando sono diventata famosa. Ma a me sembra di parlare un inglese corretto," continua facendo una delle sue smorfie. "So cosa sta succedendo. Capisco di cosa parlano alla CNN. Un sacco di gente non capisce, io sì invece."

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L'entrata a gamba tesa di Cardi nella narrativa hip-hop arriva durante un periodo di agitazioni e disordini, sicuramente non facile. Non facile perché oggi il Presidente di una delle maggiori nazioni al mondo può tenersi stretta la sua poltrona, nonostante tutti sappiano che per lui le donne vanno afferrate per la f**a. Non facile perché quello stesso Presidente può schierarsi con un gruppo di nazionalisti bianchi di estrema destra e farla franca. Non facile perché sempre Mr Trump può portarci all'orlo di una guerra nucleare con 140 caratteri su Twitter.

Questo è sì il momento di Trump, delle catastrofi ambientali e dei giovani di colore massacrati dalla polizia, ma questo è anche il momento di #MeToo, di Colin Kaepernick, di #TimesUp, di #BlackLivesMatter, delle proteste, del ginocchio a terra durante l'Inno Nazionale e delle manifestazioni per quello che è giusto. Delle marce di solidarietà e degli attivisti radicali.

A primo impatto, Cardi B potrebbe non sembrare il simbolo più evidente di queste proteste, ma la sua stessa esistenza è un vaffanculo al patriarcato. Le sue origini sono divise tra Trinidad e Tobago, Santo Domingo e gli Stati Uniti. Prima del successo lavorava come spogliarellista, poi è passata ai reality show e oggi è una rapper donna senza etichetta discografica o sex tape alle spalle che ce l'ha fatta. E ditemi voi se questo non è protestare. E Cardi è anche la prima donna nera dopo Lauryn Hill (1998) ad aver raggiunto il primo posto delle classifiche senza featuring maschili. Su quel trono ci è rimasta per ben tre settimane. E per farlo ha spodestato Taylor Swift.

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Bodak Yellow è stata la colonna sonora del 2017 ed è stata cantata da una giovane spogliarellista latina appartenente alla classe operaia che ha 25 milioni di follower su Instagram e un numero forse ancora maggiore di fan adoranti. "Quando sono arrivata al numero uno non sapevo nemmeno che ero la prima donna a cui succedeva dal 1998. Non sapevo quanto fosse importante per la mia comunità e per le minoranze in generale." Il suo successo, e quello di chi come lei lotta attraverso la musica (compreso il gruppo del suo ragazzo Migos) non solo contribuisce all'abbattimento di pregiudizi e stereotipi, ma rappresenta anche una minaccia per chi vorrebbe vederli fuori dalla Top 100.

"Essere una femminista è molto semplice: vuol dire che una donna può fare le stesse cose che fa un uomo. Che posso migliorare. Che posso farcela. Che godiamo delle stesse libertà. Io sono stata in cima alle classifiche. Sono una donna, eppure l'ho fatto."

"Ovviamente il successo di persone come me spaventa certa gente. Per questo provano a sminuirmi," continua. "Se sei un ometto cresciuto in una roulotte sperduta nell'Alabama, è ovvio che tu sia spaventato in questo momento. È per questo che si comprano tutte quelle pistole! Hanno paura dell'intelligenza della minoranza. Hanno paura di tutta questa merda. Abbiamo infranto le loro regole un sacco di volte. In America guardo sempre le classifiche. L'hip-hop è sempre lì ai primi posti. Siamo noi a controllare l'industria musicale. E anche quello della moda." E continua: "Non me ne frega un cazzo se la moda viene da una passerella o se è una donna caucasica a indossare un certo vestito. È solo quando vedo che se lo mette anche una tipa di colore che voglio comprarlo. E tutti gli altri con me. È sempre stato così. Quando vedi le Olimpiadi, chi vince sempre? Noi. Siamo noi a vincere tutto. Abbiamo un'influenza enorme, ma c'è chi ce la vuole portare via. Persone come Donald Trump, che vogliono farci sentire inferiori. Ma va bene così, perché quelle come me sanno benissimo come stanno davvero le cose. Chissenefrega se il governo e i repubblicani cercano di renderci invisibili, perché non accadrà mai. Conosco la verità." E qual è la verità?, le chiedo. "Che siamo noi a comandare! Siamo noi a decidere come vanno le cose. Comandiamo tutto."

