carol è la storia d'amore lesbo dell'anno

Il regista racconta a i-D di come ha diretto Cate Blanchett e Rooney Mara nel film più bello e commovente dell'anno.

di Colin Crummy
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01 dicembre 2015, 10:05am

Carol è il settimo film di Todd Haynes, ed è anche il suo lavoro più bello. Narra la storia di due donne che si innamorano in un grande magazzino della New York anni '50, è il film più commerciale dello stimato regista indipendente, anche se comunque non perde il suo classico tocco bizzarro. Cate Blanchett interpreta la protagonista, una donna benestante imprigionata in un matrimonio senza amore. Agghindata e con addosso un'accattivante pelliccia, va in un negozio di giocattoli per comprare un trenino per la figlia, vendutogli dalla commessa diciannovenne Therese, interpretata da Rooney Mara. Dopo un breve scambio di sguardi, Carol fa la prima mossa, dimenticando di proposito il suo guanto di pelle e i dettagli per contattarla. Ed ecco che inizia una danza delicata e pericolosa che porterà le due donne ad innamorarsi e a vivere tutte le conseguenze del caso.

Il film si basa sul racconto di Patricia Highsmith, The Price of Salt / Carol, che racconta in maniera minuziosa e ossessiva l'innamoramento attraverso gli occhi di Therese. Ma aprendo uno spiraglio nell'anima di Carol, il copione di Phyllis Nagy illumina come la donna più vecchia sia tanto vulnerabile e ribelle quanto la sua giovane amante. Nel corso del film Haynes seduce con uno stile sensuale e lento che illumina la chimica che c'è sullo schermo. Il regista ci ha spiegato come è riuscito a farlo.

Come hai preparato le attrici per il film?
La cosa che ha aiutato di più Cate e Rooney, e che ho voluto condividere con loro, è stato il libro di immagini che ho collezionato per il film. Mette insieme riferimenti visivi e imposta, in alcuni contesti, lo stile e l'atmosfera, il calore di quello che sto immaginando. L'ho fatto per il direttore della fotografia anche se non ho mai sottovalutato la sua utilità anche per il cast. Quello che ne risulta sono i tipi di film o riferimenti visivi da cui prendo spunto. Per le attrici ho fatto delle copie di un documentario drammatico chiamato Lovers and Lollipops (una storia romantica ambientata nel 1956 a New York) da cui ho preso delle immagini. E poi 'andate a guardare Breve Incontro', un altro film che ha avuto molto impatto nella stesura del copione.

Che cosa ti piace del racconto?
Ho amato il modo in cui ti lascia all'oscuro, come quando ci innamoriamo per la prima volta. All'improvviso si leggono i segnali attorno a noi con maggiore consapevolezza rispetto alla normalità. Quando si vive questa emozione, anche se alla radio si sente la canzone d'amore più banale del mondo, si pensa 'oh si, questo testo sta parlando proprio di me'. Tutto ha significato ma allo stesso tempo si è in balia di esso; non puoi capirlo del tutto. Sei all'oscuro, sei perso.

È per questo che il punto di vista è così importante in Carol?
Il racconto è completamente immerso nel punto di vista di Therese. Il modo in cui lo stabiliamo e ce ne allontaniamo è qualcosa a cui ho prestato molta attenzione quando l'ho adattato per il film. [Quando ti innamori provi a immaginarti come si senta l'altra persona e in Carol questo "ondeggiare" si capisce molto bene. Se usi il contatto fisico come segno significativo, ci vuole tanto tempo per capirlo in Carol. Therese rimane in quello stato per molto tempo e noi rimaniamo più nel punto di vista rispetto a quello di Carol.

La sessualità dei personaggi ha reso tutto più complesso, dato che a quel tempo non c'era un modo adeguato per esprimere la loro esperienza?
Questo è quello che rende tutto più memorabile. Anche quando troviamo le parole per descrivere cosa si prova quando ci si innamora e quando ogni canzone pop sembra parlare di quel particolare momento, non si riesce mai a spiegare completamente tutto. In questa storia c'è una verità storica secondo cui non si può esprimere questa emozione, ma è la cosa più comune a tutti. Non importa nemmeno se è vero storicamente, è difficile che ci siano state alcune espressioni di amore lesbo nel 1952 perché ci si sentiva a disagio, come se si stesse inventando una cosa nuova.

Il film è stato in produzione per circa 15 anni. Pensi che Carol sia diverso ora nel 2015, contando i progressi che il movimento per i diritti di omosessuali e transgender ha fatto?
Non sono del tutto sicuro che stiamo continuiamo ad avvicinarci ad una società sempre più tollerante. Penso ovviamente che ci sia un discorso molto forte riguardo ai diritti umani di base per i gay e le lesbiche negli Stati Uniti e nell'occidente in generale. Forse è vero che per un pubblico più largo questo film possa rendere le cose un po' più semplici al giorno d'oggi. Forse è un segno che i tempi stanno cambiando.

Alcuni film recenti che parlano di omosessualità come Stonewall siano stati criticati per essersi assimilati troppo. È qualcosa che hai pensato anche di Carol?
Abbiamo avuto una grande scrittrice [Patricia Highsmith] che più di tutto ha capito la natura umana e il desiderio umano e l'ha descritto senza renderlo sentimentale o senza attenuarlo. Ci ha dato veramente qualcosa a cui affezionarci. Quindi non abbiamo dovuto pensare troppo se avrebbe turbato alcuni o appagato altri. Possiamo avere solo un'unica e vera testimonianza di quel tempo e quello spazio. Patricia Highsmith ha fatto conoscere la vita della prima donna che alla fine degli anni '40 era innamorata di un'altra donna. Forse se ci fosse un libro riguardante i moti di Stonewall scritto da qualcuno che era lì al tempo, il film Stonewall che possiamo vedere oggi, susciterebbe molto meno clamore rispetto a un racconto di un esterno che narra la storia autentica di quel tempo assecondandola e attenuandola. 

Cosa credi sarebbero potute diventare Therese e Carol?
Oh, non lo so. Non sono persone reali ma rappresentano vite vere di persone realmente esistite. Hanno subito brutte cose entrambe e non sono le stesse che erano all'inizio del film. Noi, da parte nostra, vogliamo che loro abbiano capito di aver avuto un'opportunità.

Crediti


Testo Colin Crummy
Foto Cameron Wittig

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