Fotografia di Mitchell Sams

balenciaga ci vuole portare in un futuro distopico, da capogiro e magnifico

A causa dell'installazione video iper-immersiva creata da Demna e Jon Rafman, a sfilata conclusa molti ospiti hanno detto di aver avuto le vertigini ed essersi sentiti svenire.

di Steve Salter
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01 ottobre 2018, 11:35am

Fotografia di Mitchell Sams

Per la creazione della sfilata Balenciaga primavera/estate 19, Demna Gvasalia ha collaborato con l'artista Jon Rafman. Insieme hanno creato una video installazione immersiva chiamata The Ride Never Ends. "Volevamo creare un'esperienza simile a quella che proveremmo visitando il cervello digitale di un qualunque essere umano," ha spiegato Demna a sfilata conclusa. Difficile da spiegare a parole, l'opera era costituita da un tunnel completamente ricoperto di luci al led, creando così un paesaggio virtuale che ha accolto e avvolto gli ospiti a 360 gradi.

I due hanno collaborato alla creazione di un caleidoscopio di immagini in costante movimento con apposita colonna sonora, creando una sorta di viaggio psichedelico cangiante, mutante e terrificante che ha addirittura fatto venire le vertigini ad alcuni degli ospiti. "Volevamo trasportare le persone. Le sfilate di moda dovrebbero essere momenti che trasportano le persone in nuove realtà, altrimenti non ha senso. È stato come lavorare a un film. Abbiamo accompagnato gli ospiti in una nuova dimensione, così che questo show rimarrà per sempre con loro, sotto forma di ricordo."

Iniziata con l'immagine fin troppo familiare di errore che compare almeno una volta al giorno sui nostri computer, il viaggio distopico di Demna è continuato con una serie di lugubri paesaggi, ecosistemi alieni e civiltà tecno-feticiste sull'orlo del collasso. Non sono stati i soliti 10 minuti di presentazione di una collezione, affatto. A passerella conclusa, tutti siamo rimasti seduti ancora per un po', cercando di ritrovare il senso della realtà.

"Il mio lavoro esplora nuove tecnologie e il modo in cui queste stanno modificando la nostra società, le nostre coscienze, le nostre relazioni gli uni con gli altri," ha spiegato Jon Rafman stesso in un'intervista qualche tempo fa. In casa Balenciaga così come da Vetements, il lavoro di Demna si concentra spesso e volentieri su questo tipo di interrogativi. Dal momento in cui ha preso in mano il timone della maison francese dopo Alexander Wang nel 2015, Gvasalia ha letteralmente rivoluzionato Balenciaga. Tuttavia, la creazione di una sua personale visione non gli ha impedito di rendere omaggio al passato del brand fondato da Cristobal Balenciaga. Il 2017 in particolare ha segnato il 100esimo anniversario dalla sua nascita, e Demna ha celebrato il momento ricreando da zero nove abiti haute couture d'archivio.

Per la primavera/estate 2019 ha invece lavorato sul tailoring in 3D presentato al pubblico per la prima volta nella scorsa stagione. "È un nuovo tipo di tailoring, un nuovo glamour per una nuova generazione che lo ha appena scoperto," ha spiegato Demna. Le dinamiche che governano il nuovo Balenciaga? Innovazione nei tagli, lavoro su nuove strutture architettoniche e formali. Sperimentazione. Tecnologie all'avanguardia che aiutano il designer a creare capi perfetti per l'uomo e per la donna, così da diventare una riflessione sull'utilità degli abiti su misura nel mondo in cui viviamo oggi. Seguendo la tradizione parigina e al contempo discostandosene, Demna ha celebrato l'eleganza della moda di lusso, ma rendendola più semplice da indossare.

"La presenza è la chiave, l'ora è la risposta, l'ego non è chi sei davvero." Questo il messaggio ripetuto nella colonna sonora. Il mondo sembrava in fiamme, lasciando molti convinti che la sfilata Balenciaga fosse la conferma definitiva che non c'è più speranza. Ma Demna, invece, vuole vederci fiduciosi nel futuro; alcune parti dell'universo stanno implodendo, questo è vero, ma la tecnologia ci salverà tutto. "È molto positivo," ha promesso, "la tecnologia è in costante evoluzione, è emozionante."

Oltre che nella scelta degli effetti visivi, l'emozione di Demna per la tecnologia era palese anche nelle silhouette taglienti, negli abiti realizzati con una sola cucitura e nelle metamorfosi sartoriali che hanno unito camice e pantaloni morbidi. "Non c'è nessun bisogno di avere una giacca, perché la camicia è la giacca," ha spiegato lo stilista. "Penso moltissimo alla comodità. Quelli che produciamo qui sono abiti di lusso che costano moltissimo, quindi credo che sia giusto lavorarci su il più possibile, anche a livello intellettuale. Penso a come posso rendere un completo accessibile e pregno di significati. Lavoriamo sui tessuti così da non creare abiti troppo caldi o troppo freddi."

Tralasciando location e tutto il resto, questa è stata senza dubbio la sfilata più semplice creata finora da Demna per Balenciaga. Sì, c'erano loghi in Comic Sans e abiti da sera decorati con immagini kitsch della Torre Eiffel, ma a parte questi capi si è trattato di una sfilata senza meme, eppure pregna di significato, che ha cercato di ridefinire il glamour per la generazione Z, e non solo. Anche gli elementi di streetwear classici delle precedenti collezioni erano assenti in questa primavera/estate 2019. La cosa più simile? Pantaloni classici dal taglio informale. "Volevo utilizzare gli elementi tipici del nostro vocabolario, ma dando loro una nuova dimensione d'eleganza," ha concluso. Glamour, ma rielaborato. Le parole "La presenza è la chiave, l'ora è la risposta" continuano a risuonare nei nostri cervelli.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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