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Le politiche di Cardi B—e in particolare il suo femminismo— non corrispondono affatto a quel liberalismo della classe media, prevalentemente bianca, che rassicura chi ne fa parte e non alza mai troppo i toni. Quello di chi usa sempre i termini meno offensivi e non dice mai parolacce. Le politiche di Cardi sono conflittuali, difficili da mandare giù. Non c'è niente di politicamente corretto in lei. Ti mette a disagio, perché le sue politiche arrivano dalla rabbia, dall'ingiustizia e dalla povertà. È tutta vita vissuta, esperienze reali. Insomma, non è sempre carina, ma è se stessa, con il suo femminismo e il suo attivismo. "Essere una femminista è una figata, anche se alcune persone credono che quelle come me non dovrebbero usare questo termine," inizia. "Di solito sono persone intelligenti, ma senza un briciolo di buonsenso." Le labbra sono imbronciate, le sopracciglia si alzano. "Pensano che il femminismo sia roba da intellettuali e che solo chi sa esprimersi correttamente, solo chi ha una laurea, solo chi fa un lavoro importante... pensano che solo quelle come Michelle Obama possano essere femministe. Ma essere femminista è molto semplice: vuol dire che una donna può fare le stesse cose che fa un uomo. Che posso migliorare. Che posso farcela. Che godiamo delle stesse libertà. Io sono stata in cima alle classifiche. Sono una donna, eppure l'ho fatto."

Cardi B è nata nelle terre selvagge di Washington Heights prima di trasferirsi a Highbridge, nel Bronx. "Non c'è quartiere difficile più difficile del mio," dice con orgoglio. "Ho dovuto diventare una tipa forte e imparare a proteggermi, quando ci siamo trasferiti nel Bronx nel sesto grado. Qui i deboli non hanno vita facile." Per la nuova scuola ha scelto subito un look unico, ma i suoi nuovi compagni non hanno apprezzato. "Indossavo gonne rosa, giacche con bordi di pelliccia... Mi vestivo come le ragazze di That's So Raven. Tutti nella mia scuola mi guardavano come se fossi pazza. Mi ha davvero buttato giù." La frase finisce con uno dei suoi soliti bronci. "Mi prendevano in giro di brutto. Quell'esperienza mi ha davvero cambiata. Al liceo non importa chi sei, in cosa credi o che carattere hai, non sei nessuno se non sei in una gang. Tutti ti dicono che dovresti entrare in questo o quel gruppo. Ma comunque è stata una grande esperienza di vita. Non potrei fare rap parlando di certe cose [se non avessi vissuto certe cose, NdA]." Aver fatto parte di una gang potrebbe crearle qualche problema oggi, ma lei se ne frega e vuole raccontarci la sua verità. Bambina prodigio, Cardi ha frequentato la Renaissance High School per e si è poi iscritta all'Università di Manhattan, salvo poi doversi ritirare per lavorare come commessa in una gastronomia Amish. Fu proprio il titolare del negozio a consigliare a una Cardi diciottenne il mondo degli strip club, perché lì avrebbe potuto fare soldi veri. Abbastanza per dare una mano alla famiglia.

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"La prima volta che ho fatto uno spettacolo di lap dance ero davvero imbarazzata," ricorda oggi Cardi. "Era come se davanti a me vedessi i miei genitori, pronti a giudicarmi duramente per la scelta. Non sapevo ballare, non sapevo come muovermi. Tutte le altre ragazze erano lì a guardarmi, aspettando che io facessi un passo falso. Era disgustoso. Negli strip club gli uomini non possono toccare le tue parti intime, anzi, non dovrebbero toccarti affatto, ma a volte basta una carezza o un respiro a farti provare quel ribrezzo." Quando è tornata a casa ha detto al suo fidanzato che non voleva più farlo, ma a nessuno dei due è venuto in mente un modo per guadagnare soldi, così ha continuato. "Dopo un po' non mi importava neanche più. Spendevo soldi che non facevo neanche più fatica a racimolare. Ho iniziato a guadagnare 200 o 300 dollari a sera, anche se affatto perché dovevi pagare la quota della tua casa e le mie spese di casa erano molto costose. Con il tempo sono diventata sempre più brava, alcune sere mi mettevo in tasca 2.000 o 3.000 dollari. A 21 anni avevo da parte 20.000 dollari. A 22 ero arrivata a 35.000 dollari."

