Immagine su gentile concessione di Gucci

'new work times' è l'ultima trovata di gucci, ed è geniale

Verrà distribuito ai visitatori della mostra 'The Artist Is Present' inaugurata oggi a Shangai, ed è una riflessione sul rapporto tra originale, copia e imitazione nell'arte contemporanea.

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ott 11 2018, 9:22am

Immagine su gentile concessione di Gucci

Viviamo in un mondo in cui possiamo acquistare merce contraffata ufficiale (ciao, Dapper Dan), dove gli influencer hanno milioni di follower ma non esistono nella vita reale, i nostri posti di lavoro sono messi a repentaglio dall'intelligenza artificiale e il futuro è scritto dall'informatica. In questo clima sociale, la nuova mostra creata da Gucci a Shangai, The Artist is Present, sembra particolarmente adatta al 2018. Il nome stesso del progetto è preso in prestito dalle performance artistiche messe in atto da Marina Abramović nel 2010, e a metterlo a punto sono Maurizio Cattelan e Alessandro Michele, in una mostra che promette di smantellare i concetti di originalità, creazione, espressione e proprietà intellettuale.

"Questa è la storia di un sogno," spiega Gucci. "Immaginate un mondo affollato di antichi ritratti, busti in marmo risalenti all'Impero Romano, reliquiari d'oro che contengono cuori e mani di zombie, tappeti fioriti e tappezzerie colorate, cuccioli di drago e teschi di creature sconosciute." Potrebbe essere la review di una sfilata del brand diretto da Alessandro Michele, ma è la descrizione di The Artist is Present, in cui il genio della moda incontra Cattelan, "artista instancabile, affetto da un grave disturbo da immagine."

JJYPHOTO su gentile concessione di Gucci

Da lungo tempo, l'artista italiano sostiene che l'originalità sia un concetto sopravvalutato e datato, ed è quindi il partner perfetto per curare questa mostra. Sia Michele che Maurizio eccellono nell'esprimere la dualità che esiste tra immagine e realtà, tra rappresentazione e presentazione. Espressione fattuale di questo approccio, The Artist Is Present aprirà a Shanghai, patria del concetto per cui "la copia è in realtà l'originale," l'11 ottobre allo Yuz Museum. All'interno, i visitatori riceveranno una copia dell'ultima pubblicazione di Gucci, The New Work Times.

Ora, tutti abbiamo perso il conto di quante volte il presidente Trump ha demolito la stampa e ha chiamato fake news una qualunque notizia non gli andasse a genio. Anche in Italia abbiamo la nostra dose di politici che si scagliano contro le testate giornalistiche d'opposizione. Per non incappare in simili eventi, Gucci ha quindi deciso di creare un suo giornale in edizione speciale per accompagnare la mostra. All'interno del The New Work Times troverete un documento accademico sulla migrazione dell'aura, istruzioni su come clonare il vostro animale domestico, una storia inquietante della signora che ha rinunciato al suo viso e una pubblicità del più grande contraffattore di tutti i tempi. La pubblicazione presenta poi articoli di scrittori, giornalisti, scienziati e artisti, nonché contributi di sosia, falsari, geni e ladri non originali. Una sezione a parte è riservata infine alle politiche di ammirazione, chiamata "All the News That’s Fit to Re-Print," cioè tutte le notizie che vale la pena ristampare.

Immagine su gentile concessione di Gucci

Questa qui sopra è la prima pagina del The New Work Times in esclusiva, e di quello che troveremo nelle pagine successive ci parla l'artista concettuale Liam Gillick.

Mostra...
Fake...
Vent'anni fa mi chiamò un uomo molto scettico sulla direzione che l'arte avrebbe preso in tempi di sempre maggiore polarizzazione economica. Ci teneva a farmi sapere che credeva qualcuno stesse tentando di riprodurre per intero la sua collezione di opere d'arte concettuale. Mi sembrava un'idea ridicola. Eppure note, dichiarazioni, semplici istruzioni su pezzi di carta—spesso accompagnate da brevi dediche—venivano messe in vendita per qualche migliaio di euro, se non centinaia. Creare falsi di arte concettuale è particolarmente inutile. Quasi ogni opera appartenente a questo mondo era creata per vivere (anche) nella testa dell'osservatore, per esprimere una qualità universale, per essere condivisa. L'uso di sistemi e strutture nell'arte concettuale ha reso il processo di creazione dei falsi insensato e facile da scoprire: i lavori sono numerati, catalogati, o fanno parte di una serie. Inoltre, il processo di creazione dei falsi nell'arte concettuale dipende dal valore che deriva dal possedere un originale. In quasi tutti i casi l'artista viene pagato, ma spesso in modi che mettono in discussione la nozione di proprietà. Il possesso e il successivo trasferimento dell'opera vengono volutamente resi più complicati del previsto al momento dello scambio e, in alcuni casi, la struttura artistica può anche cessare di esistere in una forma significativa, se venduta. L'originale, quindi, non è sempre presente nell'artefatto. Ciò non significa che l'arte concettuale nella sua forma più pura non abbia valore, ma che il suo valore non è privo di contesto. È un'istruzione, un potenziale, un promemoria, un sistema di scambio. Non è un artefatto senza fantasmi, ombre e obblighi. Creare falsi d'arte concettuale significherebbe fingere sistemi, scambi e persone. Inoltre, richiederebbe la creazione di copie non solo di opere, ma anche di artisti, strutture, storie e potenzialità. Il problema qui non è l'apparente facilità di scrivere un elenco, una dichiarazione o un'istruzione su un pezzo di carta, ma un fraintendimento della posizione gerarchica del valore dell'originale all'interno dello schema dell'opera stessa.

The New Work Times sarà distribuito gratuitamente alla mostra The Artist is Present a Shanghai. Dalla fine di ottobre sarà poi disponibile in alcune librerie selezionate in tutto il mondo tra cui Maison Assouline (Londra), Gucci Garden (Firenze), Dashwood Books (New York), Tsutaya (Tokyo), Yvonne Lambert (Parigi) e Casa Bosques (Città del Messico).

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Sempre di Gucci si tratta, ma dall'altra parte del mondo:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.