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rashaad newsome e mykki blanco esplorano i confini tra performance e hip hop

L’artista condivide con noi la sua visione dell’Hip Hop aiutato dal drag rapper Mykki Blanco.

di Emily Manning
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09 dicembre 2014, 12:40am

Image courtesy Select Miami

L'ultima volta che i-D ha incontrato l'artista newyorkese Rashaad Newsom, e' stato subito dopo la sua perfromance Shade Compositions, un lavoro (che includeva anche abiti di DKNY e Alexander Wang) presentato in Austria allo Steirischer Herbst Museum. Sono passati due mesi, ed il collaboratore di Solange non si e' fermato mai. Ieri sera lo abbiamo incontrato all'opening della sua performance The Conductor, alla Select Art Fair di Miami.

Ci puoi raccontare qualcosa di The Conductor?

Questo lavoro e' iniziato nel 2005 ed e' una sorta di gioco tra high and low - cultura alte e bassa - che si focalizza sul linguaggio dei gesti dei rapper. Volevo capire chi fosse il massimo esponente di questa cultura. Così ho fatto una sorta di indagine con delle stazioni radio newyorkesi tra cui Hot 97 e Power 105, e con i risultati di questa indagine ho creato un lavoro che mima e duplica i movimenti delle mani di questi rapper, creando una sorta di archivio. Ho ridotto il tutto in 6 movimenti che sono collegati ad un ritmo specifico. Ma il sesto movimento non e' collegato alla musica, sono le mie mani che ho ripreso di fronte ad uno schermo verde e di volta in volta fanno il mimo di migliaia di movimenti diversi che ho raccolto nella mia ricerca. Così per me questo video non e' una mera performance per il visitatore, in qualche modo voglio incitare gli spettatori a partecipare.

The Conductor at Select Art Fair 2014 (live performance by Mykki Blanco)

Ci racconti qualcosa anche della performance dal vivo?

Ho pensato all'installazione per invitare gli artisti che ho trovato nella mia ricerca ad esibirsi, e per far in modo che possano essere presenti con me nel video. Una regola di questo lavoro e' che ci deve essere una performance, la sera dell'opening, o comunque durante il periodo della mostra. In questa occasione voglio invitare un artista che e' stato scoperto durante la mia ricerca. Questa e' la prima di una serie di performance che faro', e come prima volta ho chiesto a Mykki di partecipare, perché questo lavoro ha molto a che fare con l'Hip Hop: e' misogino, ed e' una grande avventura in cui molti hanno iniziato ad investire, e ad esportare dagli Stati Uniti. Questo lavoro rivela anche dei trends sonori, e' stato condotto dal 2005 al 2012, quindi si trovano molti trend diversi, sia visivi che sociali. E' come un grande ritratto culturale, con tutto il suo splendore e anche momenti meno eclatanti. Inoltre Mykki Blanco e' per me un fratello, e non potrei pensare a nessun altro con cui iniziare questa serie di performance. E' un uomo di colore, e per questo e' indirettamente connesso con le politiche di genere. Sono completamente affascinato da come lui e altri ragazzi siano riusciti a ritagliarsi uno spazio tutto loro nella cultura dominante. In un certo senso ho costruito una casa traballante, e mi piace pensare che loro possano entrare e finire di distruggerla. Quindi questa sera lascio che Mykki possa distruggere quello che ho costruito.

Sei sempre stato ispirato dall'Hip Hop?

Ascolto sempre musica Hip Hop. Quando ero ragazzo mi piaceva il rap, e avevo un gruppo. Faccio ancora musica, ho un nuovo mixtape che sta per uscire, una collaborazione con artisti come Mykki, Cakes Da Killa, Jay Boogie, Ian Isiah, abbiamo lavorato bene insieme ed il mixtape uscira' l'anno prossimo. Nel mio lavoro comunque uso sempre il linguaggio dei gesti. Quando ho iniziato questa serie nel 2005, e' stato naturale per me mischiare questo linguaggio con il lato performativo del linguaggio dei neri, soprattutto il modo in cui parlano le donne di colore, un linguaggio che si e' aperto e ora sta contaminando tutto il mondo. Comunque questo pezzo in particolare e' piu' legato al mondo maschile eterosessuale.

Pensi che l'Hip Hop sia arte?

Si certo, puo' esserlo. Hip Hop e' una cultura musicale, ha a che fare con danza e arte - ha contribuito alla nascita della street art, che e' ormai una legittima forma d'arte. Pensa che Swoon Studio ha uno stand in fiera proprio qui, dietro di noi. Questa e' sicuramente una prova di quello che stiamo dicendo. Non penso pero' che la gente ne abbia sempre rispetto. E' passato molto tempo dalle origini, questa trasformazione si puo' vedere nel mio lavoro. Il sesto movimento e' in loop, ma se poi vedi tutta l'installazione ti rendi conto di quanta evoluzione ci sia stata, ho creato una documentazione di questa cultura performativa.

Progetti futuri?

Ho una mostra personale che inaugura martedì 9 dicembre alla Marlborough Gallery sulla 57a strada a New York!

@RashaadNewsome

Crediti


Testo Emily Manning
Immagine courtesy Select Miami 

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