Poi il fascino dei soldi facili è un po' svanito e Cardi si è data alla TV, apparendo in Love & Hip Hop: New York e diventando in breve tempo uno dei personaggi più popolari del programma. Come per lo stripping, Cardi ha intuito che anche la sua carriera televisiva doveva finire, e non appena la sua carriera rap ha iniziato decollare ha abbandonato senza troppi rimpianti il piccolo schermo. È stato sui social media che Cardi ha fatto il botto, servendosi del suo seguito in costante crescita per intrattenere i fan con un mix di ironia e vita vera, dispensando consigli e ammettendo di essersi sottoposta a più interventi di chirurgia plastica. Ancora oggi, il suo Instagram è fatto da brevi e taglienti aggiornamenti brevi e taglienti, tipo farsi sistemare i denti e sollevare il sedere prima di un appuntamento con il rapper Migos Offset. I due si sono fidanzati in pubblico, sul palco, e poi hanno portato la relazione su Instagram, ovviamente. Ma ironia e voglia di divertirsi non escludono un profondo rispetto e amore reciproco. "Siamo così diversi l'uno dall'altro. Penso che sia questo che ci piace tanto quando stiamo insieme. Entrambi veniamo dal ghetto, ma lui da quello di Atlanta." Al matrimonio cerca di non pensare troppo, ma "sarà una cosa da gangster. Non voglio che sia un noioso ricevimento di nozze. Sarà una bomba." Non abbiamo dubbi. E conclude poi: "Voglio che quella merda sia divertente."

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Di Cardi B si parla sempre in relazione alle sue canzoni più conosciute: Bodak Yellow, Lick e Bartier Card i, eppure i suoi mixtape del 2017—Gangsta Bitch Volumes 1 & 2—hanno rivelato un personaggio più complesso, uno che rappa sulla dipendenza da farmaci, sulla solitudine, sulla povertà e sul desiderio. E questo ci rende ancora più impazienti di fronte alla prospettiva dell'arrivo del suo album di debutto. Anche grazie a un uso vero e senza filtri dei social media, Cardi ha creato un vero e proprio culto a cui oggi aderiscono milioni e milioni di persone. Spogliarelli e povertà fanno ormai parte del suo passato, così come le storie di gang, la paura di non farcela e l'autocritica. L'hip-hop l'ha salvata, ma Cardi non è d'accordo con questa tesi: l'unica cosa che ha salvato Cardi B è stata Cardi B. "È la mia personalità ad avermi salvato," insiste. "La mia personalità è sempre stato ciò che attirava il pubblico. Non volevo nemmeno essere un rapper perché non avevo la gestione, i soldi e non volevo perdere tempo. Non penso molto a realizzare i sogni e a queste stronzate, perché le mie responsabilità mi hanno sempre fatto restare con i piedi ben saldi a terra. Ho un sacco di amici che suonano da una vita e non sono mai andati da nessuna parte, non so perché proprio io sono quella che ce l'ha fatta."

E ora è Cardi B, regina dei social media e vincitrice ai Grammy. Finesse, recente traccia in collaborazione con Bruno Mars, la sta aiutando ad avvicinarsi al sorridente mondo del pop, così lontano dalla durezza di quello del rap in cui bazzica da anni. Ma questo passaggio mainstream è sempre più inevitabile, inarrestabile e imbattibile. Ma Cardi è pronta, perché "di Cardi ce n'è una sola e lascia la firma ovunque vada," sorride, preparandosi a lasciare il camerino e ad andare in qualche hotel di lusso nel West End. "A volte è la mia personalità, altre sono le mie scoregge, ma la mia firma la lascio sempre."

Cardi wears T-shirt OFF-WHITE C/O VIRGIL ABLOH.
T-shirt OFF-WHITE C/O VIRGIL ABLOH. Jeans J. Brand. Boots Yeezy
Dress Marc Jacobs.

Crediti


Testo di Hattie Collins

Fotografia di Oliver Hadlee Pearch
Moda di Carlos Nazario

Capelli di Jawara per Bryant Artists con prodotti John Masters Organics
Trucco di Erika La'Pearl
Design del Set Philipp Haemmerle Inc
Direzione Design del Set Ryan Stegner
Artista sul Set Juan Heredia
Assistenti alla Fotografia Mitchell Stafford, Eduardo Silva e Matt Baffa
Assistenti allo styling Diana Douglas e Kenny P. Paul
Assistenti capelli Kashima Parris e Karla Serrano
Produzione Caroline Ramsauer e Jennifer Pio
Assistenti alla produzione Andrew Chapman e Michael White

Cast Alexis Trainer. Celeste Saurez. Laurielle Smith. Jada Taylor. Taylor Power. Stephenie Jimenez. Shaniya Coleman. Shanell Coleman. Addisone Hassanali. Jala Norman. Taliyah Jones. Eslee Ryan. Linaishja Johnson. Aniyah Wilson. Casting Sydney Bowen Studio.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.