il nuovo linguaggio poetico della primavera/estate 16 di rodarte

La nuova collezione di Kate e Laura Mulleavy unisce abiti meravigliosi e complessi alla poesia di Emily Dickinson, Leonard Cohen e Yeats.

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set 16 2015, 10:25am

Emily Dickinson, la celebre poetessa americana che ha vissuto con la sua famiglia ad Amherst, nel Massachusetts, per tutta la sua vita, è stata una delle ispirazioni principali per la collezione fortemente personale di Rodarte. Come Dickinson, Kate e Laura Mulleavy vivono isolate vicino ai loro genitori (a Pasadena), e si impegnano a reinventarsi senza voler essere disturbate. Emily scriveva poesie brevi e articolate, con un uso personale della punteggiatura; le Mulleavys creano abiti pesanti adornati con tecniche inusuali.

Nel backstage dopo la sfilata, Kate ha detto, "Penso che sia molto importante per un designer seguire la propria voce. Durante questi anni da stilista sento di conoscere bene quale sia la mia voce, e mi sento molto sicura nel riconoscerne tutte le sfumature. In modo libero. Ci sono così tante cose meravigliose nel mondo, ho solo bisogno di essere libera nel fare quello che faccio, è questa la cosa davvero unica per me." 

L'unicità di Rodarte è stata notata da tutti durante la sfilata: abiti da principessa in pizzo, tacchi altissimi da disco, enormi cappotti pelosi, e il loro nuovo marchio di fabbrica, il tessuto luccicante alla Bowie. Ogni look deve essere osservato con cura almeno un paio di volte - a causa dell'intricata serie di tessuti lavorati insieme. Abiti con motivi in chiffon, doppi merletti, elementi metallici, e frange. Troppo? Sicuramente. Ma evidentemente non era abbastanza per loro. 

La complessità degli abiti si ricollega perfettamente al tema della poesia. "Quando creiamo abiti, una delle cose che facciamo è usare molti tessuti, e lavorarli insieme," ha detto Laura. "Ed è come un nuovo linguaggio, quanto le persone decodificano e leggono i riferimenti e le citazioni nel testo e deducono cose differenti, penso sia molto simile." Questi sono pezzi che richiedono numerose letture, e molteplici interpretazioni. 

Crediti


Testo Rory Satran
Foto Jason Lloyd-Evans