Fotografia di Pani Paul

a byron bay si va in vacanza, ma questi ragazzi ci sono cresciuti

Byron Bay è un paradiso per i surfisti nell'Australia orientale. Queste fotografie raccontano com'è crescere in una città invasa dai turisti.

|
ago 21 2018, 7:00am

Fotografia di Pani Paul

Dopo aver vissuto per qualche anno a Londra, il fotografo australiano Pani Paul è tornato nella sua città natale, Byron Bay. Si tratta di una città nella parte orientale dell'Australia conosciuta in tutto il mondo come paradiso per i surfisti, regolarmente invasa dai turisti almeno nove mesi l'anno.

Dopo alcuni anni passati all'estero, tornare nel luogo in cui è nato e cresciuto ha permesso a Pani di vedere le cose da un nuovo punto di vista. Proprio da questo cambiamento di prospettiva è nata la serie fotografica Brunswick Heads, che documenta l'adolescenza in un piccolo paese della baia.

Scattate in poco più di 45 minuti, le immagini di Brunswick Heads sono caratterizzate da uno stile estremamente pulito e semplice. Osservandole, è impossible non pensare alla mascolinità, al modo in cui la società pretende che i ragazzi di 14, 15 o 16 anni si comportino in un certo modo per poter essere accettati dal gruppo.

Per capire meglio il vero significato di questa serie, abbiamo fatto due chiacchiere con Pani. Ovviamente, ci siamo anche fatti mandare alcune immagini.


Di cosa parla Brunswick Heads?
Per me, Brunswick Heads è una serie che parla di nostalgia e ricordi. Ho cercato di scattare immagini sospese al di fuori del tempo, irriconoscibili dal punto di vista cronologico. Volevo che lo spettatore, guardandole, non riuscisse a capire se sono state scattate nel 2018 o nel 1978.

Chi sono i ragazzi che vediamo in Brunswick Heads?
Quando mi sono avvicinato a loro, non ci conoscevamo affatto. Li ho visti bighellonare lungo il fiume e ho pensato che sembravano davvero un bel gruppo, quindi sono andato lì e gli ho chiesto se potevo fare qualche foto.

Concentrarsi sulla mascolinità nell'adolescenza è stato il tuo obiettivo principale sin dall'inizio?
Il mio obiettivo non era quello di fotografare la mascolinità, ma quando fotografi un gruppo di ragazzi adolescenti è praticamente inevitabile che questo tema si guadagni una parte considerevole dello spazio visivo.

Essere mascolino è qualcosa che la società ha imposto su di te?
Non molto. Sono cresciuto in una famiglia che mi dava tutte le libertà del mondo; i miei erano un po' degli alternativi, diciamo. Ma credo che ogni ragazzino senta la pressione di doversi adeguare a certi standard sociali di mascolinità.

Fotografi spesso adolescenti e giovani. È un tema che ti affascina?
Trovo interessante l'età dell'adolescenza nel suo insieme. Credo siano gli anni più onesti e veri della nostra vita, perché quando diventiamo adulti siamo troppo preoccupati del modo in cui appariamo per essere sinceri. Anche se i social media hanno velocizzato questo processo, anticipandolo di qualche anno.

Sei la metà del duo Lola & Pan. Qual è la cosa migliore di lavorare a stretto contatto con qualcuno? E la peggiore?
Lavorare insieme è fantastico, specialmente quando c'è un cliente di mezzo, perché lo scambio di idee ci aiuta a migliorarci e arrivare a soluzioni migliori. Non vedo nessun lato negativo, se devo essere sincero.

Pellicola o digitale?
Entrambe hanno i loro lati positivi e una loro utilità, ma preferisco scattare in analogico.

Che consiglio daresti a un giovane fotografo che vuole seguire le tue orme?
Prova a trovare un tema che sia speciale per te, e inseriscilo nel tuo lavoro. Non cercare di accontentare gli altri facendo foto in questo o quel modo, solo perché pensi che una persona, un cliente o una rivista le apprezzerà solo così.

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Pani fotografa l'adolescenza dal punto di vista maschile. Petra Collins, invece, dal punto di vista femminile:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D AU.